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gestione classe

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64問 • 1年前
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    問題一覧

  • 1

    Che cos'è la pedagogia speciale?

    È una forma arricchita di educazione generale che tende a migliorare la vita delle persone con disabilità o in situazione di grave disagio.

  • 2

    Cosa si intende per speciale?

    Speciale in quanto portatore di una propria individualità.

  • 3

    Qual è il focus della pedagogia speciale della gestione del gruppo classe?

    Il focus è sulla centralità della relazione per un superamento dell'approccio terapeutico riabilitativo, che ha contraddistinto il rapporto tra operatore/docente e soggetto in difficoltà.

  • 4

    Su cosa si fonda l'autonomia della pedagogia speciale?

    Si fonda sulla specificità del suo stato epistemologico e sulla possibilità di costruire interconnessioni con le altre discipline/scienze per rafforzare il proprio ruolo e non per essere collocata in logiche di dipendenza o di subordinazione.

  • 5

    Quando e dove si sviluppa come disciplina autonoma e di studio universitario la pedagogia speciale?

    Si sviluppa in Italia a partire dal 1964.

  • 6

    Perché la pedagogia è una forma arricchita di educazione generale?

    È arricchita perché fa appello a metodi pedagogici moderni e a materiale tecnico per porre rimedio a certi tipi di deficit.

  • 7

    Qual è l'oggetto della pedagogia speciale?

    Ha per oggetto la teoria, i metodi e le prassi relativi all'educazione dei soggetti che in età evolutiva e oltre, necessitano di strategie e tecniche educative particolari per sviluppare le proprie potenzialità.

  • 8

    Quali sono i saperi comuni alla pedagogia speciale e alla pedagogia generale?

    La Mission comune è favorire la realizzazione del progetto umano personale, nel contesto comunitario, attraverso due concetti fondamentali: educabilità (fiducia nella possibilità di cambiamento dell'altro) ed educabilità (capacità di adattamento per migliorare durante tutto l'arco della vita).

  • 9

    Altro fine della pedagogia speciale:

    si occupa anche di vincere la riduzione di asimmetria tra l'essere e il poter-dover essere derivate da un disagio fisico-sensoriale, psichico o da un disagio socio-culturale.

  • 10

    Chi si occupa dal punto di vista educativo di disabilità ha due tipi di tentazioni tra loro opposte:

    tentazione di onnipotenza (costoro si accaniscono contro il deficit per debellarlo in ogni modo, non accettandolo); tentazione depressiva (sorprende coloro che faticano a vedere il deficit come indicatore di ulteriori possibilità e potenzialità latenti.

  • 11

    I fini della pedagogia speciale:

    elaborare teorie, mettere a punto strumento per educare ogni uomo (normodotato o disagiato ecc) in modo che egli possa sviluppare pienamente se stesso e partecipare in modo attivo alla vita della propria comunità.

  • 12

    Quali sono gli ambiti di ricerca della pedagogia speciale?

    ospedalizzazione, marginalità, detenzione e disabilità.

  • 13

    Qual è il compito della pedagogia speciale?

    È individuare gli ostacoli (interni ed esterni) e trovare soluzioni.

  • 14

    Cosa significa progetto di vita?

    Significa non lasciarsi vivere, bensì progettarsi o scegliersi ossia decidere con maggiore autonomia e sulla base di una più ampia conoscenza di sé, la propria identità.

  • 15

    Cos'è l'elaborazione di un progetto di vita?

    È un insieme familiare, scolastico, formativo, lavorativo, culturale, sociale, di realizzazione di sé. Richiede lo sviluppo di conoscenze, abilità, competenze riferite a tutte le aree dello sviluppo.

  • 16

    Cosa comporta il concetto di educabilità?

    Comporta il rischio connesso ai limiti e alle potenzialità riconosciute all'intervento educativo (cosa posso fare io nel mio ruolo di educatore?).

  • 17

    Come può ritenersi l'intervento educativo?

    Del tutto inefficace; del tutto efficace; parzialmente efficace.

  • 18

    Quando l'intervento educativo è del tutto inefficace?

    Quando l'uomo non è per nulla il prodotto dell'educazione (uomo-albero).

  • 19

    Quando l'intervento educativo è del tutto efficace?

    Quando l'uomo è totalmente il prodotto dell'educazione (uomo-cera).

  • 20

    Quando l'intervento educativo è parzialmente efficace?

    Quando l'uomo è parzialmente il prodotto dell'educazione (uomo-seme).

  • 21

    Qual è l'obiettivo dell'ottimismo pedagogico?

    Avere aspettative positive e realistiche cioè aver fiducia nelle proprie capacità e in quelle della persona malata (handicap, disagio) senza avere troppe aspettative e tollerando qualche frustrazione.

  • 22

    Che cos'è l'UDL?

    È un approccio all'insegnamento finalizzato ad offrire pari opportunità di successo a tutti gli studenti (progettazione inclusiva, metodologie per tutti).

  • 23

    Qual è il concetto di sviluppo umano?

    Per sviluppo si intende un processo di crescita o di maturazione fisica o psichica.

  • 24

    Lo sviluppo umano è cambiamento:

    neurofisiologico; emotivo; sociale; comportamentale.

  • 25

    Come si divide lo sviluppo umano?

    L'uomo si sviluppa per maturazione (natura, genetica) e apprendimento (esplorare l'ambiente); devono esserci entrambi altrimenti lo sviluppo è incompleto. Lo sviluppo umano può essere suddiviso in alcuni repertori o aspetti: cognitivo, affettivo e sociale. Natura + ambiente = sviluppo individuo. Lo sviluppo è sia quantitativo = crescita ponderale Che qualitativo = abilità misurabili.

  • 26

    Quali sono i fattori dello sviluppo?

    Dotazioni biologiche; condizioni ambientali.

  • 27

    Cosa determinano le dotazioni biologiche?

    Determinano il processo di realizzazione biologica e psichica e riguarda apparati organici e funzioni psichiche (genotipo) l'avveramento delle condizioni biologiche geneticamente preordinate consiste nella maturazione.

  • 28

    Cosa sono le condizioni ambientali?

    Sono le circostanze pre- peri post natali, naturali o artificiali che attivano esperienze e forme di adattamento, apprendimenti. Esse veicolano le stimolazioni sensoriali, relazionali e comunicative.

  • 29

    29. Lo sviluppo è innato o determinato?

    Lo sviluppo è innato: patrimonio genetico; ed è determinato: influenza ambientale. Lo sviluppo è variabile è un processo che viene fuori dalla co-concorrenza e influenze multiple, individuo-ambienti di sviluppo.

  • 30

    Cos'è il periodo sensibile?

    Riguarda momenti in cui l'individuo è particolarmente predisposto a imparare o reattivo alle esperienze. Se l'ambiente è sfavorevole ci possono essere limitazioni o ritardi.

  • 31

    Lo sviluppo è continuo o discontinuo?

    Lo sviluppo è sia continuo che discontinuo.

  • 32

    Quando lo sviluppo è continuo?

    Natura quantitativa (crescita ponderale) lo sviluppo avviene mediante un processo continuo e graduale.

  • 33

    Quando lo sviluppo è discontinuo?

    Natura qualitativa (abilità misurabili) il bambino è un attivo costruttore delle proprie capacità. Lo sviluppo è determinato dell'interazione tra condizioni ambientali e risorse individuali.

  • 34

    Sviluppo: universalità vs variabilità:

    quando parliamo di sviluppo universale ci riferiamo a un percorso universalmente valido; quando parliamo di sviluppo variabile ci riferiamo a percorsi socio-culturali diversi.

  • 35

    Lo sviluppo può essere atipico o tipico?

    Può essere tipico ma anche atipico.

  • 36

    Quali sono le caratteristiche dello sviluppo tipico?

    Nello sviluppo tipico abbiamo un organismo illeso e un ambiente favorevole, quindi arriviamo ad un adattamento funzionale e una partecipazione sociale.

  • 37

    Quali sono le caratteristiche dello sviluppo atipico?

    Nello sviluppo atipico abbiamo un organismo leso e un ambiente sfavorevole, quindi arriviamo ad un ritardo nello sviluppo e dis-adattamento.

  • 38

    Tutte le classi hanno traiettorie differenti e alunni differenti quindi si parla di:

    complessità

  • 39

    Che cos'è la complessità?

    Il termine complessità descrive perfettamente le ragioni delle difficoltà della scuola e si riferisce soprattutto all'estrema varietà di bisogni presenti negli e tra gli allievi.

  • 40

    Il ruolo della scuola e della famiglia:

    la scuola rimane l'unica agenzia educativa in grado di promuovere cultura e cittadinanza. La famiglia spesso non riesce a rispondere alle enormi sfide educative di un modo così difficile e complicato.

  • 41

    Le difficoltà della famiglia nel ruolo educativo:

    tale fatica non è solo frutto di fragilità interne (incomprensioni, separazioni e conflitti) ma risiede nell'impreparazione pedagogica dei genitori; la mancanza di punti di riferimento; scelte educative sbagliate; uso di tecnologie come strumento pedagogico.

  • 42

    Perché queste difficoltà:

    variabili socio-culturali (caratteristiche socio-economiche); funzionamento familiare (sostegno, controllo genitoriale); pratiche educative (stili di parenting: autoritario, autorevole e permissivo); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori (educativa); divorzio e separazione; difficoltà nella comunicazione aperta con i figli.

  • 43

    Comportamenti a rischio/inadeguati nei ragazzi:

    funzione comunicativa (desiderio di attenzione e disagio); funzione strumentale (rafforzamento della propria identità, maggiore visibilità sociale); funzione di fuga (alternativa ad una situazione familiare eccessivamente stressante).

  • 44

    Famiglie con figli con disabilità:

    aumenta la vulnerabilità; aumenta lo stress genitoriale; aspettative dei genitori sproporzionate (per compensazione); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori; attenzione rivolta quasi esclusivamente al figlio con disabilità; divorzio e separazioni; maggiori competenze educative.

  • 45

    Fratelli:

    i primogeniti fratelli del ragazzo con disabilità sono più penalizzati e solitamente hanno più problemi a scuola, con i loro coetanei e con gli insegnanti. Hanno elevati livelli di stress e valutano meno positivamente il funzionamento familiare. Allo stesso tempo sono più empatici e altruisti.

  • 46

    Gruppo di controllo:

    famiglia normale senza disabilità.

  • 47

    Rispetto delle regole:

    gli alunni sono cambiati = il comportamento irrispettoso delle regole rappresenta l'aspetto più eclatante. La vita comunitaria si regge sul rispetto di regole e la loro violazione comporta, da parte degli insegnati forza e fatica per cercare di favorire un clima di classe idoneo.

  • 48

    Fragilità emotiva:

    è la conseguenza di uno sforzo di adeguamento ai continui cambiamenti che il mercato globale impone. Si tratta di un'immersione in un mondo multimediale e tecnologico, ma povero di esperienze educative significative e ciò incide negativamente sullo sviluppo e la crescita degli alunni.

  • 49

    Irrequietezza:

    scarsa capacità di sopportare e subire anche le più piccole imposizioni del mondo esterno.

  • 50

    Incapacità di attenzione:

    continua disattenzione degli alunni verso le modalità comunicative tradizionali poiché attratti dagli strumenti multimediali.

  • 51

    Meccanismi di difesa:

    indifferenza, demotivazione, irrequietezza, sotterfugio e eclissarsi.

  • 52

    La gestione della classe:

    include ciò che l'insegnate mette in atto per promuovere l'interesse, la partecipazione degli allievi.

  • 53

    Il processo educativo inclusivo richiede tra l'altro di:

    evidenziare i bisogni dell'alunno e non i limiti; lavorare sulle risorse, credere sulle possibilità di crescita e sviluppo (educabilità e apprendibilità).

  • 54

    Nei processi educativi d'Alonzo individua i bisogni di:

    sicurezza, competenza, successo, autodeterminazione e appartenenza o di relazione.

  • 55

    Il senso di autoefficacia:

    influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo

  • 56

    Il senso di autoefficacia:

    influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo.

  • 57

    Il costrutto di autoefficacia si fonda su:

    performance (prestazioni pratiche); esperienza vicaria (imitazione); persuasioni verbali (importante la fonte di giudizio); stati emotivi.

  • 58

    L'autostima:

    riguarda il giudizio che ognuno attribuisce a se stesso sono concetti diversi ma camminano insieme: chi ha alta autostima ha una buona auto-efficacia; chi ha bassa autostima ha una scarsa auto-efficacia.

  • 59

    Cosa si intente per locus of control (Rotter 1954)?

    Luogo di controllo, è l'atteggiamento mentale grazie al quale si riescono ad influenzare le proprie azioni e i risultati che ne derivano: locus interno o esterno.

  • 60

    Cosa si intende per locus of control interno?

    Un soggetto con locus of control interno è orientato a considerare il futuro come effetto delle proprie azioni e quindi una variabile su cui è possibile intervenire per modificare il corso degli eventi. La persona considera se stessa come causa di successi e di sconfitte (non ho superato l'esame perché non ho studiato abbastanza).

  • 61

    Cosa si intende per locus of control esterno?

    Questo soggetto attribuisce le cause di quanto accade al destino o agli altri o comunque a forze esterne a sé (non ho superato l'esame perchè sono stato sfortunato).

  • 62

    Quali sono gli effetti del locus of control?

    Esterno: atteggiamento passivo, scarsa autonomia, dipendenza dagli altri, sensazione di impotenza, attribuzione dei propri esiti negativi al destino o agli altri, rapida perdita della motivazione. Interno: proattività nella ricerca di soluzioni, fiducia nelle proprie capacità, costanza e tenacia.

  • 63

    Le dimensioni dell'auto efficacia sono:

    l'auto efficacia non è una caratteristica stabile e generale della personalità. Ha 3 dimensioni: generalità (estendibilità delle aspettative, azioni e situazioni simili ad altri contetsi); ampiezza (numero di compiti che una persona ritiene di poter affrontare); forza (fiducia di affrontare i compiti nonostante siano difficili).

  • 64

    Gli stili di attribuzione sono:

    le percezioni soggettive di controllo sugli eventi.

  • Carida

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    7問 • 1年前
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  • 1

    Che cos'è la pedagogia speciale?

    È una forma arricchita di educazione generale che tende a migliorare la vita delle persone con disabilità o in situazione di grave disagio.

  • 2

    Cosa si intende per speciale?

    Speciale in quanto portatore di una propria individualità.

  • 3

    Qual è il focus della pedagogia speciale della gestione del gruppo classe?

    Il focus è sulla centralità della relazione per un superamento dell'approccio terapeutico riabilitativo, che ha contraddistinto il rapporto tra operatore/docente e soggetto in difficoltà.

  • 4

    Su cosa si fonda l'autonomia della pedagogia speciale?

    Si fonda sulla specificità del suo stato epistemologico e sulla possibilità di costruire interconnessioni con le altre discipline/scienze per rafforzare il proprio ruolo e non per essere collocata in logiche di dipendenza o di subordinazione.

  • 5

    Quando e dove si sviluppa come disciplina autonoma e di studio universitario la pedagogia speciale?

    Si sviluppa in Italia a partire dal 1964.

  • 6

    Perché la pedagogia è una forma arricchita di educazione generale?

    È arricchita perché fa appello a metodi pedagogici moderni e a materiale tecnico per porre rimedio a certi tipi di deficit.

  • 7

    Qual è l'oggetto della pedagogia speciale?

    Ha per oggetto la teoria, i metodi e le prassi relativi all'educazione dei soggetti che in età evolutiva e oltre, necessitano di strategie e tecniche educative particolari per sviluppare le proprie potenzialità.

  • 8

    Quali sono i saperi comuni alla pedagogia speciale e alla pedagogia generale?

    La Mission comune è favorire la realizzazione del progetto umano personale, nel contesto comunitario, attraverso due concetti fondamentali: educabilità (fiducia nella possibilità di cambiamento dell'altro) ed educabilità (capacità di adattamento per migliorare durante tutto l'arco della vita).

  • 9

    Altro fine della pedagogia speciale:

    si occupa anche di vincere la riduzione di asimmetria tra l'essere e il poter-dover essere derivate da un disagio fisico-sensoriale, psichico o da un disagio socio-culturale.

  • 10

    Chi si occupa dal punto di vista educativo di disabilità ha due tipi di tentazioni tra loro opposte:

    tentazione di onnipotenza (costoro si accaniscono contro il deficit per debellarlo in ogni modo, non accettandolo); tentazione depressiva (sorprende coloro che faticano a vedere il deficit come indicatore di ulteriori possibilità e potenzialità latenti.

  • 11

    I fini della pedagogia speciale:

    elaborare teorie, mettere a punto strumento per educare ogni uomo (normodotato o disagiato ecc) in modo che egli possa sviluppare pienamente se stesso e partecipare in modo attivo alla vita della propria comunità.

  • 12

    Quali sono gli ambiti di ricerca della pedagogia speciale?

    ospedalizzazione, marginalità, detenzione e disabilità.

  • 13

    Qual è il compito della pedagogia speciale?

    È individuare gli ostacoli (interni ed esterni) e trovare soluzioni.

  • 14

    Cosa significa progetto di vita?

    Significa non lasciarsi vivere, bensì progettarsi o scegliersi ossia decidere con maggiore autonomia e sulla base di una più ampia conoscenza di sé, la propria identità.

  • 15

    Cos'è l'elaborazione di un progetto di vita?

    È un insieme familiare, scolastico, formativo, lavorativo, culturale, sociale, di realizzazione di sé. Richiede lo sviluppo di conoscenze, abilità, competenze riferite a tutte le aree dello sviluppo.

  • 16

    Cosa comporta il concetto di educabilità?

    Comporta il rischio connesso ai limiti e alle potenzialità riconosciute all'intervento educativo (cosa posso fare io nel mio ruolo di educatore?).

  • 17

    Come può ritenersi l'intervento educativo?

    Del tutto inefficace; del tutto efficace; parzialmente efficace.

  • 18

    Quando l'intervento educativo è del tutto inefficace?

    Quando l'uomo non è per nulla il prodotto dell'educazione (uomo-albero).

  • 19

    Quando l'intervento educativo è del tutto efficace?

    Quando l'uomo è totalmente il prodotto dell'educazione (uomo-cera).

  • 20

    Quando l'intervento educativo è parzialmente efficace?

    Quando l'uomo è parzialmente il prodotto dell'educazione (uomo-seme).

  • 21

    Qual è l'obiettivo dell'ottimismo pedagogico?

    Avere aspettative positive e realistiche cioè aver fiducia nelle proprie capacità e in quelle della persona malata (handicap, disagio) senza avere troppe aspettative e tollerando qualche frustrazione.

  • 22

    Che cos'è l'UDL?

    È un approccio all'insegnamento finalizzato ad offrire pari opportunità di successo a tutti gli studenti (progettazione inclusiva, metodologie per tutti).

  • 23

    Qual è il concetto di sviluppo umano?

    Per sviluppo si intende un processo di crescita o di maturazione fisica o psichica.

  • 24

    Lo sviluppo umano è cambiamento:

    neurofisiologico; emotivo; sociale; comportamentale.

  • 25

    Come si divide lo sviluppo umano?

    L'uomo si sviluppa per maturazione (natura, genetica) e apprendimento (esplorare l'ambiente); devono esserci entrambi altrimenti lo sviluppo è incompleto. Lo sviluppo umano può essere suddiviso in alcuni repertori o aspetti: cognitivo, affettivo e sociale. Natura + ambiente = sviluppo individuo. Lo sviluppo è sia quantitativo = crescita ponderale Che qualitativo = abilità misurabili.

  • 26

    Quali sono i fattori dello sviluppo?

    Dotazioni biologiche; condizioni ambientali.

  • 27

    Cosa determinano le dotazioni biologiche?

    Determinano il processo di realizzazione biologica e psichica e riguarda apparati organici e funzioni psichiche (genotipo) l'avveramento delle condizioni biologiche geneticamente preordinate consiste nella maturazione.

  • 28

    Cosa sono le condizioni ambientali?

    Sono le circostanze pre- peri post natali, naturali o artificiali che attivano esperienze e forme di adattamento, apprendimenti. Esse veicolano le stimolazioni sensoriali, relazionali e comunicative.

  • 29

    29. Lo sviluppo è innato o determinato?

    Lo sviluppo è innato: patrimonio genetico; ed è determinato: influenza ambientale. Lo sviluppo è variabile è un processo che viene fuori dalla co-concorrenza e influenze multiple, individuo-ambienti di sviluppo.

  • 30

    Cos'è il periodo sensibile?

    Riguarda momenti in cui l'individuo è particolarmente predisposto a imparare o reattivo alle esperienze. Se l'ambiente è sfavorevole ci possono essere limitazioni o ritardi.

  • 31

    Lo sviluppo è continuo o discontinuo?

    Lo sviluppo è sia continuo che discontinuo.

  • 32

    Quando lo sviluppo è continuo?

    Natura quantitativa (crescita ponderale) lo sviluppo avviene mediante un processo continuo e graduale.

  • 33

    Quando lo sviluppo è discontinuo?

    Natura qualitativa (abilità misurabili) il bambino è un attivo costruttore delle proprie capacità. Lo sviluppo è determinato dell'interazione tra condizioni ambientali e risorse individuali.

  • 34

    Sviluppo: universalità vs variabilità:

    quando parliamo di sviluppo universale ci riferiamo a un percorso universalmente valido; quando parliamo di sviluppo variabile ci riferiamo a percorsi socio-culturali diversi.

  • 35

    Lo sviluppo può essere atipico o tipico?

    Può essere tipico ma anche atipico.

  • 36

    Quali sono le caratteristiche dello sviluppo tipico?

    Nello sviluppo tipico abbiamo un organismo illeso e un ambiente favorevole, quindi arriviamo ad un adattamento funzionale e una partecipazione sociale.

  • 37

    Quali sono le caratteristiche dello sviluppo atipico?

    Nello sviluppo atipico abbiamo un organismo leso e un ambiente sfavorevole, quindi arriviamo ad un ritardo nello sviluppo e dis-adattamento.

  • 38

    Tutte le classi hanno traiettorie differenti e alunni differenti quindi si parla di:

    complessità

  • 39

    Che cos'è la complessità?

    Il termine complessità descrive perfettamente le ragioni delle difficoltà della scuola e si riferisce soprattutto all'estrema varietà di bisogni presenti negli e tra gli allievi.

  • 40

    Il ruolo della scuola e della famiglia:

    la scuola rimane l'unica agenzia educativa in grado di promuovere cultura e cittadinanza. La famiglia spesso non riesce a rispondere alle enormi sfide educative di un modo così difficile e complicato.

  • 41

    Le difficoltà della famiglia nel ruolo educativo:

    tale fatica non è solo frutto di fragilità interne (incomprensioni, separazioni e conflitti) ma risiede nell'impreparazione pedagogica dei genitori; la mancanza di punti di riferimento; scelte educative sbagliate; uso di tecnologie come strumento pedagogico.

  • 42

    Perché queste difficoltà:

    variabili socio-culturali (caratteristiche socio-economiche); funzionamento familiare (sostegno, controllo genitoriale); pratiche educative (stili di parenting: autoritario, autorevole e permissivo); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori (educativa); divorzio e separazione; difficoltà nella comunicazione aperta con i figli.

  • 43

    Comportamenti a rischio/inadeguati nei ragazzi:

    funzione comunicativa (desiderio di attenzione e disagio); funzione strumentale (rafforzamento della propria identità, maggiore visibilità sociale); funzione di fuga (alternativa ad una situazione familiare eccessivamente stressante).

  • 44

    Famiglie con figli con disabilità:

    aumenta la vulnerabilità; aumenta lo stress genitoriale; aspettative dei genitori sproporzionate (per compensazione); caratteristiche personali dei genitori; conflittualità e incoerenza tra i genitori; attenzione rivolta quasi esclusivamente al figlio con disabilità; divorzio e separazioni; maggiori competenze educative.

  • 45

    Fratelli:

    i primogeniti fratelli del ragazzo con disabilità sono più penalizzati e solitamente hanno più problemi a scuola, con i loro coetanei e con gli insegnanti. Hanno elevati livelli di stress e valutano meno positivamente il funzionamento familiare. Allo stesso tempo sono più empatici e altruisti.

  • 46

    Gruppo di controllo:

    famiglia normale senza disabilità.

  • 47

    Rispetto delle regole:

    gli alunni sono cambiati = il comportamento irrispettoso delle regole rappresenta l'aspetto più eclatante. La vita comunitaria si regge sul rispetto di regole e la loro violazione comporta, da parte degli insegnati forza e fatica per cercare di favorire un clima di classe idoneo.

  • 48

    Fragilità emotiva:

    è la conseguenza di uno sforzo di adeguamento ai continui cambiamenti che il mercato globale impone. Si tratta di un'immersione in un mondo multimediale e tecnologico, ma povero di esperienze educative significative e ciò incide negativamente sullo sviluppo e la crescita degli alunni.

  • 49

    Irrequietezza:

    scarsa capacità di sopportare e subire anche le più piccole imposizioni del mondo esterno.

  • 50

    Incapacità di attenzione:

    continua disattenzione degli alunni verso le modalità comunicative tradizionali poiché attratti dagli strumenti multimediali.

  • 51

    Meccanismi di difesa:

    indifferenza, demotivazione, irrequietezza, sotterfugio e eclissarsi.

  • 52

    La gestione della classe:

    include ciò che l'insegnate mette in atto per promuovere l'interesse, la partecipazione degli allievi.

  • 53

    Il processo educativo inclusivo richiede tra l'altro di:

    evidenziare i bisogni dell'alunno e non i limiti; lavorare sulle risorse, credere sulle possibilità di crescita e sviluppo (educabilità e apprendibilità).

  • 54

    Nei processi educativi d'Alonzo individua i bisogni di:

    sicurezza, competenza, successo, autodeterminazione e appartenenza o di relazione.

  • 55

    Il senso di autoefficacia:

    influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo

  • 56

    Il senso di autoefficacia:

    influenza la prestazione. È l'autopercezione, la convinzione e la fiducia nelle proprie capacità di affrontare una determinata situazione, raggiungere un obiettivo.

  • 57

    Il costrutto di autoefficacia si fonda su:

    performance (prestazioni pratiche); esperienza vicaria (imitazione); persuasioni verbali (importante la fonte di giudizio); stati emotivi.

  • 58

    L'autostima:

    riguarda il giudizio che ognuno attribuisce a se stesso sono concetti diversi ma camminano insieme: chi ha alta autostima ha una buona auto-efficacia; chi ha bassa autostima ha una scarsa auto-efficacia.

  • 59

    Cosa si intente per locus of control (Rotter 1954)?

    Luogo di controllo, è l'atteggiamento mentale grazie al quale si riescono ad influenzare le proprie azioni e i risultati che ne derivano: locus interno o esterno.

  • 60

    Cosa si intende per locus of control interno?

    Un soggetto con locus of control interno è orientato a considerare il futuro come effetto delle proprie azioni e quindi una variabile su cui è possibile intervenire per modificare il corso degli eventi. La persona considera se stessa come causa di successi e di sconfitte (non ho superato l'esame perché non ho studiato abbastanza).

  • 61

    Cosa si intende per locus of control esterno?

    Questo soggetto attribuisce le cause di quanto accade al destino o agli altri o comunque a forze esterne a sé (non ho superato l'esame perchè sono stato sfortunato).

  • 62

    Quali sono gli effetti del locus of control?

    Esterno: atteggiamento passivo, scarsa autonomia, dipendenza dagli altri, sensazione di impotenza, attribuzione dei propri esiti negativi al destino o agli altri, rapida perdita della motivazione. Interno: proattività nella ricerca di soluzioni, fiducia nelle proprie capacità, costanza e tenacia.

  • 63

    Le dimensioni dell'auto efficacia sono:

    l'auto efficacia non è una caratteristica stabile e generale della personalità. Ha 3 dimensioni: generalità (estendibilità delle aspettative, azioni e situazioni simili ad altri contetsi); ampiezza (numero di compiti che una persona ritiene di poter affrontare); forza (fiducia di affrontare i compiti nonostante siano difficili).

  • 64

    Gli stili di attribuzione sono:

    le percezioni soggettive di controllo sugli eventi.