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Tecniche investigative
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    問題一覧

  • 1

    LEZIONE 1 1. Cosa si intende per notitia criminis?

    la notizia di reato

  • 2

    LEZIONE 1 2. Se la notitia criminis si rivela manifestamente infondata

    il pm chiede l’archiviazione

  • 3

    LEZIONE 1 3. Il legislatore nel 1988 ha affidato la gestione della fase preparatoria

    al solo PM

  • 4

    LEZIONE 2 1. Cosa si intende per investigazione

    quell’insieme di iniziative e azioni che le Forze di Polizia pongono in essere per l’accertamento della verità o per l’acquisizione di conoscenze, in relazione al conseguimento dei fini istituzionali

  • 5

    LEZIONE 2 2. L’investigazione e l’investigazione preventiva

    sono diverse tra loro

  • 6

    LEZIONE 2 3. L’investigazione inquirente

    è condotta dalla polizia giudiziaria

  • 7

    LEZIONE 2 4. L’investigazione

    può essere svolta anche da privati

  • 8

    LEZIONE 2 5. L’attività di investigazione ha come fondamentale scopo

    la tutela ed il perseguimento dei diritti e degli interessi dei propri assistiti

  • 9

    LEZIONE 3 1. Ai sensi dell’art. 358 c.p.p.

    il Pubblico Ministero svolge ogni attività necessaria ad accertare fatti e circostanze in favore della persona sottoposta alle indagini

  • 10

    LEZIONE 3 2. Dal punto di vista strutturale l’atto investigativo in discorso corrisponde al mezzo di prova denominato

    ricognizione

  • 11

    LEZIONE 3 3. Gli accertamenti tecnici si suddividono

    in due categorie

  • 12

    LEZIONE 3 4. La dizione accertamenti tecnici ripetibili

    non è contemplata nel codice di rito

  • 13

    LEZIONE 3 5. Nel momento in cui il pubblico ministero effettua gli ordinari accertamenti e rilievi di cui all’art. 359

    non è tenuto a coinvolgere né l’indagato né la persona offesa

  • 14

    LEZIONE 3 6. Il consulente tecnico nominato dal PM

    deve essere iscritto in appositi Albi

  • 15

    LEZIONE 3 7. L’atto di nomina del consulente tecnico

    deve essere inserita nel fascicolo del PM

  • 16

    LEZIONE 3 8. L’attività investigativa del PM

    è disciplinata dal titolo V del libro V del codice di procedura penale

  • 17

    LEZIONE 4 1. DNA sta per

    acido desossiribonucleico o deossiribonucleico

  • 18

    LEZIONE 4 2. La prima importante innovazione introdotta dalla legge del 2009 riguarda

    l’istituzione di una banca dati nazionale del DNA presso il Ministero dell’Interno e del laboratorio centrale per la banca dati del DNA presso il Ministero della Giustizia

  • 19

    LEZIONE 4 3. Il compito del laboratorio

    è quello di analizzare materiali biologici per ricavarne la sequenza alfanumerica del DNA caratteristica ed esclusiva di ogni singolo individuo (c.d. tipizzazione del profilo genetico)

  • 20

    LEZIONE 4 4. Il DNA è costituito

    da una serie alfanumerica, in cui alcune sigle in lettere definiscono il locus genetico, e da una coppia di numeri che definiscono le particolari caratteristiche assunte dal DNA; l’insieme di lettere e numeri, dunque, costituisce il “profilo genetico” di un individuo

  • 21

    LEZIONE 4 5. Chi si può rivolgere alla banca dati

    sia la PG che il PM

  • 22

    LEZIONE 4 6. Il compito della banca dati è quello

    è quello di raccogliere i profili del DNA ed effettuare gli opportuni raffronti

  • 23

    LEZIONE 4 7. Per ragione di privacy laboratorio e banca

    non possono conservare i campioni e il DNA a tempo indefinito

  • 24

    LEZIONE 5 1. Chi rilascia informazioni al PM

    assume una posizione analoga a quella del testimone

  • 25

    LEZIONE 5 2. Quando il PM deve assumere informazioni da un soggetto minorenne

    il PM dovrà avvalersi dell’aiuto di un esperto in psicologia o psichiatria infantile

  • 26

    LEZIONE 5 3. Le sommarie informazioni

    sono documentate mediante verbale, di regola non sono utilizzabili in dibattimento

  • 27

    LEZIONE 5 4. Un’importante fonte cognitiva per il Pubblico Ministero

    è rappresentata dall’interrogatorio della persona sottoposta ad indagini preliminari

  • 28

    LEZIONE 5 5. Il più tipico atto d’investigazione del Pubblico Ministero

    è l’assunzione di informazioni

  • 29

    LEZIONE 6 1. L’arrestato versa in stato di flagranza quando

    viene colto nell’atto di commettere il reato (flagranza propria), viene inseguito dalla polizia giudiziaria subito dopo il reato, o viene sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima (flagranza impropria o quasi-flagranza)

  • 30

    LEZIONE 6 2. Il fermo di indiziato

    è disciplinato dall’art. 384 c.p.p. e titolari del potere di disporlo sono il pubblico ministero o, nel caso in cui il pubblico ministero non abbia assunto ancora la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria

  • 31

    LEZIONE 6 3. I casi in cui l’arresto è obbligatorio sono disciplinati

    dall’art. 380 c.1 cpp

  • 32

    LEZIONE 6 4. Per poter parlare di arresto in flagranza

    l’arrestato deve versare in stato di flagranza; in secondo luogo, occorre che il reato flagrante sia compreso nell’elenco dei reati per i quali l’arresto è consentito

  • 33

    LEZIONE 6 5. Tra i poteri più significativi che il Pubblico Ministero può esercitare durante le indagini preliminari - connessi alle attività investigative - rientrano quelli che

    gli articoli 379 e ss. c.p.p. gli attribuiscono in occasione delle misure precautelari

  • 34

    LEZIONE 7 1. La testimonianza può essere assunta con incidente probatorio?

    si

  • 35

    LEZIONE 7 2. L’incidente probatorio

    si può applicare nel caso in cui l’acquisizione della prova risulti indispensabile

  • 36

    LEZIONE 7 3. Con l’incidente probatorio

    si sacrificano i principi di oralità-immediatezza e pubblicità

  • 37

    LEZIONE 7 4. La può essere assunta con l’incidente probatorio

    perché altrimenti, a dibattimento, rischierebbe di risultare tout court non acquisibile o non acquisibile genuinamente

  • 38

    LEZIONE 7 5. L’incidente probatorio

    è uno strumento previsto dal nostro ordinamento con il quale si può anticipare l’acquisizione della prova nella fase delle indagini preliminari

  • 39

    LEZIONE 7 6. Secondo il principio di presunzione di non colpevolezza

    l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva

  • 40

    LEZIONE 7 7. L’art. 525 comma 2 c.p.p.

    stabilisce che la deliberazione della sentenza è affidata agli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento

  • 41

    LEZIONE 7 8. Perché la prova si forma nella fase dibattimentale

    per garantire il principio dell’immediatezza tra l’assunzione della prova e la decisione

  • 42

    LEZIONE 7 9. Dove si forma la prova

    nella fase dibattimentale

  • 43

    LEZIONE 7 10. Il principio di presunzione di non colpevolezza

    è disciplinato dall’art. 27 comma 2 della Costituzione

  • 44

    LEZIONE 8 1. L’incidente probatorio è disciplinato dall’art.

    392 c.p.p.

  • 45

    LEZIONE 8 2. Quali sono i casi in cui l’incidente probatorio è applicabile anche se non ricorrono i requisiti dell’urgenza e della non rinviabilità?

    l’attività cognitiva non sarebbe comunque reiterabile a dibattimento; appare inconciliabile, per la sua complessità, con la serrata tempistica dell’istruzione dibattimentale; coinvolge soggetti deboli che devono essere sottratti allo strepitus fori; comporta esercizio di poteri coercitivi sulla persona; si inscrive in procedure incidentali alla fase investigativa

  • 46

    LEZIONE 8 3. Quali sono i casi in cui l’incidente probatorio è applicabile anche se non ricorrono i requisiti dell’urgenza e della non rinviabilità?

    cinque casi in cui la prova viene assunta esclusivamente sulla base dell’unico presupposto che il pubblico ministero o l’indagato stesso lo abbiano richiesto

  • 47

    LEZIONE 8 4. Il PM può chiedere il differimento dell’incidente probatorio

    si, quando la sua esecuzione pregiudicherebbe uno o più atti di indagine preliminare

  • 48

    LEZIONE 8 5. Il giudice accoglie, dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di differimento

    con ordinanza

  • 49

    LEZIONE 9 1. Sono coadiutori istituzionali del giudice

    il cancelliere, il segretario, l’ufficiale giudiziario

  • 50

    LEZIONE 9 2. Quali sono le attività più importanti dell’ufficiale giudiziario?

    svolge attività di documentazione, autentica gli atti emessi dal giudice, custodisce le cose sequestrate, rilascia copie, notifica atti di impugnazione

  • 51

    LEZIONE 9 3. Quali sono le attività più importanti del cancelliere?

    assistenza; redige verbali; autentica i suoi atti

  • 52

    LEZIONE 9 4. L’attività principale dell’ufficiale giudiziario è quella

    di curare l’esecuzione delle notificazioni

  • 53

    LEZIONE 10 1. Tra il personale degli agenti di polizia giudiziaria rientrano

    il personale della polizia di Stato al quale l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità

  • 54

    LEZIONE 10 2. Tra gli ufficiali di polizia giudiziaria possiamo far rientrare

    I dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti e gli altri appartenenti alla polizia di Stato ai quali l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità

  • 55

    LEZIONE 10 3. Quali sono le categorie di soggetti che fanno parte della polizia giudiziaria

    gli ufficiali e gli agenti

  • 56

    LEZIONE 10 4. Quali sono le funzioni dei corpi di polizia?

    I corpi di polizia sono destinati ad assicurare l’ordine, la sicurezza e la legalità sul territorio nazionale mediante l’esercizio di funzioni che in chiave processuale possono essere distinte in funzioni di “polizia di sicurezza” e “polizia giudiziaria”

  • 57

    LEZIONE 10 5. Quali sono i corpi di polizia nel nostro ordinamento?

    polizia di Stato, arma dei carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria

  • 58

    LEZIONE 11 1. L’attività investigativa della polizia giudiziaria è finalizzata

    all’acquisizione degli elementi che consentono al pubblico ministero di stabilire la fondatezza della notizia di reato e di valutare, quindi, se sussistono i presupposti per richiedere al Giudice delle indagini preliminari l’archiviazione o l’esercizio dell’azione penale nei confronti dell’indagato

  • 59

    LEZIONE 11 2. Per pubblica sicurezza si deve intendere

    funzione volta a prevenire il compimento del reato

  • 60

    LEZIONE 11 3. Quando l’attività della polizia si qualifica come giudiziaria?

    quando è diretta a reprimere violazioni di norme penali già commesse che l’attività di prevenzione - polizia amministrativa - non è riuscita a prevenire

  • 61

    LEZIONE 11 4. La polizia amministrativa si avvale

    della polizia tributaria; della polizia stradale; della polizia sanitaria e della polizia di sicurezza

  • 62

    LEZIONE 12 1. La polizia giudiziaria può avvalersi dell’ausilio dell’interprete?

    si

  • 63

    LEZIONE 12 2. I principali requisiti per svolgere la Pubblica Funzione sono

    speciali competenze tecniche nel settore; assenza di condanne penali; la maggiore età; nessuna interdizione; nessuna misura di sicurezza e prevenzione; nessun interesse nel procedimento

  • 64

    LEZIONE 12 3. Distinzione tra atti tipici e atti atipici

    gli atti atipici sono privi di una regolamentazione e consistono nelle investigazioni che assumono le forme più varie; gli atti tipici, invece, godono di ampia e apposita regolamentazione

  • 65

    LEZIONE 12 4. All’interno delle indagini preliminari il codice distingue tra

    attività a iniziativa della polizia giudiziaria e attività del pubblico ministero

  • 66

    LEZIONE 13 1. L’identificazione dell’indagato è disciplinata

    dall’art. 349 c.p.p.

  • 67

    LEZIONE 13 2. Negli atti compiuti con poteri coercitivi rientrano

    identificazione dell’indagato; perquisizione in caso di flagranza o evasione; acquisizione di plichi o corrispondenza; accertamenti urgenti e sequestro; arresto in flagranza; fermo di persona gravemente indiziata

  • 68

    LEZIONE 13 3. Il codice distingue due tipologie di atti tipici svolti di iniziativa dalla P.G.

    quelli compiuti senza esercizio di poteri coercitivi e quelli compiuti con poteri coercitivi

  • 69

    LEZIONE 13 4. Tra gli atti compiuti senza esercizio di poteri coercitivi rientrano

    sommarie informazioni dell’indagato; sommarie informazioni da persone informate sui fatti; atti od operazioni tecniche che richiedono specifiche competenze

  • 70

    LEZIONE 14 1. Le sommarie informazioni

    sono documentate tramite verbale

  • 71

    LEZIONE 14 2. Le sommarie informazioni

    sono rese da persone diverse dall’indagato

  • 72

    LEZIONE 14 3. Le sommarie informazioni

    sono disciplinate dall’art. 351 c.p.p.

  • 73

    LESIONE 14 4. Coloro che rendono le informazioni sui fatti sono indicati dal codice con l’espressione

    persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini

  • 74

    LEZIONE 14 5. La competenza di raccogliere le sommarie informazioni spetta

    agli ufficiali e agenti della P.G.

  • 75

    LEZIONE 14 6. Il verbale relativo alle sommarie informazioni

    è dotato di una utilizzabilità piena fuori dal dibattimento, e di una utilizzabilità limitata nel dibattimento

  • 76

    LEZIONE 15 1. Oggetto dell’identificazione

    è una persona fisica individuata, di cui però non si conoscono le generalità

  • 77

    LEZIONE 15 2. L’identità è data

    da quel complesso dei dati personali, caratteristici e fondamentali che consentono l’individuazione di una persona fisica

  • 78

    LEZIONE 15 3. L’identificazione è disciplinata dall’art.

    349 c.p.p.

  • 79

    LEZIONE 16 1. L’attività di sopralluogo rientra tra quelle di competenza esclusiva

    della polizia giudiziaria

  • 80

    LEZIONE 16 2. I rilievi e gli accertamenti urgenti hanno le seguenti finalità

    raccogliere gli elementi di prova presenti; comprendere la dinamica del fatto dalla quale spesso dipende l’esistenza o meno del reato; cercare spunti per la successiva attività di indagine

  • 81

    LEZIONE 16 3. Le tracce lasciate sul luogo del reato

    qualora perdute non possono essere più recuperate

  • 82

    LEZIONE 16 4. Il sopralluogo

    è il mezzo più veloce per l’identificazione del colpevole

  • 83

    LEZIONE 16 5. Quante sono le fasi del sopralluogo giudiziario?

    2

  • 84

    LEZIONE 16 6. Quali sono le fasi del sopralluogo giudiziario?

    il congelamento della scena del delitto e i rilievi sulle tracce, sulle cose e sui luoghi del delitto

  • 85

    LEZIONE 16 7. Il sopralluogo è

    l’atto con il quale la P.G. descrive meticolosamente lo stato dei luoghi da lei stessa riscontrato al momento dell’arrivo sulla c.d. “scena del crimine”

  • 86

    LEZIONE 17 1. Sono tracce biologiche

    fluidi corporei; formazioni pilifere; frammenti di epitelio

  • 87

    LEZIONE 17 2. Nel caso in cui il sopralluogo preveda il prelievo e il repertamento di tracce biologiche

    devono essere adottati particolari accorgimenti

  • 88

    LEZIONE 18 1. L’agente sotto copertura rappresenta

    la forma più avanzata della infiltrazione informativa

  • 89

    LEZIONE 18 2. Il legislatore

    prevede e disciplina la figura dell’informatore, sancendone il diritto all’anonimato

  • 90

    LEZIONE 18 3. Le affermazioni del confidente

    non devono, dunque, essere documentate in un verbale

  • 91

    LEZIONE 18 4. Il confidente è

    è colui il quale, fuori da ogni obbligo giuridico, fornisce informalmente alla polizia giudiziaria, notizie che si sostanziano in qualsiasi elemento ritenuto dall’operante utile ai fini delle indagini

  • 92

    LEZIONE 19 1. Il funzionamento dell’OIPC è regolato da

    5 documenti

  • 93

    LEZIONE 19 2. OIPC sta per

    Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale

  • 94

    LEZIONE 19 3. L’OIPC è nota come

    Interpol

  • 95

    LEZIONE 19 4. L’Assemblea Generale dell’OIPC è

    il più importante organo deliberativo

  • 96

    LEZIONE 19 5. Le funzioni dell’OIPC possono riassumersi in

    funzioni di assistenza giudiziaria; funzioni di assistenza informativa

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  • 1

    LEZIONE 1 1. Cosa si intende per notitia criminis?

    la notizia di reato

  • 2

    LEZIONE 1 2. Se la notitia criminis si rivela manifestamente infondata

    il pm chiede l’archiviazione

  • 3

    LEZIONE 1 3. Il legislatore nel 1988 ha affidato la gestione della fase preparatoria

    al solo PM

  • 4

    LEZIONE 2 1. Cosa si intende per investigazione

    quell’insieme di iniziative e azioni che le Forze di Polizia pongono in essere per l’accertamento della verità o per l’acquisizione di conoscenze, in relazione al conseguimento dei fini istituzionali

  • 5

    LEZIONE 2 2. L’investigazione e l’investigazione preventiva

    sono diverse tra loro

  • 6

    LEZIONE 2 3. L’investigazione inquirente

    è condotta dalla polizia giudiziaria

  • 7

    LEZIONE 2 4. L’investigazione

    può essere svolta anche da privati

  • 8

    LEZIONE 2 5. L’attività di investigazione ha come fondamentale scopo

    la tutela ed il perseguimento dei diritti e degli interessi dei propri assistiti

  • 9

    LEZIONE 3 1. Ai sensi dell’art. 358 c.p.p.

    il Pubblico Ministero svolge ogni attività necessaria ad accertare fatti e circostanze in favore della persona sottoposta alle indagini

  • 10

    LEZIONE 3 2. Dal punto di vista strutturale l’atto investigativo in discorso corrisponde al mezzo di prova denominato

    ricognizione

  • 11

    LEZIONE 3 3. Gli accertamenti tecnici si suddividono

    in due categorie

  • 12

    LEZIONE 3 4. La dizione accertamenti tecnici ripetibili

    non è contemplata nel codice di rito

  • 13

    LEZIONE 3 5. Nel momento in cui il pubblico ministero effettua gli ordinari accertamenti e rilievi di cui all’art. 359

    non è tenuto a coinvolgere né l’indagato né la persona offesa

  • 14

    LEZIONE 3 6. Il consulente tecnico nominato dal PM

    deve essere iscritto in appositi Albi

  • 15

    LEZIONE 3 7. L’atto di nomina del consulente tecnico

    deve essere inserita nel fascicolo del PM

  • 16

    LEZIONE 3 8. L’attività investigativa del PM

    è disciplinata dal titolo V del libro V del codice di procedura penale

  • 17

    LEZIONE 4 1. DNA sta per

    acido desossiribonucleico o deossiribonucleico

  • 18

    LEZIONE 4 2. La prima importante innovazione introdotta dalla legge del 2009 riguarda

    l’istituzione di una banca dati nazionale del DNA presso il Ministero dell’Interno e del laboratorio centrale per la banca dati del DNA presso il Ministero della Giustizia

  • 19

    LEZIONE 4 3. Il compito del laboratorio

    è quello di analizzare materiali biologici per ricavarne la sequenza alfanumerica del DNA caratteristica ed esclusiva di ogni singolo individuo (c.d. tipizzazione del profilo genetico)

  • 20

    LEZIONE 4 4. Il DNA è costituito

    da una serie alfanumerica, in cui alcune sigle in lettere definiscono il locus genetico, e da una coppia di numeri che definiscono le particolari caratteristiche assunte dal DNA; l’insieme di lettere e numeri, dunque, costituisce il “profilo genetico” di un individuo

  • 21

    LEZIONE 4 5. Chi si può rivolgere alla banca dati

    sia la PG che il PM

  • 22

    LEZIONE 4 6. Il compito della banca dati è quello

    è quello di raccogliere i profili del DNA ed effettuare gli opportuni raffronti

  • 23

    LEZIONE 4 7. Per ragione di privacy laboratorio e banca

    non possono conservare i campioni e il DNA a tempo indefinito

  • 24

    LEZIONE 5 1. Chi rilascia informazioni al PM

    assume una posizione analoga a quella del testimone

  • 25

    LEZIONE 5 2. Quando il PM deve assumere informazioni da un soggetto minorenne

    il PM dovrà avvalersi dell’aiuto di un esperto in psicologia o psichiatria infantile

  • 26

    LEZIONE 5 3. Le sommarie informazioni

    sono documentate mediante verbale, di regola non sono utilizzabili in dibattimento

  • 27

    LEZIONE 5 4. Un’importante fonte cognitiva per il Pubblico Ministero

    è rappresentata dall’interrogatorio della persona sottoposta ad indagini preliminari

  • 28

    LEZIONE 5 5. Il più tipico atto d’investigazione del Pubblico Ministero

    è l’assunzione di informazioni

  • 29

    LEZIONE 6 1. L’arrestato versa in stato di flagranza quando

    viene colto nell’atto di commettere il reato (flagranza propria), viene inseguito dalla polizia giudiziaria subito dopo il reato, o viene sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima (flagranza impropria o quasi-flagranza)

  • 30

    LEZIONE 6 2. Il fermo di indiziato

    è disciplinato dall’art. 384 c.p.p. e titolari del potere di disporlo sono il pubblico ministero o, nel caso in cui il pubblico ministero non abbia assunto ancora la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria

  • 31

    LEZIONE 6 3. I casi in cui l’arresto è obbligatorio sono disciplinati

    dall’art. 380 c.1 cpp

  • 32

    LEZIONE 6 4. Per poter parlare di arresto in flagranza

    l’arrestato deve versare in stato di flagranza; in secondo luogo, occorre che il reato flagrante sia compreso nell’elenco dei reati per i quali l’arresto è consentito

  • 33

    LEZIONE 6 5. Tra i poteri più significativi che il Pubblico Ministero può esercitare durante le indagini preliminari - connessi alle attività investigative - rientrano quelli che

    gli articoli 379 e ss. c.p.p. gli attribuiscono in occasione delle misure precautelari

  • 34

    LEZIONE 7 1. La testimonianza può essere assunta con incidente probatorio?

    si

  • 35

    LEZIONE 7 2. L’incidente probatorio

    si può applicare nel caso in cui l’acquisizione della prova risulti indispensabile

  • 36

    LEZIONE 7 3. Con l’incidente probatorio

    si sacrificano i principi di oralità-immediatezza e pubblicità

  • 37

    LEZIONE 7 4. La può essere assunta con l’incidente probatorio

    perché altrimenti, a dibattimento, rischierebbe di risultare tout court non acquisibile o non acquisibile genuinamente

  • 38

    LEZIONE 7 5. L’incidente probatorio

    è uno strumento previsto dal nostro ordinamento con il quale si può anticipare l’acquisizione della prova nella fase delle indagini preliminari

  • 39

    LEZIONE 7 6. Secondo il principio di presunzione di non colpevolezza

    l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva

  • 40

    LEZIONE 7 7. L’art. 525 comma 2 c.p.p.

    stabilisce che la deliberazione della sentenza è affidata agli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento

  • 41

    LEZIONE 7 8. Perché la prova si forma nella fase dibattimentale

    per garantire il principio dell’immediatezza tra l’assunzione della prova e la decisione

  • 42

    LEZIONE 7 9. Dove si forma la prova

    nella fase dibattimentale

  • 43

    LEZIONE 7 10. Il principio di presunzione di non colpevolezza

    è disciplinato dall’art. 27 comma 2 della Costituzione

  • 44

    LEZIONE 8 1. L’incidente probatorio è disciplinato dall’art.

    392 c.p.p.

  • 45

    LEZIONE 8 2. Quali sono i casi in cui l’incidente probatorio è applicabile anche se non ricorrono i requisiti dell’urgenza e della non rinviabilità?

    l’attività cognitiva non sarebbe comunque reiterabile a dibattimento; appare inconciliabile, per la sua complessità, con la serrata tempistica dell’istruzione dibattimentale; coinvolge soggetti deboli che devono essere sottratti allo strepitus fori; comporta esercizio di poteri coercitivi sulla persona; si inscrive in procedure incidentali alla fase investigativa

  • 46

    LEZIONE 8 3. Quali sono i casi in cui l’incidente probatorio è applicabile anche se non ricorrono i requisiti dell’urgenza e della non rinviabilità?

    cinque casi in cui la prova viene assunta esclusivamente sulla base dell’unico presupposto che il pubblico ministero o l’indagato stesso lo abbiano richiesto

  • 47

    LEZIONE 8 4. Il PM può chiedere il differimento dell’incidente probatorio

    si, quando la sua esecuzione pregiudicherebbe uno o più atti di indagine preliminare

  • 48

    LEZIONE 8 5. Il giudice accoglie, dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di differimento

    con ordinanza

  • 49

    LEZIONE 9 1. Sono coadiutori istituzionali del giudice

    il cancelliere, il segretario, l’ufficiale giudiziario

  • 50

    LEZIONE 9 2. Quali sono le attività più importanti dell’ufficiale giudiziario?

    svolge attività di documentazione, autentica gli atti emessi dal giudice, custodisce le cose sequestrate, rilascia copie, notifica atti di impugnazione

  • 51

    LEZIONE 9 3. Quali sono le attività più importanti del cancelliere?

    assistenza; redige verbali; autentica i suoi atti

  • 52

    LEZIONE 9 4. L’attività principale dell’ufficiale giudiziario è quella

    di curare l’esecuzione delle notificazioni

  • 53

    LEZIONE 10 1. Tra il personale degli agenti di polizia giudiziaria rientrano

    il personale della polizia di Stato al quale l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità

  • 54

    LEZIONE 10 2. Tra gli ufficiali di polizia giudiziaria possiamo far rientrare

    I dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti e gli altri appartenenti alla polizia di Stato ai quali l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità

  • 55

    LEZIONE 10 3. Quali sono le categorie di soggetti che fanno parte della polizia giudiziaria

    gli ufficiali e gli agenti

  • 56

    LEZIONE 10 4. Quali sono le funzioni dei corpi di polizia?

    I corpi di polizia sono destinati ad assicurare l’ordine, la sicurezza e la legalità sul territorio nazionale mediante l’esercizio di funzioni che in chiave processuale possono essere distinte in funzioni di “polizia di sicurezza” e “polizia giudiziaria”

  • 57

    LEZIONE 10 5. Quali sono i corpi di polizia nel nostro ordinamento?

    polizia di Stato, arma dei carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria

  • 58

    LEZIONE 11 1. L’attività investigativa della polizia giudiziaria è finalizzata

    all’acquisizione degli elementi che consentono al pubblico ministero di stabilire la fondatezza della notizia di reato e di valutare, quindi, se sussistono i presupposti per richiedere al Giudice delle indagini preliminari l’archiviazione o l’esercizio dell’azione penale nei confronti dell’indagato

  • 59

    LEZIONE 11 2. Per pubblica sicurezza si deve intendere

    funzione volta a prevenire il compimento del reato

  • 60

    LEZIONE 11 3. Quando l’attività della polizia si qualifica come giudiziaria?

    quando è diretta a reprimere violazioni di norme penali già commesse che l’attività di prevenzione - polizia amministrativa - non è riuscita a prevenire

  • 61

    LEZIONE 11 4. La polizia amministrativa si avvale

    della polizia tributaria; della polizia stradale; della polizia sanitaria e della polizia di sicurezza

  • 62

    LEZIONE 12 1. La polizia giudiziaria può avvalersi dell’ausilio dell’interprete?

    si

  • 63

    LEZIONE 12 2. I principali requisiti per svolgere la Pubblica Funzione sono

    speciali competenze tecniche nel settore; assenza di condanne penali; la maggiore età; nessuna interdizione; nessuna misura di sicurezza e prevenzione; nessun interesse nel procedimento

  • 64

    LEZIONE 12 3. Distinzione tra atti tipici e atti atipici

    gli atti atipici sono privi di una regolamentazione e consistono nelle investigazioni che assumono le forme più varie; gli atti tipici, invece, godono di ampia e apposita regolamentazione

  • 65

    LEZIONE 12 4. All’interno delle indagini preliminari il codice distingue tra

    attività a iniziativa della polizia giudiziaria e attività del pubblico ministero

  • 66

    LEZIONE 13 1. L’identificazione dell’indagato è disciplinata

    dall’art. 349 c.p.p.

  • 67

    LEZIONE 13 2. Negli atti compiuti con poteri coercitivi rientrano

    identificazione dell’indagato; perquisizione in caso di flagranza o evasione; acquisizione di plichi o corrispondenza; accertamenti urgenti e sequestro; arresto in flagranza; fermo di persona gravemente indiziata

  • 68

    LEZIONE 13 3. Il codice distingue due tipologie di atti tipici svolti di iniziativa dalla P.G.

    quelli compiuti senza esercizio di poteri coercitivi e quelli compiuti con poteri coercitivi

  • 69

    LEZIONE 13 4. Tra gli atti compiuti senza esercizio di poteri coercitivi rientrano

    sommarie informazioni dell’indagato; sommarie informazioni da persone informate sui fatti; atti od operazioni tecniche che richiedono specifiche competenze

  • 70

    LEZIONE 14 1. Le sommarie informazioni

    sono documentate tramite verbale

  • 71

    LEZIONE 14 2. Le sommarie informazioni

    sono rese da persone diverse dall’indagato

  • 72

    LEZIONE 14 3. Le sommarie informazioni

    sono disciplinate dall’art. 351 c.p.p.

  • 73

    LESIONE 14 4. Coloro che rendono le informazioni sui fatti sono indicati dal codice con l’espressione

    persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini

  • 74

    LEZIONE 14 5. La competenza di raccogliere le sommarie informazioni spetta

    agli ufficiali e agenti della P.G.

  • 75

    LEZIONE 14 6. Il verbale relativo alle sommarie informazioni

    è dotato di una utilizzabilità piena fuori dal dibattimento, e di una utilizzabilità limitata nel dibattimento

  • 76

    LEZIONE 15 1. Oggetto dell’identificazione

    è una persona fisica individuata, di cui però non si conoscono le generalità

  • 77

    LEZIONE 15 2. L’identità è data

    da quel complesso dei dati personali, caratteristici e fondamentali che consentono l’individuazione di una persona fisica

  • 78

    LEZIONE 15 3. L’identificazione è disciplinata dall’art.

    349 c.p.p.

  • 79

    LEZIONE 16 1. L’attività di sopralluogo rientra tra quelle di competenza esclusiva

    della polizia giudiziaria

  • 80

    LEZIONE 16 2. I rilievi e gli accertamenti urgenti hanno le seguenti finalità

    raccogliere gli elementi di prova presenti; comprendere la dinamica del fatto dalla quale spesso dipende l’esistenza o meno del reato; cercare spunti per la successiva attività di indagine

  • 81

    LEZIONE 16 3. Le tracce lasciate sul luogo del reato

    qualora perdute non possono essere più recuperate

  • 82

    LEZIONE 16 4. Il sopralluogo

    è il mezzo più veloce per l’identificazione del colpevole

  • 83

    LEZIONE 16 5. Quante sono le fasi del sopralluogo giudiziario?

    2

  • 84

    LEZIONE 16 6. Quali sono le fasi del sopralluogo giudiziario?

    il congelamento della scena del delitto e i rilievi sulle tracce, sulle cose e sui luoghi del delitto

  • 85

    LEZIONE 16 7. Il sopralluogo è

    l’atto con il quale la P.G. descrive meticolosamente lo stato dei luoghi da lei stessa riscontrato al momento dell’arrivo sulla c.d. “scena del crimine”

  • 86

    LEZIONE 17 1. Sono tracce biologiche

    fluidi corporei; formazioni pilifere; frammenti di epitelio

  • 87

    LEZIONE 17 2. Nel caso in cui il sopralluogo preveda il prelievo e il repertamento di tracce biologiche

    devono essere adottati particolari accorgimenti

  • 88

    LEZIONE 18 1. L’agente sotto copertura rappresenta

    la forma più avanzata della infiltrazione informativa

  • 89

    LEZIONE 18 2. Il legislatore

    prevede e disciplina la figura dell’informatore, sancendone il diritto all’anonimato

  • 90

    LEZIONE 18 3. Le affermazioni del confidente

    non devono, dunque, essere documentate in un verbale

  • 91

    LEZIONE 18 4. Il confidente è

    è colui il quale, fuori da ogni obbligo giuridico, fornisce informalmente alla polizia giudiziaria, notizie che si sostanziano in qualsiasi elemento ritenuto dall’operante utile ai fini delle indagini

  • 92

    LEZIONE 19 1. Il funzionamento dell’OIPC è regolato da

    5 documenti

  • 93

    LEZIONE 19 2. OIPC sta per

    Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale

  • 94

    LEZIONE 19 3. L’OIPC è nota come

    Interpol

  • 95

    LEZIONE 19 4. L’Assemblea Generale dell’OIPC è

    il più importante organo deliberativo

  • 96

    LEZIONE 19 5. Le funzioni dell’OIPC possono riassumersi in

    funzioni di assistenza giudiziaria; funzioni di assistenza informativa