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filosofia 5
51問 • 1年前
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    問題一覧

  • 1

    In campo biomedico, il rispetto dell’autonomia obbliga i professionisti

    a comunicare le informazioni al paziente, ad accertare la comprensione e la volontarietà, a garantire un’adeguata formazione delle decisioni

  • 2

    Come intuito da Aristotele, la volontà rende l’uomo autore dei suoi atti. Condizione della volontarietà dell’azione è che essa

    non sia sottoposta a costrizione

  • 3

    L’autonomia come autodeterminazione può essere intesa in senso minimale come

    quel livello minimo di esercizio delle capacità razionali per cui si può dire che l’individuo agisce liberamente ed è responsabile delle proprie azioni

  • 4

    Joseph Fletcher nel 1954 pubblicò Medicine and Morals. In questo saggio egli affermava come principi per l’azione nel campo medico

    la scelta personale come valore morale supremo e la lotta contro la natura come la missione più liberatoria della medicina

  • 5

    Nel campo medico, al modello etico paternalistico si è sostituito

    il modello etico “contrattuale”

  • 6

    Quando il rapporto medico–paziente era caratterizzato da un’etica medica paternalistica, la relazione che si veniva ad istaurare era

    palesemente asimmetrica, squilibrata

  • 7

    Il principio per il quale solo il consenso espresso giustificava moralmente la ricerca sui soggetti umani e che “nella ricerca medica gli interessi della scienza e quelli della società non devono mai prevalere sul benessere del soggetto” venne inserito per la prima

    nella Dichiarazione di Helsinki del 1964

  • 8

    Il principio di autonomia del paziente può essere sintetizzato come

    il diritto per ogni paziente di partecipare a ogni atto medico o di rifiutarlo, di scegliere se sottoporsi o meno alla cura e ai protocolli previsti, dopo essere stato debitamente informato degli scopi e del percorso dei trattamenti

  • 9

    Emmanuel Mounier caratteristica fondamentale dell’essere umano è

    la comunicazione

  • 10

    Mounier elenca gli ostacoli che rendono difficile l’instaurarsi della relazione, che si possono applicare alla relazione tra medico e paziente. In primo luogo,

    il bisogno di possedere e sottomettere

  • 11

    Tra gli ostacoli che rendono difficile l’instaurarsi della relazione tra medico e paziente Mounier individua anche

    lo spirito di competizione

  • 12

    L’ambito del rapporto tra medico e paziente trova il suo primo principio di riferimento nel Codice di deontologia medica, nel quale in generale si afferma

    il dovere del medico di rispettare i diritti fondamentali della persona, qualunque sia la sua condizione

  • 13

    H. T. Engelhardt sostiene che la libertà come capacità di scegliere si configuri come

    la capacità di compiere una scelta razionale tra più alternative

  • 14

    Per Mill l’autonomia si configura

    come difesa delle scelte individuali, col solo limite del danno che possa derivarne ad altri

  • 15

    Nel caso in cui il paziente sia minorenne ovvero incapace di intendere e di volere

    il valido consenso dovrà esser prestato da chi ne esercita la potestà

  • 16

    L’obbligo di acquisizione di un valido consenso informato vale

    anche per le sperimentazioni cliniche

  • 17

    Nel noto caso Montgomery v. Lanarkshire Health Board, la Corte Suprema del Regno Unito ha stabilito

    un dovere del medico di informare il paziente di tutti quei rischi connessi al trattamento medico che possano, una volta svelati al paziente, incidere sulle sue scelte terapeutiche

  • 18

    L’articolo 32 della Costituzione stabilisce

    che nessuno può essere sottoposto a un trattamento sanitario contro la sua volontà

  • 19

    Per il medico sussiste un obbligo diretto all’informazione al paziente, nonché all’acquisizione del consenso informato, e tale obbligo ha natura

    anche deontologica

  • 20

    I documenti con i quali una persona capace esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o no essere sottoposta nel caso in cui non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato sono

    le dichiarazioni anticipate di trattamento

  • 21

    Tra le dichiarazioni anticipate possono annoverarsi

    solo quelle che non contrastino col diritto positivo, con la deontologia medica e con le norme di buona pratica clinica

  • 22

    Il Comitato Nazionale per la Bioetica il 18 dicembre 2003 ha reso un parere su un importante tema di bioetica

    le dichiarazioni anticipate di trattamento

  • 23

    Il consenso, oltre ad essere informato, deve essere manifesto, nel senso che

    la manifestazione di volontà deve essere esplicita ed espressa in modo inequivocabile e non può mai essere presunta

  • 24

    Il consenso deve essere informato, nel senso che si devono rispettare le caratteristiche di una corretta informazione che, a sua volta, deve essere comprensibile, ossia

    espressa con linguaggio semplice e chiaro

  • 25

    Il consenso deve essere informato, nel senso che si devono rispettare le caratteristiche di una corretta informazione che, a sua volta, deve essere obiettiva, ossia

    basata su fonti validate o che godano di una legittimazione clinico-scientifica

  • 26

    Il consenso, oltre ad essere informato, deve essere personale, nel senso che

    ha titolo ad esprimere il consenso esclusivamente il paziente, salvi i casi di consenso espresso da altri soggetti per minorenni e interdetti e per le persone sottoposte ad una amministrazione di sostegno

  • 27

    L’etica delle virtù intende il soggetto

    come membro di una comunità, dalla quale trae le proprie convinzioni, e alla quale contribuisce con il proprio comportamento

  • 28

    Le teorie liberali e libertarie si basano sull’idea che la bioetica sia

    una forma di etica pubblica che riguarda prevalentemente le questioni di giustizia

  • 29

    La teoria dei principi è un paradigma bioetico che ha avuto un enorme impatto nell’applicazione in campo sanitario e postula

    i principi di autonomia, beneficialità, non-maleficienza, giustizia

  • 30

    In ambito bioetico Hare difende una

    prospettiva utilitarista

  • 31

    La prospettiva meccanicistica del modo di intendere la vita

    scorge tra vivente e non vivente solo una differenza quantitativa e non qualitativa, dovuta a una maggiore o minore complessità a livello meramente fisico-chimico

  • 32

    Aristotele, il più tipico rappresentante del vitalismo riconosce tre diversi gradi di anima. L’anima sensitiva era caratteristica

    degli animali

  • 33

    Dall’estratto dell’intervista col filosofo Jürgen Habermas ed il teorico del diritto Klaus Günther (Diritti fondamentali: “Nessun diritto fondamentale vale senza limiti”) emerge che

    nessun diritto è privo di limiti

  • 34

    Max Weber formulò l’etica della responsabilità. Secondo Weber chi agisce

    non può ritenersi responsabile solo delle sue intenzioni ma anche delle conseguenze

  • 35

    Linnda Caporeal ha definito il tecnomorfismo già nel 1986 come

    la riduzione delle capacità cerebrali umane nell’adattamento al linguaggio dei computer

  • 36

    Secondo Agazzi «la fiducia illimitata, l’ottimismo incrollabile, l’approvazione incondizionata […] della scienza e della tecnologia» erano stati sostituiti «da un atteggiamento piuttosto diffuso di diffidenza, paura» che conduceva

    dallo scientismo all’antiscienza

  • 37

    Schopenhauer definisce “le vie di liberazione dal dolore”. L’esperienza morale

    deriva da una condivisione della propria condizione con gli altri, dalla partecipazione empatica ai dolori altrui, che sgorga da un sentimento di pietà

  • 38

    Schopenhauer definisce “le vie di liberazione dal dolore”. L’esperienza ascetica

    si attua attraverso la castità, la povertà, il digiuno, è l'esperienza del nulla, che permette di raggiungere uno stato d'animo paragonabile al Nirvana

  • 39

    Le etiche kantiane e personaliste che pongono il valore morale dell’uomo rispettivamente nella sua razionalità e nella esistenza in vita

    non consentono che sia il dolore a ridurre il valore della vita

  • 40

    Quando si parla di dolore in bioetica, si intende innanzitutto

    la coscienza del dolore

  • 41

    Schopenhauer definisce “le vie di liberazione dal dolore”. L’esperienza estetica

    È una forma libera,idealista, contemplativa

  • 42

    L’eutanasia passiva è

    la rinuncia ad avviare o sospensione di terapie di sostentamento vitale

  • 43

    Il dualismo classico, con Platone, Aristotele, sant’Agostino e san Tommaso,

    afferma l’esistenza del binomio anima-corpo

  • 44

    Come tutte le scienze empiriche, le nuove neuroscienze procedono con

    il metodo riduttivo

  • 45

    J. Eccles sottolinea come le teorie dominanti sul rapporto mente-cervello accettate oggi dai neuroscienziati siano puramente materialistiche, nel senso che

    attribuiscono completo dominio al cervello

  • 46

    Secondo il determinismo tutti i fenomeni del mondo sono collegati l’un l’altro e si verificano secondo un ordine necessario e invariabile

    il che esclude la presenza del libero arbitrio

  • 47

    Secondo la frenologia tutte le funzioni psichiche avrebbero una localizzazione celebrale

    cui corrisponderebbero dei rilievi sulla teca cranica

  • 48

    Spinoza rifiuta la distinzione cartesiana tra pensiero (spirito) ed estensione (materia), affermando che

    tutto ciò che esiste può essere ricondotto a una sola sostanza, che egli chiamò Dio o Natura

  • 49

    Il primo tentativo di investigare volizione e libero arbitrio attraverso il paradigma neuroscientifico è ascrivibile ai noti studi di

    Libet

  • 50

    Aristotele, nell’Etica Nicomachea spiega che un’azione per essere volontaria deve rispettare la condizione epistemica,

    per la quale l’agente deve essere consapevole di ciò che sta scegliendo o compiendo

  • 51

    Mill si interroga sulla natura e sui limiti del potere che la società può esercitare sull’individuo e risponde formulando il principio del danno, per cui

    l’intervento della società sarebbe giustificato solo quando la condotta di un individuo è tale da nuocere agli altri

  • Dog balance

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    manuela_c. · 72問 · 25日前

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    manuela_c.

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    Liborio Safina

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    問題一覧

  • 1

    In campo biomedico, il rispetto dell’autonomia obbliga i professionisti

    a comunicare le informazioni al paziente, ad accertare la comprensione e la volontarietà, a garantire un’adeguata formazione delle decisioni

  • 2

    Come intuito da Aristotele, la volontà rende l’uomo autore dei suoi atti. Condizione della volontarietà dell’azione è che essa

    non sia sottoposta a costrizione

  • 3

    L’autonomia come autodeterminazione può essere intesa in senso minimale come

    quel livello minimo di esercizio delle capacità razionali per cui si può dire che l’individuo agisce liberamente ed è responsabile delle proprie azioni

  • 4

    Joseph Fletcher nel 1954 pubblicò Medicine and Morals. In questo saggio egli affermava come principi per l’azione nel campo medico

    la scelta personale come valore morale supremo e la lotta contro la natura come la missione più liberatoria della medicina

  • 5

    Nel campo medico, al modello etico paternalistico si è sostituito

    il modello etico “contrattuale”

  • 6

    Quando il rapporto medico–paziente era caratterizzato da un’etica medica paternalistica, la relazione che si veniva ad istaurare era

    palesemente asimmetrica, squilibrata

  • 7

    Il principio per il quale solo il consenso espresso giustificava moralmente la ricerca sui soggetti umani e che “nella ricerca medica gli interessi della scienza e quelli della società non devono mai prevalere sul benessere del soggetto” venne inserito per la prima

    nella Dichiarazione di Helsinki del 1964

  • 8

    Il principio di autonomia del paziente può essere sintetizzato come

    il diritto per ogni paziente di partecipare a ogni atto medico o di rifiutarlo, di scegliere se sottoporsi o meno alla cura e ai protocolli previsti, dopo essere stato debitamente informato degli scopi e del percorso dei trattamenti

  • 9

    Emmanuel Mounier caratteristica fondamentale dell’essere umano è

    la comunicazione

  • 10

    Mounier elenca gli ostacoli che rendono difficile l’instaurarsi della relazione, che si possono applicare alla relazione tra medico e paziente. In primo luogo,

    il bisogno di possedere e sottomettere

  • 11

    Tra gli ostacoli che rendono difficile l’instaurarsi della relazione tra medico e paziente Mounier individua anche

    lo spirito di competizione

  • 12

    L’ambito del rapporto tra medico e paziente trova il suo primo principio di riferimento nel Codice di deontologia medica, nel quale in generale si afferma

    il dovere del medico di rispettare i diritti fondamentali della persona, qualunque sia la sua condizione

  • 13

    H. T. Engelhardt sostiene che la libertà come capacità di scegliere si configuri come

    la capacità di compiere una scelta razionale tra più alternative

  • 14

    Per Mill l’autonomia si configura

    come difesa delle scelte individuali, col solo limite del danno che possa derivarne ad altri

  • 15

    Nel caso in cui il paziente sia minorenne ovvero incapace di intendere e di volere

    il valido consenso dovrà esser prestato da chi ne esercita la potestà

  • 16

    L’obbligo di acquisizione di un valido consenso informato vale

    anche per le sperimentazioni cliniche

  • 17

    Nel noto caso Montgomery v. Lanarkshire Health Board, la Corte Suprema del Regno Unito ha stabilito

    un dovere del medico di informare il paziente di tutti quei rischi connessi al trattamento medico che possano, una volta svelati al paziente, incidere sulle sue scelte terapeutiche

  • 18

    L’articolo 32 della Costituzione stabilisce

    che nessuno può essere sottoposto a un trattamento sanitario contro la sua volontà

  • 19

    Per il medico sussiste un obbligo diretto all’informazione al paziente, nonché all’acquisizione del consenso informato, e tale obbligo ha natura

    anche deontologica

  • 20

    I documenti con i quali una persona capace esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o no essere sottoposta nel caso in cui non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato sono

    le dichiarazioni anticipate di trattamento

  • 21

    Tra le dichiarazioni anticipate possono annoverarsi

    solo quelle che non contrastino col diritto positivo, con la deontologia medica e con le norme di buona pratica clinica

  • 22

    Il Comitato Nazionale per la Bioetica il 18 dicembre 2003 ha reso un parere su un importante tema di bioetica

    le dichiarazioni anticipate di trattamento

  • 23

    Il consenso, oltre ad essere informato, deve essere manifesto, nel senso che

    la manifestazione di volontà deve essere esplicita ed espressa in modo inequivocabile e non può mai essere presunta

  • 24

    Il consenso deve essere informato, nel senso che si devono rispettare le caratteristiche di una corretta informazione che, a sua volta, deve essere comprensibile, ossia

    espressa con linguaggio semplice e chiaro

  • 25

    Il consenso deve essere informato, nel senso che si devono rispettare le caratteristiche di una corretta informazione che, a sua volta, deve essere obiettiva, ossia

    basata su fonti validate o che godano di una legittimazione clinico-scientifica

  • 26

    Il consenso, oltre ad essere informato, deve essere personale, nel senso che

    ha titolo ad esprimere il consenso esclusivamente il paziente, salvi i casi di consenso espresso da altri soggetti per minorenni e interdetti e per le persone sottoposte ad una amministrazione di sostegno

  • 27

    L’etica delle virtù intende il soggetto

    come membro di una comunità, dalla quale trae le proprie convinzioni, e alla quale contribuisce con il proprio comportamento

  • 28

    Le teorie liberali e libertarie si basano sull’idea che la bioetica sia

    una forma di etica pubblica che riguarda prevalentemente le questioni di giustizia

  • 29

    La teoria dei principi è un paradigma bioetico che ha avuto un enorme impatto nell’applicazione in campo sanitario e postula

    i principi di autonomia, beneficialità, non-maleficienza, giustizia

  • 30

    In ambito bioetico Hare difende una

    prospettiva utilitarista

  • 31

    La prospettiva meccanicistica del modo di intendere la vita

    scorge tra vivente e non vivente solo una differenza quantitativa e non qualitativa, dovuta a una maggiore o minore complessità a livello meramente fisico-chimico

  • 32

    Aristotele, il più tipico rappresentante del vitalismo riconosce tre diversi gradi di anima. L’anima sensitiva era caratteristica

    degli animali

  • 33

    Dall’estratto dell’intervista col filosofo Jürgen Habermas ed il teorico del diritto Klaus Günther (Diritti fondamentali: “Nessun diritto fondamentale vale senza limiti”) emerge che

    nessun diritto è privo di limiti

  • 34

    Max Weber formulò l’etica della responsabilità. Secondo Weber chi agisce

    non può ritenersi responsabile solo delle sue intenzioni ma anche delle conseguenze

  • 35

    Linnda Caporeal ha definito il tecnomorfismo già nel 1986 come

    la riduzione delle capacità cerebrali umane nell’adattamento al linguaggio dei computer

  • 36

    Secondo Agazzi «la fiducia illimitata, l’ottimismo incrollabile, l’approvazione incondizionata […] della scienza e della tecnologia» erano stati sostituiti «da un atteggiamento piuttosto diffuso di diffidenza, paura» che conduceva

    dallo scientismo all’antiscienza

  • 37

    Schopenhauer definisce “le vie di liberazione dal dolore”. L’esperienza morale

    deriva da una condivisione della propria condizione con gli altri, dalla partecipazione empatica ai dolori altrui, che sgorga da un sentimento di pietà

  • 38

    Schopenhauer definisce “le vie di liberazione dal dolore”. L’esperienza ascetica

    si attua attraverso la castità, la povertà, il digiuno, è l'esperienza del nulla, che permette di raggiungere uno stato d'animo paragonabile al Nirvana

  • 39

    Le etiche kantiane e personaliste che pongono il valore morale dell’uomo rispettivamente nella sua razionalità e nella esistenza in vita

    non consentono che sia il dolore a ridurre il valore della vita

  • 40

    Quando si parla di dolore in bioetica, si intende innanzitutto

    la coscienza del dolore

  • 41

    Schopenhauer definisce “le vie di liberazione dal dolore”. L’esperienza estetica

    È una forma libera,idealista, contemplativa

  • 42

    L’eutanasia passiva è

    la rinuncia ad avviare o sospensione di terapie di sostentamento vitale

  • 43

    Il dualismo classico, con Platone, Aristotele, sant’Agostino e san Tommaso,

    afferma l’esistenza del binomio anima-corpo

  • 44

    Come tutte le scienze empiriche, le nuove neuroscienze procedono con

    il metodo riduttivo

  • 45

    J. Eccles sottolinea come le teorie dominanti sul rapporto mente-cervello accettate oggi dai neuroscienziati siano puramente materialistiche, nel senso che

    attribuiscono completo dominio al cervello

  • 46

    Secondo il determinismo tutti i fenomeni del mondo sono collegati l’un l’altro e si verificano secondo un ordine necessario e invariabile

    il che esclude la presenza del libero arbitrio

  • 47

    Secondo la frenologia tutte le funzioni psichiche avrebbero una localizzazione celebrale

    cui corrisponderebbero dei rilievi sulla teca cranica

  • 48

    Spinoza rifiuta la distinzione cartesiana tra pensiero (spirito) ed estensione (materia), affermando che

    tutto ciò che esiste può essere ricondotto a una sola sostanza, che egli chiamò Dio o Natura

  • 49

    Il primo tentativo di investigare volizione e libero arbitrio attraverso il paradigma neuroscientifico è ascrivibile ai noti studi di

    Libet

  • 50

    Aristotele, nell’Etica Nicomachea spiega che un’azione per essere volontaria deve rispettare la condizione epistemica,

    per la quale l’agente deve essere consapevole di ciò che sta scegliendo o compiendo

  • 51

    Mill si interroga sulla natura e sui limiti del potere che la società può esercitare sull’individuo e risponde formulando il principio del danno, per cui

    l’intervento della società sarebbe giustificato solo quando la condotta di un individuo è tale da nuocere agli altri