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89問 • 10ヶ月前
  • Liborio Safina
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    問題一覧

  • 1

    IN UNA REALTÀ COME QUELLA CARCERARIA MOSTRARE LE PROPRIE DEBOLEZZE SIGNIFICA

    soccombere alle prepotenze dei propri compagni di detenzione

  • 2

    IN UN'ORGANIZZAZIONE COME QUELLA CAMORRISTICA LE DONNE SONO

    Figure secondarie, ma non per questo non decise. Capaci di prendere decisioni quando questo dovesse essere necessario guidando i mariti e tramandato la cultura criminale ai figli

  • 3

    ISTRUZIONE E RELIGIONE

    erano contemplate come elementi di sviluppo dell'individuo dal regolamento del 1931

  • 4

    LA CAPACITÀ A DELINQUERE DEL COLPEVOLE È DESUNTA:

    dai motivi a delinquere e dal carattere del reo, dai precedenti penali e giudiziari e dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato ed , inoltre, dalla condotta contemporanea o susseguente al reato e dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo.

  • 5

    LA CAPACITA' DI INTENDERE

    l'attitudine a comprendere l'azione che si commette

  • 6

    LA CAPACITA' DI VOLERE

    consiste nella possibilita' di controllare i propri impulsi e compiere l'azione

  • 7

    LA CAPACITA D'INTENDERE E DI VOLERE

    hanno carattere complementare

  • 8

    LA CIRCOLARE MINISTERIALE DEL 1961 CONTEMPLAVA

    l'osservazione scientifica della personalità

  • 9

    LA CONCUSSIONE È

    La concussione è il reato del pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o delle sue funzioni, costringa qualcuno a dare o promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità anche di natura non patrimoniale.

  • 10

    LA CONDOTTA DEL GREGARIO È FINALIZZATA

    dalla necessità di assumersi meno rischi in un'impresa, di impegnarsi di meno, di essere guidato e protetto, alle volte anche fisicamente.

  • 11

    LA CONDOTTA DI ENNE PUÒ ESSERE SUSSUNTA NEL REATO DI

    Concussione

  • 12

    LA CONVIVENZA TRA REGOLE ISTITUZIONALI E QUELLE DELLA "SOTTOCULTURA CARCERARIA"

    determina un " doppio binario"

  • 13

    LA CORRISPONDENZA DEI SINGOLI CONDANNATI O INTERNATI PUÒ:

    Essere sottoposta, con provvedimento motivato del magistrato di sorveglianza , a visto di controllo del direttore o di un appartenente all'amministrazione penitenziaria designata dallo stesso

  • 14

    LA CORRUZIONE INDICA

    l'agire contro i propri doveri su sollecitazione di qualcuno

  • 15

    LA CORRUZIONE PUÒ ESSERE REALIZZATA

    Chiunque

  • 16

    LA CRIMINOLOGIA

    è una scienza ausiliaria del diritto penale

  • 17

    LA CRIMINOLOGIA GENERALE

    ha applicazioni di varia natura: critica, sociologica, eziologica, clinica.

  • 18

    LA CRIMINOLOGIA PENITENZIARIA HA UNA IMPOSTAZIONE

    Intersciplinare

  • 19

    LA CURA DEL PROPRIO CORPO

    assume particolare rilievo per le donne detenute

  • 20

    LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO

    stigmatizza la pena di morte

  • 21

    LA DIREZIONE DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI E DEI CENTRI DI SERVIZIO SOCIALE (UEPE)

    è disciplinata dall'art 3 del dpr 230/00

  • 22

    LA DISSUASIONE DELL'INDIVIDUO DA COMPORTAMENTI CONTRARI ALLA LEGGE

    avviene tra l'altro attraverso le teorie preventive

  • 23

    LA FATTISPECIE DI REATO DEL FURTO

    ha adiacenze con il precetto mosaico " non rubare "

  • 24

    LA FEDELTÀ DEL GREGARIO È

    Una fedeltà che può durare per sempre, o almeno fin quando dura la leadership dell'altro perché il gregario avverte la necessità di avere una guida in cui riflettersi in ogni azione, vive di gloria riflessa e questo lo porta a non avere etica.

  • 25

    LA FEMMINA DELLA MANTIDE RELIGIOSA

    uccide il maschio dopo l'accoppiamento

  • 26

    LA FINALITÀ DEL REINSERIMENTO SOCIALE DEI CONDANNATI E DEGLI INTERNATI DEVE ESSERE

    perseguita anche sollecitando ed organizzando la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni pubbliche o private all'associazione rieducativa.

  • 27

    LA FUNZIONE DEL CARCERE

    è quella di intervenire sui processi educativi dell'individuo adulto

  • 28

    LA LEGGE 354 1975

    rappresenta una delle principali riforme del sistema penitenziario

  • 29

    LA LEGGE PRESIDIA LE NORME PENALI CON PRINCIPI VOLTI A CONTEMPERARE

    autorità e libertà

  • 30

    LA LEGISLAZIONE EUROPEA STIGMATIZZA UN SISTEMA CARCERARIO

    Con molti agenti di polizia

  • 31

    LA MANCANZA DI CAPACITÀ DI PROVARE AFFETTI PROFONDI, COMPORTA

    l'assenza di emozioni in grado di inibire comportamenti crudeli, la incapacità di immedesimarsi nell'altro.

  • 32

    LA PENA DI MORTE

    è tra l'altro stigmatizzata dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

  • 33

    LA PERDITA DEI GENITORI IN MODO TRAGICO NELLA PRIMA INFANZIA E L'ISTITUZIONALIZZAZIONE, PORTA

    alla deprivazione del contatto, cioè alla mancanza di cure, coccole e gesti affettuosi e all'anaffettività.

  • 34

    LA PERQUISIZIONE DEL NUOVO GIUNTO

    rientra tra i protocolli operativi del primo ingresso

  • 35

    LA PERQUISIZIONE PUÒ NON ESSERE ESEGUITA QUANDO

    È possibile compiere l'accertamento con strumenti di controllo

  • 36

    LA PERSONALITA' DELL'INDIVIDUO DETENUTO

    si svolge nella formazione sociale "carcere"

  • 37

    LA POLIZIA GIUDIZIARIA DEVE,

    prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale .

  • 38

    LA POSSIBILITA' DI CONTROLLARE I PROPRI IMPULSI E COMPIERE LE AZIONI

    si identifica nella capacita' di volere

  • 39

    LA PRINCIPALE RIFORMA PENITENZIARIA

    è del 1975

  • 40

    LA RECIDIVA

    è disciplinata dall'art 99 cp

  • 41

    LA REPUBBLICA RICONOSCE E GARANTISCE

    i diritti inviolabili dell'uomo

  • 42

    LA RICADUTA NEL REATO

    si definisce recidiva

  • 43

    LA RICHIESTA DI PERMESSI DI COLLOQUIO CON PERSONA DETENUTA

    può essere presentata da chiunque (anche tramite il difensore dell'imputato), sarà poi il magistrato a valutare l'ammissibilità della richiesta.

  • 44

    LA RIEDUCAZIONE

    è prevista per i condannati

  • 45

    LA SINDROME DI MEDEA

    ha dignità scientifica

  • 46

    LA STRUTTURA NARCISISTICA

    si contraddistingue tra l'altro per un sé grandioso

  • 47

    LA VALUTAZIONE FA DARE SULL'INDIVIDUO È IMPRESCINDIBILE AI FINI DI UN'ANALISI IN CHIAVE

    Criminologica

  • 48

    LA VIOLENZA NEL CRIMINE

    è maggiormente maschile

  • 49

    L'AGGRESSIVITÀ È UN ELEMENTO CONNATURATO ALLA SPECIE ANIMALE E, PERTANTO, A QUELLA UMANA. ESSA RAPPRESENTA UN FATTORE CHE

    Consente la sopravvivenza della specie e del singolo individuo. Infatti, da questo possono scaturire comportamenti socialmente accettabili

  • 50

    L'AMBIENTE CONDIZIONA SIGNIFICATIVAMENTE IL PATRIMONIO DI VALORI DI UN INDIVIDUO TANT'È CHE IL CONDIZIONAMENTO AMBIENTALE È ALLA BASE DI MOLTI MODELLI EDUCATIVI, COME QUELLO DI OWEN, CHE RITIENE

    la personalità si forma in virtù dell'ambiente e delle situazioni che il bambino vive e che queste possono assumere una valenza positiva solo quando sono positive anch'esse.

  • 51

    L'AMBIENTE CRIMINALE ESTERNO

    tende a ricompattarsi in ambito penitenziario

  • 52

    L'AMBIENTE IN CUI VIVE IL DETENUTO INCIDE SULLA SUA CONDOTTA?

    Si, incide sulla condotta al punto che ne costituisce il presupposto

  • 53

    L'AMBIZIONE E LA SETE DI SUCCESSO RAPPRESENTANO LA MOLLA CHE SPINGE IL CAPO DI UN ASSOCIAZIONE CRIMINALE

    a prendere decisioni e ad agire, per farlo però deve cercare alleati che lo affianchino e lo aiutino nell'impresa

  • 54

    L'ANTECEDENTE CRONOLOGICO ALLA NORMA SULL'OSSERVAZIONE SCIENTIFICA DELLA PERSONALITA'

    si identifica in una circolare ministeriale del 1961

  • 55

    L'ARRESTO O IL FERMO DIVIENE INEFFICACE

    oltre le ventiquattro ore, salvo il caso in cui il pubblico ministero autorizzi una dilazione maggiore

  • 56

    L'ART 1 C 4 DELLA LEGGE 354 1975

    ribadisce il diritto dei detenuti ad essere chiamati per nome

  • 57

    L'ART 1 DEL CODICE PENALE

    evoca il principio di legalità delle pene

  • 58

    L'ART 133 CP DISCIPLINA LA GRAVITA' DEL REATO

    nella prospettiva della valutazione della pena

  • 59

    L'ART 14 DELLA LEGGE 354 1975 DISCIPLINA LE ASSEGNAZIONI E I RAGGRUPPAMENTI DEI DETENUTI

    e' una norma che si riferisce all'isolamento giudiziario

  • 60

    L'ART 14 LP

    contempla [il rischio] delle influenze nocive reciproche una

  • 61

    L'ART 199 CP

    evoca il principio di legalità delle misure di sicurezza

  • 62

    L'ART 22 RUBRICATO "AMMISSIONE IN ISTITUTO", STABILISCE CHE DIREZIONI DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI DEVONO RICEVERE LE PERSONE:

    Indicate nell'articolo 94 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e quelle che si costituiscono dichiarando che ciò fanno per dare esecuzione ad un provvedimento da cui consegue la privazione dello stato di libertà.

  • 63

    L'ART 25 COST

    evoca il principio di legalità

  • 64

    L'ART 28 DEL DPR 230/00 PREVEDE

    l'individualizzazione del trattamento

  • 65

    L'ART 3 DEL DPR 230 2000

    disciplina la direzione degli istituti penitenziari e dei centri di servizio sociale (uepe)

  • 66

    L'ART 32 DELLA LEGGE 354 1975

    disciplina il regime penitenziario

  • 67

    L'ART 32 DELLA LEGGE 354/1975

    disciplina le norme di condotta dei detenuti e degli internati e l'obbligo di risarcimento del danno

  • 68

    L'ART 34 RUBRICATO "PERQUISIZIONE PERSONALE" SANCISCE CHE :

    i detenuti e gli internati possono essere sottoposti a perquisizione personale per motivi di sicurezza. La perquisizione personale deve essere effettuata nel pieno rispetto della personalità.

  • 69

    L'ART 6 DEL CODICE CIVILE

    disciplina il diritto al nome

  • 70

    L'ART 6 DELLA LEGGE 354 1975

    disciplina le caratteristiche dei locali di soggiorno e pernottamento

  • 71

    L'ART 99 CP

    disciplina l'istituto della recidiva

  • 72

    L'ART.27 DELLA COSTITUZIONE

    prevede tra l'altro la rieducazione del condannato

  • 73

    L'ART.27 DELLA COSTITUZIONE TUTELA L'INDIVIDUO DETENUTO E

    fa il paio con il precedente art.2 della Costituzione

  • 74

    L'ASSEGNAZIONE DEI CONDANNATI E DEGLI INTERNATI AI SINGOLI ISTITUTI E IL RAGGRUPPAMENTO NELLE SEZIONI DI CIASCUN ISTITUTO SONO DISPOSTI CON PARTICOLARE RIGUARDO

    maschili in istituti separati o in apposite sezioni d'istituto

  • 75

    L'ASSEGNAZIONE DEI DETENUTI ALL'INTERNO DELLE SEZIONI

    tende a prevenire le influenze nocive reciproche

  • 76

    L'ATTITUDINE A COMPRENDERE L'AZIONE CHE SI COMMETTE

    è il presupposto concettuale della capacità d'intendere

  • 77

    LAVORO ISTRUZIONE E RELIGIONE

    erano contemplati nel regolamento del 1931

  • 78

    LE "INFLUENZE NOCIVE RECIPROCHE" - QUALE FATTORE DI RISCHIO

    sono contemplate dall'art 14 lp

  • 79

    LE ASSEGNAZIONI E I RAGGRUPPAMENTI DEI DETENUTI

    sono disciplinati dall'art 14 della legge 354 1975

  • 80

    LE CARATTERISTICHE DEI LOCALI DI SOGGIORNO E PERNOTTAMENTO

    sono previste dall'art 6 della legge 354 1975

  • 81

    LE DISPOSIZIONI GENERALI E PARTICOLARI ATTINENTI AI DIRITTI E DOVERI DEI DETENUTI

    vengono comunicate all'atto d'ingresso

  • 82

    LE DONNE SONO OSPITATE

    separati tra loro, se l'autorità giudiziaria abbia così ordinato. In mancanza di tale ordine, la separazione deve essere disposta sempre che lo consentano le possibilità dell'istituto

  • 83

    LE FATTISPECIE DI REATO

    si fondano su comportamenti del soggetto attivo

  • 84

    LE FIGURE DELLE AREE PENITENZIARIE INTERAGISCONO

    nella prospettiva del buon andamento dei compiti d'istituto

  • 85

    LE FUNZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA SONO SVOLTE ALLA DIPENDENZA E SOTTO LA DIREZIONE DELL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA

    dai servizi di polizia giudiziaria previsti dalla legge, dalle sezioni di polizia giudiziaria istituite presso ogni procura della Repubblica e composte con personale dei servizi di polizia giudiziaria e dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria appartenenti agli altri organi cui la legge fa obbligo di compiere indagini a seguito di una notizia di reato

  • 86

    LE MOTIVAZIONI CHE INDUCONO UN INDIVIDUO AD UNIRSI AD UN GRUPPO E PERSEGUIRE OBIETTIVI COMUNI POSSONO ESSERE

    svariate, e spaziano dalla necessità di trovare una collocazione sociale che da soli non si raggiungerebbe, al bisogno di essere guidati, accuditi, per l'incapacità di prendere decisioni in modo autonomo

  • 87

    LE NORME DI CONDOTTA DEI DETENUTI E DEGLI INTERNATI E L'OBBLIGO DI RISARCIMENTO DEL DANNO

    previste dall'art 32 della legge 354 1975

  • 88

    LE RESTRIZIONI STABILITE IN REGIME DI SORVEGLIANZA PARTICOLARE SONO MOTIVATAMENTE STABILITE NEL PROVVEDIMENTO CHE DISPONE IL REGIME DI SORVEGLIANZA. AD OGNI MODO NON POSSONO RIGUARDARE:

    L'igiene e le esigenze della salute, il vitto, il vestiario ed il corredo; il possesso, l'acquisto la ricezione di generi ed oggetti permessi dal regolamento interno nei limiti in cui questo non comporta pericolo per la sicurezza, libri e periodici e apparecchi radio del tipo consentito

  • 89

    LE TEORIE PREVENTIVE

    tendono a dissuadere l'individuo da comportamenti contrari alla legge

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  • 1

    IN UNA REALTÀ COME QUELLA CARCERARIA MOSTRARE LE PROPRIE DEBOLEZZE SIGNIFICA

    soccombere alle prepotenze dei propri compagni di detenzione

  • 2

    IN UN'ORGANIZZAZIONE COME QUELLA CAMORRISTICA LE DONNE SONO

    Figure secondarie, ma non per questo non decise. Capaci di prendere decisioni quando questo dovesse essere necessario guidando i mariti e tramandato la cultura criminale ai figli

  • 3

    ISTRUZIONE E RELIGIONE

    erano contemplate come elementi di sviluppo dell'individuo dal regolamento del 1931

  • 4

    LA CAPACITÀ A DELINQUERE DEL COLPEVOLE È DESUNTA:

    dai motivi a delinquere e dal carattere del reo, dai precedenti penali e giudiziari e dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato ed , inoltre, dalla condotta contemporanea o susseguente al reato e dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo.

  • 5

    LA CAPACITA' DI INTENDERE

    l'attitudine a comprendere l'azione che si commette

  • 6

    LA CAPACITA' DI VOLERE

    consiste nella possibilita' di controllare i propri impulsi e compiere l'azione

  • 7

    LA CAPACITA D'INTENDERE E DI VOLERE

    hanno carattere complementare

  • 8

    LA CIRCOLARE MINISTERIALE DEL 1961 CONTEMPLAVA

    l'osservazione scientifica della personalità

  • 9

    LA CONCUSSIONE È

    La concussione è il reato del pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o delle sue funzioni, costringa qualcuno a dare o promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità anche di natura non patrimoniale.

  • 10

    LA CONDOTTA DEL GREGARIO È FINALIZZATA

    dalla necessità di assumersi meno rischi in un'impresa, di impegnarsi di meno, di essere guidato e protetto, alle volte anche fisicamente.

  • 11

    LA CONDOTTA DI ENNE PUÒ ESSERE SUSSUNTA NEL REATO DI

    Concussione

  • 12

    LA CONVIVENZA TRA REGOLE ISTITUZIONALI E QUELLE DELLA "SOTTOCULTURA CARCERARIA"

    determina un " doppio binario"

  • 13

    LA CORRISPONDENZA DEI SINGOLI CONDANNATI O INTERNATI PUÒ:

    Essere sottoposta, con provvedimento motivato del magistrato di sorveglianza , a visto di controllo del direttore o di un appartenente all'amministrazione penitenziaria designata dallo stesso

  • 14

    LA CORRUZIONE INDICA

    l'agire contro i propri doveri su sollecitazione di qualcuno

  • 15

    LA CORRUZIONE PUÒ ESSERE REALIZZATA

    Chiunque

  • 16

    LA CRIMINOLOGIA

    è una scienza ausiliaria del diritto penale

  • 17

    LA CRIMINOLOGIA GENERALE

    ha applicazioni di varia natura: critica, sociologica, eziologica, clinica.

  • 18

    LA CRIMINOLOGIA PENITENZIARIA HA UNA IMPOSTAZIONE

    Intersciplinare

  • 19

    LA CURA DEL PROPRIO CORPO

    assume particolare rilievo per le donne detenute

  • 20

    LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO

    stigmatizza la pena di morte

  • 21

    LA DIREZIONE DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI E DEI CENTRI DI SERVIZIO SOCIALE (UEPE)

    è disciplinata dall'art 3 del dpr 230/00

  • 22

    LA DISSUASIONE DELL'INDIVIDUO DA COMPORTAMENTI CONTRARI ALLA LEGGE

    avviene tra l'altro attraverso le teorie preventive

  • 23

    LA FATTISPECIE DI REATO DEL FURTO

    ha adiacenze con il precetto mosaico " non rubare "

  • 24

    LA FEDELTÀ DEL GREGARIO È

    Una fedeltà che può durare per sempre, o almeno fin quando dura la leadership dell'altro perché il gregario avverte la necessità di avere una guida in cui riflettersi in ogni azione, vive di gloria riflessa e questo lo porta a non avere etica.

  • 25

    LA FEMMINA DELLA MANTIDE RELIGIOSA

    uccide il maschio dopo l'accoppiamento

  • 26

    LA FINALITÀ DEL REINSERIMENTO SOCIALE DEI CONDANNATI E DEGLI INTERNATI DEVE ESSERE

    perseguita anche sollecitando ed organizzando la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni pubbliche o private all'associazione rieducativa.

  • 27

    LA FUNZIONE DEL CARCERE

    è quella di intervenire sui processi educativi dell'individuo adulto

  • 28

    LA LEGGE 354 1975

    rappresenta una delle principali riforme del sistema penitenziario

  • 29

    LA LEGGE PRESIDIA LE NORME PENALI CON PRINCIPI VOLTI A CONTEMPERARE

    autorità e libertà

  • 30

    LA LEGISLAZIONE EUROPEA STIGMATIZZA UN SISTEMA CARCERARIO

    Con molti agenti di polizia

  • 31

    LA MANCANZA DI CAPACITÀ DI PROVARE AFFETTI PROFONDI, COMPORTA

    l'assenza di emozioni in grado di inibire comportamenti crudeli, la incapacità di immedesimarsi nell'altro.

  • 32

    LA PENA DI MORTE

    è tra l'altro stigmatizzata dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

  • 33

    LA PERDITA DEI GENITORI IN MODO TRAGICO NELLA PRIMA INFANZIA E L'ISTITUZIONALIZZAZIONE, PORTA

    alla deprivazione del contatto, cioè alla mancanza di cure, coccole e gesti affettuosi e all'anaffettività.

  • 34

    LA PERQUISIZIONE DEL NUOVO GIUNTO

    rientra tra i protocolli operativi del primo ingresso

  • 35

    LA PERQUISIZIONE PUÒ NON ESSERE ESEGUITA QUANDO

    È possibile compiere l'accertamento con strumenti di controllo

  • 36

    LA PERSONALITA' DELL'INDIVIDUO DETENUTO

    si svolge nella formazione sociale "carcere"

  • 37

    LA POLIZIA GIUDIZIARIA DEVE,

    prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale .

  • 38

    LA POSSIBILITA' DI CONTROLLARE I PROPRI IMPULSI E COMPIERE LE AZIONI

    si identifica nella capacita' di volere

  • 39

    LA PRINCIPALE RIFORMA PENITENZIARIA

    è del 1975

  • 40

    LA RECIDIVA

    è disciplinata dall'art 99 cp

  • 41

    LA REPUBBLICA RICONOSCE E GARANTISCE

    i diritti inviolabili dell'uomo

  • 42

    LA RICADUTA NEL REATO

    si definisce recidiva

  • 43

    LA RICHIESTA DI PERMESSI DI COLLOQUIO CON PERSONA DETENUTA

    può essere presentata da chiunque (anche tramite il difensore dell'imputato), sarà poi il magistrato a valutare l'ammissibilità della richiesta.

  • 44

    LA RIEDUCAZIONE

    è prevista per i condannati

  • 45

    LA SINDROME DI MEDEA

    ha dignità scientifica

  • 46

    LA STRUTTURA NARCISISTICA

    si contraddistingue tra l'altro per un sé grandioso

  • 47

    LA VALUTAZIONE FA DARE SULL'INDIVIDUO È IMPRESCINDIBILE AI FINI DI UN'ANALISI IN CHIAVE

    Criminologica

  • 48

    LA VIOLENZA NEL CRIMINE

    è maggiormente maschile

  • 49

    L'AGGRESSIVITÀ È UN ELEMENTO CONNATURATO ALLA SPECIE ANIMALE E, PERTANTO, A QUELLA UMANA. ESSA RAPPRESENTA UN FATTORE CHE

    Consente la sopravvivenza della specie e del singolo individuo. Infatti, da questo possono scaturire comportamenti socialmente accettabili

  • 50

    L'AMBIENTE CONDIZIONA SIGNIFICATIVAMENTE IL PATRIMONIO DI VALORI DI UN INDIVIDUO TANT'È CHE IL CONDIZIONAMENTO AMBIENTALE È ALLA BASE DI MOLTI MODELLI EDUCATIVI, COME QUELLO DI OWEN, CHE RITIENE

    la personalità si forma in virtù dell'ambiente e delle situazioni che il bambino vive e che queste possono assumere una valenza positiva solo quando sono positive anch'esse.

  • 51

    L'AMBIENTE CRIMINALE ESTERNO

    tende a ricompattarsi in ambito penitenziario

  • 52

    L'AMBIENTE IN CUI VIVE IL DETENUTO INCIDE SULLA SUA CONDOTTA?

    Si, incide sulla condotta al punto che ne costituisce il presupposto

  • 53

    L'AMBIZIONE E LA SETE DI SUCCESSO RAPPRESENTANO LA MOLLA CHE SPINGE IL CAPO DI UN ASSOCIAZIONE CRIMINALE

    a prendere decisioni e ad agire, per farlo però deve cercare alleati che lo affianchino e lo aiutino nell'impresa

  • 54

    L'ANTECEDENTE CRONOLOGICO ALLA NORMA SULL'OSSERVAZIONE SCIENTIFICA DELLA PERSONALITA'

    si identifica in una circolare ministeriale del 1961

  • 55

    L'ARRESTO O IL FERMO DIVIENE INEFFICACE

    oltre le ventiquattro ore, salvo il caso in cui il pubblico ministero autorizzi una dilazione maggiore

  • 56

    L'ART 1 C 4 DELLA LEGGE 354 1975

    ribadisce il diritto dei detenuti ad essere chiamati per nome

  • 57

    L'ART 1 DEL CODICE PENALE

    evoca il principio di legalità delle pene

  • 58

    L'ART 133 CP DISCIPLINA LA GRAVITA' DEL REATO

    nella prospettiva della valutazione della pena

  • 59

    L'ART 14 DELLA LEGGE 354 1975 DISCIPLINA LE ASSEGNAZIONI E I RAGGRUPPAMENTI DEI DETENUTI

    e' una norma che si riferisce all'isolamento giudiziario

  • 60

    L'ART 14 LP

    contempla [il rischio] delle influenze nocive reciproche una

  • 61

    L'ART 199 CP

    evoca il principio di legalità delle misure di sicurezza

  • 62

    L'ART 22 RUBRICATO "AMMISSIONE IN ISTITUTO", STABILISCE CHE DIREZIONI DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI DEVONO RICEVERE LE PERSONE:

    Indicate nell'articolo 94 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e quelle che si costituiscono dichiarando che ciò fanno per dare esecuzione ad un provvedimento da cui consegue la privazione dello stato di libertà.

  • 63

    L'ART 25 COST

    evoca il principio di legalità

  • 64

    L'ART 28 DEL DPR 230/00 PREVEDE

    l'individualizzazione del trattamento

  • 65

    L'ART 3 DEL DPR 230 2000

    disciplina la direzione degli istituti penitenziari e dei centri di servizio sociale (uepe)

  • 66

    L'ART 32 DELLA LEGGE 354 1975

    disciplina il regime penitenziario

  • 67

    L'ART 32 DELLA LEGGE 354/1975

    disciplina le norme di condotta dei detenuti e degli internati e l'obbligo di risarcimento del danno

  • 68

    L'ART 34 RUBRICATO "PERQUISIZIONE PERSONALE" SANCISCE CHE :

    i detenuti e gli internati possono essere sottoposti a perquisizione personale per motivi di sicurezza. La perquisizione personale deve essere effettuata nel pieno rispetto della personalità.

  • 69

    L'ART 6 DEL CODICE CIVILE

    disciplina il diritto al nome

  • 70

    L'ART 6 DELLA LEGGE 354 1975

    disciplina le caratteristiche dei locali di soggiorno e pernottamento

  • 71

    L'ART 99 CP

    disciplina l'istituto della recidiva

  • 72

    L'ART.27 DELLA COSTITUZIONE

    prevede tra l'altro la rieducazione del condannato

  • 73

    L'ART.27 DELLA COSTITUZIONE TUTELA L'INDIVIDUO DETENUTO E

    fa il paio con il precedente art.2 della Costituzione

  • 74

    L'ASSEGNAZIONE DEI CONDANNATI E DEGLI INTERNATI AI SINGOLI ISTITUTI E IL RAGGRUPPAMENTO NELLE SEZIONI DI CIASCUN ISTITUTO SONO DISPOSTI CON PARTICOLARE RIGUARDO

    maschili in istituti separati o in apposite sezioni d'istituto

  • 75

    L'ASSEGNAZIONE DEI DETENUTI ALL'INTERNO DELLE SEZIONI

    tende a prevenire le influenze nocive reciproche

  • 76

    L'ATTITUDINE A COMPRENDERE L'AZIONE CHE SI COMMETTE

    è il presupposto concettuale della capacità d'intendere

  • 77

    LAVORO ISTRUZIONE E RELIGIONE

    erano contemplati nel regolamento del 1931

  • 78

    LE "INFLUENZE NOCIVE RECIPROCHE" - QUALE FATTORE DI RISCHIO

    sono contemplate dall'art 14 lp

  • 79

    LE ASSEGNAZIONI E I RAGGRUPPAMENTI DEI DETENUTI

    sono disciplinati dall'art 14 della legge 354 1975

  • 80

    LE CARATTERISTICHE DEI LOCALI DI SOGGIORNO E PERNOTTAMENTO

    sono previste dall'art 6 della legge 354 1975

  • 81

    LE DISPOSIZIONI GENERALI E PARTICOLARI ATTINENTI AI DIRITTI E DOVERI DEI DETENUTI

    vengono comunicate all'atto d'ingresso

  • 82

    LE DONNE SONO OSPITATE

    separati tra loro, se l'autorità giudiziaria abbia così ordinato. In mancanza di tale ordine, la separazione deve essere disposta sempre che lo consentano le possibilità dell'istituto

  • 83

    LE FATTISPECIE DI REATO

    si fondano su comportamenti del soggetto attivo

  • 84

    LE FIGURE DELLE AREE PENITENZIARIE INTERAGISCONO

    nella prospettiva del buon andamento dei compiti d'istituto

  • 85

    LE FUNZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA SONO SVOLTE ALLA DIPENDENZA E SOTTO LA DIREZIONE DELL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA

    dai servizi di polizia giudiziaria previsti dalla legge, dalle sezioni di polizia giudiziaria istituite presso ogni procura della Repubblica e composte con personale dei servizi di polizia giudiziaria e dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria appartenenti agli altri organi cui la legge fa obbligo di compiere indagini a seguito di una notizia di reato

  • 86

    LE MOTIVAZIONI CHE INDUCONO UN INDIVIDUO AD UNIRSI AD UN GRUPPO E PERSEGUIRE OBIETTIVI COMUNI POSSONO ESSERE

    svariate, e spaziano dalla necessità di trovare una collocazione sociale che da soli non si raggiungerebbe, al bisogno di essere guidati, accuditi, per l'incapacità di prendere decisioni in modo autonomo

  • 87

    LE NORME DI CONDOTTA DEI DETENUTI E DEGLI INTERNATI E L'OBBLIGO DI RISARCIMENTO DEL DANNO

    previste dall'art 32 della legge 354 1975

  • 88

    LE RESTRIZIONI STABILITE IN REGIME DI SORVEGLIANZA PARTICOLARE SONO MOTIVATAMENTE STABILITE NEL PROVVEDIMENTO CHE DISPONE IL REGIME DI SORVEGLIANZA. AD OGNI MODO NON POSSONO RIGUARDARE:

    L'igiene e le esigenze della salute, il vitto, il vestiario ed il corredo; il possesso, l'acquisto la ricezione di generi ed oggetti permessi dal regolamento interno nei limiti in cui questo non comporta pericolo per la sicurezza, libri e periodici e apparecchi radio del tipo consentito

  • 89

    LE TEORIE PREVENTIVE

    tendono a dissuadere l'individuo da comportamenti contrari alla legge