gestione classe
問題一覧
1
È una forma arricchita di educazione generale che tende a migliorare la vita delle persone con disabilità o in situazione di grave disagio.
2
Speciale in quanto portatore di una propria individualità.
3
Il focus è sulla centralità della relazione per un superamento dell'approccio terapeutico riabilitativo, che ha contraddistinto il rapporto tra operatore/docente e soggetto in difficoltà.
4
Si fonda sulla specificità del suo stato epistemologico e sulla possibilità di costruire interconnessioni con le altre discipline/scienze per rafforzare il proprio ruolo e non per essere collocata in logiche di dipendenza o di subordinazione.
5
Si sviluppa in Italia a partire dal 1964.
6
È arricchita perché fa appello a metodi pedagogici moderni e a materiale tecnico per porre rimedio a certi tipi di deficit.
7
Ha per oggetto la teoria, i metodi e le prassi relativi all'educazione dei soggetti che in età evolutiva e oltre, necessitano di strategie e tecniche educative particolari per sviluppare le proprie potenzialità.
8
La Mission comune è favorire la realizzazione del progetto umano personale, nel contesto comunitario, attraverso due concetti fondamentali: educabilità (fiducia nella possibilità di cambiamento dell'altro) ed educabilità (capacità di adattamento per migliorare durante tutto l'arco della vita).
9
si occupa anche di vincere la riduzione di asimmetria tra l'essere e il poter-dover essere derivate da un disagio fisico-sensoriale, psichico o da un disagio socio-culturale.
10
tentazione di onnipotenza (costoro si accaniscono contro il deficit per debellarlo in ogni modo, non accettandolo); tentazione depressiva (sorprende coloro che faticano a vedere il deficit come indicatore di ulteriori possibilità e potenzialità latenti.
11
elaborare teorie, mettere a punto strumento per educare ogni uomo (normodotato o disagiato ecc) in modo che egli possa sviluppare pienamente se stesso e partecipare in modo attivo alla vita della propria comunità.
12
ospedalizzazione, marginalità, detenzione e disabilità.
13
È individuare gli ostacoli (interni ed esterni) e trovare soluzioni.
14
Significa non lasciarsi vivere, bensì progettarsi o scegliersi ossia decidere con maggiore autonomia e sulla base di una più ampia conoscenza di sé, la propria identità.
15
È un insieme familiare, scolastico, formativo, lavorativo, culturale, sociale, di realizzazione di sé. Richiede lo sviluppo di conoscenze, abilità, competenze riferite a tutte le aree dello sviluppo.
16
Comporta il rischio connesso ai limiti e alle potenzialità riconosciute all'intervento educativo (cosa posso fare io nel mio ruolo di educatore?).
17
Del tutto inefficace; del tutto efficace; parzialmente efficace.
18
Quando l'uomo non è per nulla il prodotto dell'educazione (uomo-albero).
19
Quando l'uomo è totalmente il prodotto dell'educazione (uomo-cera).
20
Quando l'uomo è parzialmente il prodotto dell'educazione (uomo-seme).
21
Avere aspettative positive e realistiche cioè aver fiducia nelle proprie capacità e in quelle della persona malata (handicap, disagio) senza avere troppe aspettative e tollerando qualche frustrazione.
22
È un approccio all'insegnamento finalizzato ad offrire pari opportunità di successo a tutti gli studenti (progettazione inclusiva, metodologie per tutti).
23
Per sviluppo si intende un processo di crescita o di maturazione fisica o psichica.
24
neurofisiologico; emotivo; sociale; comportamentale.
25
L'uomo si sviluppa per maturazione (natura, genetica) e apprendimento (esplorare l'ambiente); devono esserci entrambi altrimenti lo sviluppo è incompleto. Lo sviluppo umano può essere suddiviso in alcuni repertori o aspetti: cognitivo, affettivo e sociale. Natura + ambiente = sviluppo individuo. Lo sviluppo è sia quantitativo = crescita ponderale Che qualitativo = abilità misurabili.
26
Dotazioni biologiche; condizioni ambientali.
27
Determinano il processo di realizzazione biologica e psichica e riguarda apparati organici e funzioni psichiche (genotipo) l'avveramento delle condizioni biologiche geneticamente preordinate consiste nella maturazione.
28
Sono le circostanze pre- peri post natali, naturali o artificiali che attivano esperienze e forme di adattamento, apprendimenti. Esse veicolano le stimolazioni sensoriali, relazionali e comunicative.
29
Lo sviluppo è innato: patrimonio genetico; ed è determinato: influenza ambientale. Lo sviluppo è variabile è un processo che viene fuori dalla co-concorrenza e influenze multiple, individuo-ambienti di sviluppo.
30
Riguarda momenti in cui l'individuo è particolarmente predisposto a imparare o reattivo alle esperienze. Se l'ambiente è sfavorevole ci possono essere limitazioni o ritardi.
31
Lo sviluppo è sia continuo che discontinuo.
32
Natura quantitativa (crescita ponderale) lo sviluppo avviene mediante un processo continuo e graduale.
33
Natura qualitativa (abilità misurabili) il bambino è un attivo costruttore delle proprie capacità. Lo sviluppo è determinato dell'interazione tra condizioni ambientali e risorse individuali.
34
quando parliamo di sviluppo universale ci riferiamo a un percorso universalmente valido; quando parliamo di sviluppo variabile ci riferiamo a percorsi socio-culturali diversi.
35
Può essere tipico ma anche atipico.
36
Nello sviluppo tipico abbiamo un organismo illeso e un ambiente favorevole, quindi arriviamo ad un adattamento funzionale e una partecipazione sociale.
37
Nello sviluppo atipico abbiamo un organismo leso e un ambiente sfavorevole, quindi arriviamo ad un ritardo nello sviluppo e dis-adattamento.
38
complessità
39
Il termine complessità descrive perfettamente le ragioni delle difficoltà della scuola e si riferisce soprattutto all'estrema varietà di bisogni presenti negli e tra gli allievi.
40
la scuola rimane l'unica agenzia educativa in grado di promuovere cultura e cittadinanza. La famiglia spesso non riesce a rispondere alle enormi sfide educative di un modo così difficile e complicato.
41
tale fatica non è solo frutto di fragilità interne (incomprensioni, separazioni e conflitti) ma risiede nell'impreparazione pedagogica dei genitori; la mancanza di punti di riferimento; scelte educative sbagliate; uso di tecnologie come strumento pedagogico.
42
variabili socio-culturali (caratteristiche socio-economiche); funzionamento familiare (sostegno, controllo genitoriale); pratiche educative (stili di parenting: autoritario, autorevole e permissivo); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori (educativa); divorzio e separazione; difficoltà nella comunicazione aperta con i figli.
43
funzione comunicativa (desiderio di attenzione e disagio); funzione strumentale (rafforzamento della propria identità, maggiore visibilità sociale); funzione di fuga (alternativa ad una situazione familiare eccessivamente stressante).
44
aumenta la vulnerabilità; aumenta lo stress genitoriale; aspettative dei genitori sproporzionate (per compensazione); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori; attenzione rivolta quasi esclusivamente al figlio con disabilità; divorzio e separazioni; maggiori competenze educative.
45
i primogeniti fratelli del ragazzo con disabilità sono più penalizzati e solitamente hanno più problemi a scuola, con i loro coetanei e con gli insegnanti. Hanno elevati livelli di stress e valutano meno positivamente il funzionamento familiare. Allo stesso tempo sono più empatici e altruisti.
46
famiglia normale senza disabilità.
47
gli alunni sono cambiati = il comportamento irrispettoso delle regole rappresenta l'aspetto più eclatante. La vita comunitaria si regge sul rispetto di regole e la loro violazione comporta, da parte degli insegnati forza e fatica per cercare di favorire un clima di classe idoneo.
48
è la conseguenza di uno sforzo di adeguamento ai continui cambiamenti che il mercato globale impone. Si tratta di un'immersione in un mondo multimediale e tecnologico, ma povero di esperienze educative significative e ciò incide negativamente sullo sviluppo e la crescita degli alunni.
49
scarsa capacità di sopportare e subire anche le più piccole imposizioni del mondo esterno.
50
continua disattenzione degli alunni verso le modalità comunicative tradizionali poiché attratti dagli strumenti multimediali.
51
indifferenza, demotivazione, irrequietezza, sotterfugio e eclissarsi.
52
include ciò che l'insegnate mette in atto per promuovere l'interesse, la partecipazione degli allievi.
53
evidenziare i bisogni dell'alunno e non i limiti; lavorare sulle risorse, credere sulle possibilità di crescita e sviluppo (educabilità e apprendibilità).
54
sicurezza, competenza, successo, autodeterminazione e appartenenza o di relazione.
55
influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo
56
influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo.
57
performance (prestazioni pratiche); esperienza vicaria (imitazione); persuasioni verbali (importante la fonte di giudizio); stati emotivi.
58
riguarda il giudizio che ognuno attribuisce a se stesso sono concetti diversi ma camminano insieme: chi ha alta autostima ha una buona auto-efficacia; chi ha bassa autostima ha una scarsa auto-efficacia.
59
Luogo di controllo, è l'atteggiamento mentale grazie al quale si riescono ad influenzare le proprie azioni e i risultati che ne derivano: locus interno o esterno.
60
Un soggetto con locus of control interno è orientato a considerare il futuro come effetto delle proprie azioni e quindi una variabile su cui è possibile intervenire per modificare il corso degli eventi. La persona considera se stessa come causa di successi e di sconfitte (non ho superato l'esame perché non ho studiato abbastanza).
61
Questo soggetto attribuisce le cause di quanto accade al destino o agli altri o comunque a forze esterne a sé (non ho superato l'esame perchè sono stato sfortunato).
62
Esterno: atteggiamento passivo, scarsa autonomia, dipendenza dagli altri, sensazione di impotenza, attribuzione dei propri esiti negativi al destino o agli altri, rapida perdita della motivazione. Interno: proattività nella ricerca di soluzioni, fiducia nelle proprie capacità, costanza e tenacia.
63
l'auto efficacia non è una caratteristica stabile e generale della personalità. Ha 3 dimensioni: generalità (estendibilità delle aspettative, azioni e situazioni simili ad altri contetsi); ampiezza (numero di compiti che una persona ritiene di poter affrontare); forza (fiducia di affrontare i compiti nonostante siano difficili).
64
le percezioni soggettive di controllo sugli eventi.
Carida
Carida
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Carida
16問 • 1年前Carida
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14問 • 1年前iona
iona
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13問 • 1年前cuzzocrea
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29問 • 1年前iaquinta esami
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20問 • 1年前oliva esami
oliva esami
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18問 • 1年前esame modelli
esame modelli
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20問 • 1年前Pedagogia e didattica speciale della disabilità intellettiva e dei disturbi generalizzati dello sviluppo.
Pedagogia e didattica speciale della disabilità intellettiva e dei disturbi generalizzati dello sviluppo.
ユーザ名非公開 · 20問 · 1年前Pedagogia e didattica speciale della disabilità intellettiva e dei disturbi generalizzati dello sviluppo.
Pedagogia e didattica speciale della disabilità intellettiva e dei disturbi generalizzati dello sviluppo.
20問 • 1年前Psicologia dell’Educazione
Psicologia dell’Educazione
ユーザ名非公開 · 23問 · 1年前Psicologia dell’Educazione
Psicologia dell’Educazione
23問 • 1年前Carida esami 14
Carida esami 14
ユーザ名非公開 · 7問 · 1年前Carida esami 14
Carida esami 14
7問 • 1年前問題一覧
1
È una forma arricchita di educazione generale che tende a migliorare la vita delle persone con disabilità o in situazione di grave disagio.
2
Speciale in quanto portatore di una propria individualità.
3
Il focus è sulla centralità della relazione per un superamento dell'approccio terapeutico riabilitativo, che ha contraddistinto il rapporto tra operatore/docente e soggetto in difficoltà.
4
Si fonda sulla specificità del suo stato epistemologico e sulla possibilità di costruire interconnessioni con le altre discipline/scienze per rafforzare il proprio ruolo e non per essere collocata in logiche di dipendenza o di subordinazione.
5
Si sviluppa in Italia a partire dal 1964.
6
È arricchita perché fa appello a metodi pedagogici moderni e a materiale tecnico per porre rimedio a certi tipi di deficit.
7
Ha per oggetto la teoria, i metodi e le prassi relativi all'educazione dei soggetti che in età evolutiva e oltre, necessitano di strategie e tecniche educative particolari per sviluppare le proprie potenzialità.
8
La Mission comune è favorire la realizzazione del progetto umano personale, nel contesto comunitario, attraverso due concetti fondamentali: educabilità (fiducia nella possibilità di cambiamento dell'altro) ed educabilità (capacità di adattamento per migliorare durante tutto l'arco della vita).
9
si occupa anche di vincere la riduzione di asimmetria tra l'essere e il poter-dover essere derivate da un disagio fisico-sensoriale, psichico o da un disagio socio-culturale.
10
tentazione di onnipotenza (costoro si accaniscono contro il deficit per debellarlo in ogni modo, non accettandolo); tentazione depressiva (sorprende coloro che faticano a vedere il deficit come indicatore di ulteriori possibilità e potenzialità latenti.
11
elaborare teorie, mettere a punto strumento per educare ogni uomo (normodotato o disagiato ecc) in modo che egli possa sviluppare pienamente se stesso e partecipare in modo attivo alla vita della propria comunità.
12
ospedalizzazione, marginalità, detenzione e disabilità.
13
È individuare gli ostacoli (interni ed esterni) e trovare soluzioni.
14
Significa non lasciarsi vivere, bensì progettarsi o scegliersi ossia decidere con maggiore autonomia e sulla base di una più ampia conoscenza di sé, la propria identità.
15
È un insieme familiare, scolastico, formativo, lavorativo, culturale, sociale, di realizzazione di sé. Richiede lo sviluppo di conoscenze, abilità, competenze riferite a tutte le aree dello sviluppo.
16
Comporta il rischio connesso ai limiti e alle potenzialità riconosciute all'intervento educativo (cosa posso fare io nel mio ruolo di educatore?).
17
Del tutto inefficace; del tutto efficace; parzialmente efficace.
18
Quando l'uomo non è per nulla il prodotto dell'educazione (uomo-albero).
19
Quando l'uomo è totalmente il prodotto dell'educazione (uomo-cera).
20
Quando l'uomo è parzialmente il prodotto dell'educazione (uomo-seme).
21
Avere aspettative positive e realistiche cioè aver fiducia nelle proprie capacità e in quelle della persona malata (handicap, disagio) senza avere troppe aspettative e tollerando qualche frustrazione.
22
È un approccio all'insegnamento finalizzato ad offrire pari opportunità di successo a tutti gli studenti (progettazione inclusiva, metodologie per tutti).
23
Per sviluppo si intende un processo di crescita o di maturazione fisica o psichica.
24
neurofisiologico; emotivo; sociale; comportamentale.
25
L'uomo si sviluppa per maturazione (natura, genetica) e apprendimento (esplorare l'ambiente); devono esserci entrambi altrimenti lo sviluppo è incompleto. Lo sviluppo umano può essere suddiviso in alcuni repertori o aspetti: cognitivo, affettivo e sociale. Natura + ambiente = sviluppo individuo. Lo sviluppo è sia quantitativo = crescita ponderale Che qualitativo = abilità misurabili.
26
Dotazioni biologiche; condizioni ambientali.
27
Determinano il processo di realizzazione biologica e psichica e riguarda apparati organici e funzioni psichiche (genotipo) l'avveramento delle condizioni biologiche geneticamente preordinate consiste nella maturazione.
28
Sono le circostanze pre- peri post natali, naturali o artificiali che attivano esperienze e forme di adattamento, apprendimenti. Esse veicolano le stimolazioni sensoriali, relazionali e comunicative.
29
Lo sviluppo è innato: patrimonio genetico; ed è determinato: influenza ambientale. Lo sviluppo è variabile è un processo che viene fuori dalla co-concorrenza e influenze multiple, individuo-ambienti di sviluppo.
30
Riguarda momenti in cui l'individuo è particolarmente predisposto a imparare o reattivo alle esperienze. Se l'ambiente è sfavorevole ci possono essere limitazioni o ritardi.
31
Lo sviluppo è sia continuo che discontinuo.
32
Natura quantitativa (crescita ponderale) lo sviluppo avviene mediante un processo continuo e graduale.
33
Natura qualitativa (abilità misurabili) il bambino è un attivo costruttore delle proprie capacità. Lo sviluppo è determinato dell'interazione tra condizioni ambientali e risorse individuali.
34
quando parliamo di sviluppo universale ci riferiamo a un percorso universalmente valido; quando parliamo di sviluppo variabile ci riferiamo a percorsi socio-culturali diversi.
35
Può essere tipico ma anche atipico.
36
Nello sviluppo tipico abbiamo un organismo illeso e un ambiente favorevole, quindi arriviamo ad un adattamento funzionale e una partecipazione sociale.
37
Nello sviluppo atipico abbiamo un organismo leso e un ambiente sfavorevole, quindi arriviamo ad un ritardo nello sviluppo e dis-adattamento.
38
complessità
39
Il termine complessità descrive perfettamente le ragioni delle difficoltà della scuola e si riferisce soprattutto all'estrema varietà di bisogni presenti negli e tra gli allievi.
40
la scuola rimane l'unica agenzia educativa in grado di promuovere cultura e cittadinanza. La famiglia spesso non riesce a rispondere alle enormi sfide educative di un modo così difficile e complicato.
41
tale fatica non è solo frutto di fragilità interne (incomprensioni, separazioni e conflitti) ma risiede nell'impreparazione pedagogica dei genitori; la mancanza di punti di riferimento; scelte educative sbagliate; uso di tecnologie come strumento pedagogico.
42
variabili socio-culturali (caratteristiche socio-economiche); funzionamento familiare (sostegno, controllo genitoriale); pratiche educative (stili di parenting: autoritario, autorevole e permissivo); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori (educativa); divorzio e separazione; difficoltà nella comunicazione aperta con i figli.
43
funzione comunicativa (desiderio di attenzione e disagio); funzione strumentale (rafforzamento della propria identità, maggiore visibilità sociale); funzione di fuga (alternativa ad una situazione familiare eccessivamente stressante).
44
aumenta la vulnerabilità; aumenta lo stress genitoriale; aspettative dei genitori sproporzionate (per compensazione); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori; attenzione rivolta quasi esclusivamente al figlio con disabilità; divorzio e separazioni; maggiori competenze educative.
45
i primogeniti fratelli del ragazzo con disabilità sono più penalizzati e solitamente hanno più problemi a scuola, con i loro coetanei e con gli insegnanti. Hanno elevati livelli di stress e valutano meno positivamente il funzionamento familiare. Allo stesso tempo sono più empatici e altruisti.
46
famiglia normale senza disabilità.
47
gli alunni sono cambiati = il comportamento irrispettoso delle regole rappresenta l'aspetto più eclatante. La vita comunitaria si regge sul rispetto di regole e la loro violazione comporta, da parte degli insegnati forza e fatica per cercare di favorire un clima di classe idoneo.
48
è la conseguenza di uno sforzo di adeguamento ai continui cambiamenti che il mercato globale impone. Si tratta di un'immersione in un mondo multimediale e tecnologico, ma povero di esperienze educative significative e ciò incide negativamente sullo sviluppo e la crescita degli alunni.
49
scarsa capacità di sopportare e subire anche le più piccole imposizioni del mondo esterno.
50
continua disattenzione degli alunni verso le modalità comunicative tradizionali poiché attratti dagli strumenti multimediali.
51
indifferenza, demotivazione, irrequietezza, sotterfugio e eclissarsi.
52
include ciò che l'insegnate mette in atto per promuovere l'interesse, la partecipazione degli allievi.
53
evidenziare i bisogni dell'alunno e non i limiti; lavorare sulle risorse, credere sulle possibilità di crescita e sviluppo (educabilità e apprendibilità).
54
sicurezza, competenza, successo, autodeterminazione e appartenenza o di relazione.
55
influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo
56
influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo.
57
performance (prestazioni pratiche); esperienza vicaria (imitazione); persuasioni verbali (importante la fonte di giudizio); stati emotivi.
58
riguarda il giudizio che ognuno attribuisce a se stesso sono concetti diversi ma camminano insieme: chi ha alta autostima ha una buona auto-efficacia; chi ha bassa autostima ha una scarsa auto-efficacia.
59
Luogo di controllo, è l'atteggiamento mentale grazie al quale si riescono ad influenzare le proprie azioni e i risultati che ne derivano: locus interno o esterno.
60
Un soggetto con locus of control interno è orientato a considerare il futuro come effetto delle proprie azioni e quindi una variabile su cui è possibile intervenire per modificare il corso degli eventi. La persona considera se stessa come causa di successi e di sconfitte (non ho superato l'esame perché non ho studiato abbastanza).
61
Questo soggetto attribuisce le cause di quanto accade al destino o agli altri o comunque a forze esterne a sé (non ho superato l'esame perchè sono stato sfortunato).
62
Esterno: atteggiamento passivo, scarsa autonomia, dipendenza dagli altri, sensazione di impotenza, attribuzione dei propri esiti negativi al destino o agli altri, rapida perdita della motivazione. Interno: proattività nella ricerca di soluzioni, fiducia nelle proprie capacità, costanza e tenacia.
63
l'auto efficacia non è una caratteristica stabile e generale della personalità. Ha 3 dimensioni: generalità (estendibilità delle aspettative, azioni e situazioni simili ad altri contetsi); ampiezza (numero di compiti che una persona ritiene di poter affrontare); forza (fiducia di affrontare i compiti nonostante siano difficili).
64
le percezioni soggettive di controllo sugli eventi.