問題一覧
1
Il regolamento sui servizi di traduzione dei detenuti (cd modello organizzativo) prevede che uomini e donne vengano separati.
2
Le condizioni di vita individuale, sociale e familiare del reo.
3
Il Codice Zanardelli considerava non imputabili i minori di nove anni e poi prevedeva delle fasce di età per le quali l'imputabilità era subordinata alla prova del discernimento; il Codice Rocco prevede il limite della non imputabilità assoluta fino a 14 anni mentre per i minori tra i quattordici e i diciotto anni l'imputabilità deve essere accertata da un giudice.
4
Individua con il termine "chiunque" l'autore del reato ma differenzia la vittima di un reato soprattutto se è una donna o un bambino (uxoricidio, infanticidio, femminicidio....)
5
I trasferimenti sono disposti per gravi e comprovati motivi di sicurezza, per esigenze dell'istituto, per motivi di giustizia, di salute, di studio e familiari; le traduzioni sono tutte le attività di accompagnamento coattivo, da un luogo ad un altro, di soggetti detenuti, internati, fermati, arrestati o comunque in condizione di restrizione della libertà personale.
6
Distingue varie tipologie di istituti per adulti
7
Prima del codice di procedura penale Vassalli
8
La separazione degli adulti, dai giovani al di sotto dei 25 anni
9
L'obbligo di separazione se prescritto dal giudice e ove lo consentano le possibilità dell'istituto
10
Che i maggiorenni che non hanno compiuto il ventunesimo anno di età, che devono espiare condanne relative a fatti commessi da minorenni, possono essere assegnati negli istituti penitenziari per minorenni.
11
Estensione dell'art. 123 cpp, nella presentazione di atti, istanze, dichiarazioni prevista per gli imputati e per gli internati
12
All'imputato detenuto
13
Coloro nei cui confronti la responsabilità penale è stata accertata con sentenza
14
Definisce la qualità di imputato
15
I diritti e le garanzie dell'imputato si estendono alla persona sottoposta alle indagini preliminari.
16
E' l'unità elementare di un reparto detentivo
17
Istituti a custodia attenuata per detenute madri
18
Sono adottati dal giudice, valutando gli indizi di colpevolezza, nonché le esigenze cautelari
19
Fa divieto di applicare la custodia cautelare in carcere, salve esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, per la donna incinta o madre con prole convivente; innalzando l'età della prole convivente da tre a sei anni.
20
Con la L. 62/2011, riformando alcuni istituti della L. 354/1975 e del cpp
21
Sono tutti quei detenuti che non riescono a moderare e controllare il proprio comportamento e temperamento.
22
I detenuti e gli internati che arrecano danno alle cose mobili o immobili dell'amministrazione penitenziaria sono tenuti a risarcirlo.
23
Pedagogica
24
E' sanzionato chi provoca un danno materiale al compagno di cella durante le pulizie ma non chi provoca una lesione al compagno di cella
25
Non ha un riferimento specifico, avendo portata generale
26
Sono custoditi in appositi magazzini e consegnati ai detenuti e agli internati all'atto della loro dimissione, salvo che non costituiscano corpi di reato
27
Disciplina l'uso e il possesso di oggetti o generi alimentari consentiti per il detenuto e la quantità utilizzabile
28
E' denaro di cui dispone il detenuto e viene depositato presso la direzione dell'istituto
29
Sì, a proprie spese ed entro i limiti fissati dal regolamento, in appositi spacci
30
Ottenere con il compagno che lo sostituisce, una doppia retribuzione e incrementare i generi di sopravvitto
31
Solo se la chiamata proviene da congiunto o convivente anch'esso detenuto. Negli altri casi all'interessato viene comunicato solo il nome di chi ha chiamato
32
Si. I condannati e gli internati possono essere autorizzati dal direttore dell'istituto, gli imputati dall'autorità giudiziaria procedente
33
Si ma l'ispezione deve avvenire con modalità tali da garantire l'assenza di controlli sullo scritto
34
e comunicazioni fraudolente con l'esterno o all'interno dei detenuti in isolamento per motivi giudiziari e disciplinari.
35
Sì ai sensi dell'art. 18 L. 354/1975, attraverso colloqui, corrispondenza e informazione e ai sensi dell'art. 38-39 DPR 230/2000, mediante corrispondenza epistolare, telegrafica e telefonica
36
Ai parenti e affini entro il quarto grado
37
Mediante l'emanazione di una circolare, la n. 3478/5928 dell' 8.7.1998, che tiene conto dell'evoluzione del concetto di famiglia in termini più sociologici
38
Sì ma solo ai parenti e affini fino al terzo grado
39
Nessuna ed ogni dubbio interpretativo è stato superato da una direttiva dipartimentale che esplicita la locuzione " prossimi congiunti"
40
Rientrano tra gli elementi del trattamento ai sensi dell'art. 15 L. 354/1975
41
La durata massima non può essere superiore a sei mesi, ed è prorogabile anche più volte in misura non superiore, ogni volta, a tre mesi.
42
Salvaguardare l'ordine e la sicurezza interna degli istituti di pena
43
tutti i reclusi (condannati, imputati, internati) in presenza dei presupposti espressamente previsti dalla legge identificabili principalmente nella compromissione della sicurezza interna, ostacolo ai compagni nella partecipazione all'attività trattamentale, esercizio di uno stato di soggezione a danno degli altri ristretti
44
Il regime di sorveglianza particolare
45
Dall'amministrazione penitenziaria all'esito di una istruttoria che si avvale del parere qualificato del consiglio di disciplina integrato da due esperti
46
Ha riformato il codice penale introducendo i reati di tortura e istigazione alla tortura
47
Per gravi e comprovati motivi di sicurezza, per esigenze dell'istituto, per motivi di giustizia, di salute di studio e familiari.
48
Trasferire o assegnare il detenuto ad appositi istituti o sezioni
49
Quando commettono più atti di violenza o di minaccia, nei confronti delle persone private della libertà personale
50
Il visto di controllo sulla corrispondenza, previa autorizzazione motivata dell'autorità giudiziaria competente
51
Gli oggetti vietati sono tutti quelli il cui uso è vietato dalla legge, gli oggetti non consentiti sono tutti quegli oggetti che non sono espressamente vietati dalla legge ma il cui uso non è consentito ai detenuti per esigenze di ordine e sicurezza
52
Rientra tra gli oggetti non consentiti
53
Solo alcuni oggetti come l'impossibilità di usare il cellulare per chi non ha altro modo di contattare la propria violando il diritto al colloquio
54
Talvolta ma occorre una valutazione ponderata dei fatti e delle responsabilità
55
Non necessariamente
56
E' legittimo il potere amministrativo di limitazione della libertà
57
Impone un uso ponderato dello strumento peraltro suscettibile di reclamo
58
La differenza di contesto rispetto a dove sono avvenuti i fatti posti a fondamento del regime
59
Dall'amministrazione penitenziaria con provvedimento motivato
60
La norma appare anacronistica nell'era dei cellulari
61
Vengono venduti a un prezzo pari o inferiore al loro costo previa autorizzazione del Ministro di Grazia e Giustizia
62
Possono essere esonerati dal lavoro ordinario ed essere ammessi ad esercitare per loro conto attività artigianali, intellettuali o artistiche.
63
Sulla base di apposite graduatorie che privilegiano i disoccupati e chi ha maggiori carichi familiari
64
Essere assegnati a lavoro quando questo risponda a finalità terapeutiche
65
Per il costituente il lavoro è un diritto e un dovere, per l'ordinamento penitenziario il lavoro ha carattere di obbligatorietà
66
Sì e viene evidenziato nell'art. 20 comma 15 L. 354/1975
67
E' un elemento del trattamento
68
Di aver impiegato un'alta percentuale di detenuti in lavori innovativi quali call center e di aver dato loro un'alta professionalità e formazione, facendo diminuire così le recidive e impiegando pochi agenti per il presidio dei detenuti
69
Non afflittivo
70
Per i condannati e per i sottoposti alle misure di sicurezza della colonia agricola e della casa di lavoro
71
Nella concessione al detenuto di trascorrere parte del giorno fuori dall'istituto per partecipare ad attività lavorative istruttive utili al reinserimento sociale
72
E' possibile per il detenuto in possesso di attitudini artigianali, intellettuali o artistiche
73
Con apposite convenzioni da parte dell'amministrazione con soggetti pubblici, privati e cooperative
74
Possono essere svolte fuori delle ore destinate al lavoro ordinario, in appositi locali o, in casi particolari, nelle camere, se ciò non comporti l'uso di attrezzi ingombranti o pericolosi o non arrechi molestia
75
Il magistrato di sorveglianza previa proposta della direzione penitenziaria
76
Riflettere quelli del lavoro e della società libera al fine di far acquisire professionalità adeguata ai detenuti e agevolare il loro reinserimento sociale
77
No ai sensi dell'art. 32 comma 3 l. 354/1975 il quale sancisce che nessun detenuto può avere nei confronti degli altri un potere che si traduca in una situazione di preminenza.
78
E' un diritto e un dovere
79
E' proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto
80
Rieduca il condannato
81
Sono sottoposte a controllo per la sicurezza all'interno dell'istituto
82
Sì, sono applicabili tutte le norme compreso il T.U. in materia di igiene salute e sicurezza sul lavoro previsto dal d.lg.vo 81/08
83
Sì perché impedisce il detenuto di svolgere attività diverse da quelle che svolgono da reclusi
84
Conciliare la sicurezza nel carcere con il trattamento del condannato, oltre la eterogeneità dei detenuti
85
I detenuti dovevano lavorare per mantenersi e per rendere la struttura efficiente
86
Sono un "valore aggiunto" da spendere nella presentazione dell'istanza di permesso.
87
Il detenuto che lavora è meno recidivante
88
Le due realtà non possono sempre coincidere perché il carcere ha una struttura organizzativa limitata e risponde a una finalità diversa da quella della società esterna
89
Possono reiterare condotte criminose
90
Come un'usurpazione del lavoro
91
Corrisponde all'effettivo lavoro prestato
92
Non sempre rispondono alle esigenze trattamentali del lavoro a causa delle esigenze di sicurezza e giustizia
93
Il dettato costituzionale dell'art. 36 incontra i limiti di cui all'art. 14 Dpr 230/2000 che i generi e gli oggetti di cui è consentito il possesso, l'acquisto e la ricezione per i detenuti.
94
Il soggetto libero che non vuole lavorare non va incontro a sanzioni, il detenuto è penalizzato in termini di accesso alle misure alternative
95
Alla remunerazione e agli assegni familiari
96
E' ammesso dalla legge penitenziaria
97
E' remunerato
98
E' prevista insieme al lavoro dalla legge penitenziaria
99
Ha finalità rieducativa
100
Sia all'interno che all'esterno dell'istituto penitenziario
scienze delle finanze B Platoni silvia
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Liborio Safina · 100問 · 1年前scienze delle finanze B Platoni silvia
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Liborio Safina · 100問 · 10ヶ月前5
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1
Il regolamento sui servizi di traduzione dei detenuti (cd modello organizzativo) prevede che uomini e donne vengano separati.
2
Le condizioni di vita individuale, sociale e familiare del reo.
3
Il Codice Zanardelli considerava non imputabili i minori di nove anni e poi prevedeva delle fasce di età per le quali l'imputabilità era subordinata alla prova del discernimento; il Codice Rocco prevede il limite della non imputabilità assoluta fino a 14 anni mentre per i minori tra i quattordici e i diciotto anni l'imputabilità deve essere accertata da un giudice.
4
Individua con il termine "chiunque" l'autore del reato ma differenzia la vittima di un reato soprattutto se è una donna o un bambino (uxoricidio, infanticidio, femminicidio....)
5
I trasferimenti sono disposti per gravi e comprovati motivi di sicurezza, per esigenze dell'istituto, per motivi di giustizia, di salute, di studio e familiari; le traduzioni sono tutte le attività di accompagnamento coattivo, da un luogo ad un altro, di soggetti detenuti, internati, fermati, arrestati o comunque in condizione di restrizione della libertà personale.
6
Distingue varie tipologie di istituti per adulti
7
Prima del codice di procedura penale Vassalli
8
La separazione degli adulti, dai giovani al di sotto dei 25 anni
9
L'obbligo di separazione se prescritto dal giudice e ove lo consentano le possibilità dell'istituto
10
Che i maggiorenni che non hanno compiuto il ventunesimo anno di età, che devono espiare condanne relative a fatti commessi da minorenni, possono essere assegnati negli istituti penitenziari per minorenni.
11
Estensione dell'art. 123 cpp, nella presentazione di atti, istanze, dichiarazioni prevista per gli imputati e per gli internati
12
All'imputato detenuto
13
Coloro nei cui confronti la responsabilità penale è stata accertata con sentenza
14
Definisce la qualità di imputato
15
I diritti e le garanzie dell'imputato si estendono alla persona sottoposta alle indagini preliminari.
16
E' l'unità elementare di un reparto detentivo
17
Istituti a custodia attenuata per detenute madri
18
Sono adottati dal giudice, valutando gli indizi di colpevolezza, nonché le esigenze cautelari
19
Fa divieto di applicare la custodia cautelare in carcere, salve esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, per la donna incinta o madre con prole convivente; innalzando l'età della prole convivente da tre a sei anni.
20
Con la L. 62/2011, riformando alcuni istituti della L. 354/1975 e del cpp
21
Sono tutti quei detenuti che non riescono a moderare e controllare il proprio comportamento e temperamento.
22
I detenuti e gli internati che arrecano danno alle cose mobili o immobili dell'amministrazione penitenziaria sono tenuti a risarcirlo.
23
Pedagogica
24
E' sanzionato chi provoca un danno materiale al compagno di cella durante le pulizie ma non chi provoca una lesione al compagno di cella
25
Non ha un riferimento specifico, avendo portata generale
26
Sono custoditi in appositi magazzini e consegnati ai detenuti e agli internati all'atto della loro dimissione, salvo che non costituiscano corpi di reato
27
Disciplina l'uso e il possesso di oggetti o generi alimentari consentiti per il detenuto e la quantità utilizzabile
28
E' denaro di cui dispone il detenuto e viene depositato presso la direzione dell'istituto
29
Sì, a proprie spese ed entro i limiti fissati dal regolamento, in appositi spacci
30
Ottenere con il compagno che lo sostituisce, una doppia retribuzione e incrementare i generi di sopravvitto
31
Solo se la chiamata proviene da congiunto o convivente anch'esso detenuto. Negli altri casi all'interessato viene comunicato solo il nome di chi ha chiamato
32
Si. I condannati e gli internati possono essere autorizzati dal direttore dell'istituto, gli imputati dall'autorità giudiziaria procedente
33
Si ma l'ispezione deve avvenire con modalità tali da garantire l'assenza di controlli sullo scritto
34
e comunicazioni fraudolente con l'esterno o all'interno dei detenuti in isolamento per motivi giudiziari e disciplinari.
35
Sì ai sensi dell'art. 18 L. 354/1975, attraverso colloqui, corrispondenza e informazione e ai sensi dell'art. 38-39 DPR 230/2000, mediante corrispondenza epistolare, telegrafica e telefonica
36
Ai parenti e affini entro il quarto grado
37
Mediante l'emanazione di una circolare, la n. 3478/5928 dell' 8.7.1998, che tiene conto dell'evoluzione del concetto di famiglia in termini più sociologici
38
Sì ma solo ai parenti e affini fino al terzo grado
39
Nessuna ed ogni dubbio interpretativo è stato superato da una direttiva dipartimentale che esplicita la locuzione " prossimi congiunti"
40
Rientrano tra gli elementi del trattamento ai sensi dell'art. 15 L. 354/1975
41
La durata massima non può essere superiore a sei mesi, ed è prorogabile anche più volte in misura non superiore, ogni volta, a tre mesi.
42
Salvaguardare l'ordine e la sicurezza interna degli istituti di pena
43
tutti i reclusi (condannati, imputati, internati) in presenza dei presupposti espressamente previsti dalla legge identificabili principalmente nella compromissione della sicurezza interna, ostacolo ai compagni nella partecipazione all'attività trattamentale, esercizio di uno stato di soggezione a danno degli altri ristretti
44
Il regime di sorveglianza particolare
45
Dall'amministrazione penitenziaria all'esito di una istruttoria che si avvale del parere qualificato del consiglio di disciplina integrato da due esperti
46
Ha riformato il codice penale introducendo i reati di tortura e istigazione alla tortura
47
Per gravi e comprovati motivi di sicurezza, per esigenze dell'istituto, per motivi di giustizia, di salute di studio e familiari.
48
Trasferire o assegnare il detenuto ad appositi istituti o sezioni
49
Quando commettono più atti di violenza o di minaccia, nei confronti delle persone private della libertà personale
50
Il visto di controllo sulla corrispondenza, previa autorizzazione motivata dell'autorità giudiziaria competente
51
Gli oggetti vietati sono tutti quelli il cui uso è vietato dalla legge, gli oggetti non consentiti sono tutti quegli oggetti che non sono espressamente vietati dalla legge ma il cui uso non è consentito ai detenuti per esigenze di ordine e sicurezza
52
Rientra tra gli oggetti non consentiti
53
Solo alcuni oggetti come l'impossibilità di usare il cellulare per chi non ha altro modo di contattare la propria violando il diritto al colloquio
54
Talvolta ma occorre una valutazione ponderata dei fatti e delle responsabilità
55
Non necessariamente
56
E' legittimo il potere amministrativo di limitazione della libertà
57
Impone un uso ponderato dello strumento peraltro suscettibile di reclamo
58
La differenza di contesto rispetto a dove sono avvenuti i fatti posti a fondamento del regime
59
Dall'amministrazione penitenziaria con provvedimento motivato
60
La norma appare anacronistica nell'era dei cellulari
61
Vengono venduti a un prezzo pari o inferiore al loro costo previa autorizzazione del Ministro di Grazia e Giustizia
62
Possono essere esonerati dal lavoro ordinario ed essere ammessi ad esercitare per loro conto attività artigianali, intellettuali o artistiche.
63
Sulla base di apposite graduatorie che privilegiano i disoccupati e chi ha maggiori carichi familiari
64
Essere assegnati a lavoro quando questo risponda a finalità terapeutiche
65
Per il costituente il lavoro è un diritto e un dovere, per l'ordinamento penitenziario il lavoro ha carattere di obbligatorietà
66
Sì e viene evidenziato nell'art. 20 comma 15 L. 354/1975
67
E' un elemento del trattamento
68
Di aver impiegato un'alta percentuale di detenuti in lavori innovativi quali call center e di aver dato loro un'alta professionalità e formazione, facendo diminuire così le recidive e impiegando pochi agenti per il presidio dei detenuti
69
Non afflittivo
70
Per i condannati e per i sottoposti alle misure di sicurezza della colonia agricola e della casa di lavoro
71
Nella concessione al detenuto di trascorrere parte del giorno fuori dall'istituto per partecipare ad attività lavorative istruttive utili al reinserimento sociale
72
E' possibile per il detenuto in possesso di attitudini artigianali, intellettuali o artistiche
73
Con apposite convenzioni da parte dell'amministrazione con soggetti pubblici, privati e cooperative
74
Possono essere svolte fuori delle ore destinate al lavoro ordinario, in appositi locali o, in casi particolari, nelle camere, se ciò non comporti l'uso di attrezzi ingombranti o pericolosi o non arrechi molestia
75
Il magistrato di sorveglianza previa proposta della direzione penitenziaria
76
Riflettere quelli del lavoro e della società libera al fine di far acquisire professionalità adeguata ai detenuti e agevolare il loro reinserimento sociale
77
No ai sensi dell'art. 32 comma 3 l. 354/1975 il quale sancisce che nessun detenuto può avere nei confronti degli altri un potere che si traduca in una situazione di preminenza.
78
E' un diritto e un dovere
79
E' proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto
80
Rieduca il condannato
81
Sono sottoposte a controllo per la sicurezza all'interno dell'istituto
82
Sì, sono applicabili tutte le norme compreso il T.U. in materia di igiene salute e sicurezza sul lavoro previsto dal d.lg.vo 81/08
83
Sì perché impedisce il detenuto di svolgere attività diverse da quelle che svolgono da reclusi
84
Conciliare la sicurezza nel carcere con il trattamento del condannato, oltre la eterogeneità dei detenuti
85
I detenuti dovevano lavorare per mantenersi e per rendere la struttura efficiente
86
Sono un "valore aggiunto" da spendere nella presentazione dell'istanza di permesso.
87
Il detenuto che lavora è meno recidivante
88
Le due realtà non possono sempre coincidere perché il carcere ha una struttura organizzativa limitata e risponde a una finalità diversa da quella della società esterna
89
Possono reiterare condotte criminose
90
Come un'usurpazione del lavoro
91
Corrisponde all'effettivo lavoro prestato
92
Non sempre rispondono alle esigenze trattamentali del lavoro a causa delle esigenze di sicurezza e giustizia
93
Il dettato costituzionale dell'art. 36 incontra i limiti di cui all'art. 14 Dpr 230/2000 che i generi e gli oggetti di cui è consentito il possesso, l'acquisto e la ricezione per i detenuti.
94
Il soggetto libero che non vuole lavorare non va incontro a sanzioni, il detenuto è penalizzato in termini di accesso alle misure alternative
95
Alla remunerazione e agli assegni familiari
96
E' ammesso dalla legge penitenziaria
97
E' remunerato
98
E' prevista insieme al lavoro dalla legge penitenziaria
99
Ha finalità rieducativa
100
Sia all'interno che all'esterno dell'istituto penitenziario