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100問 • 1年前
  • Alessandro Bertorotta
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    問題一覧

  • 1

    Quali effetti produce l’apposizione ad un contratto di una condizione risolutiva impossibile?

    nessun effetto, si da per non apposta

  • 2

    Nella pendenza della condizione cioè nel periodo di tempo in cui è incerto il verificarsi dell’evento che costituisce la condizione medesima, la legge disciplina tale fase stabilendo che:

    i diritti sottoposti sia a condizione sospensiva che risolutiva non possono essere oggetto di atti di disposizione

  • 3

    Si ha avveramento della condizione quando la situazione di incertezza che caratterizza il contratto condizionato, cessa perché l’evento dedotto in condizione si è verificato; ai sensi dell’art. 1360 c.c.:

    gli effetti dell’avveramento della condizione retroagiscono al tempo in cui è stato concluso il contratto

  • 4

    Le parti possono incidere sull'efficacia di un contratto mediante l’apposizione del termine; si definisce termine finale:

    un avvenimento futuro e certo al verificarsi del quale cessano gli effetti del contratto

  • 5

    L’onere è un elemento accidentale del negozio giuridico che si può apporre:

    a tutti i negozi giuridici

  • 6

    L’accettazione della proposta può essere revocata?

    l’accettazione può essere revocata purché la revoca giunga a conoscenza del proponente prima che vi giunga l’accettazione

  • 7

    Nel caso di morte o sopravvenuta incapacità del proponente, l’altra parte può ancora comunicare la sua accettazione perfezionando il contratto?

    sì, nel caso di proposta ferma o irrevocabile ed entro il termine di validità della proposta

  • 8

    Ai sensi dell’art. 1341 c.c., le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti hanno efficacia nei confronti dell'altro:

    solo, se al momento della conclusione del contratto l’altro contraente le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza

  • 9

    Ai fini della validità della proposta contrattuale, si richiedono i seguenti requisiti:

    la proposta deve essere completa

  • 10

    La proposta contrattuale può essere revocata?

    si, purché la revoca sia emessa prima che il proponente abbia avuto conoscenza dell’accettazione

  • 11

    Quando, di regola, un contratto si considera concluso?

    nel momento in cui chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell'accettazione dell'altra parte

  • 12

    Nel nostro ordinamento è previsto un tipo di responsabilità a carico dei soggetti coinvolti nel processo di formazione del contratto?

    sì, tale responsabilità si configura a carico della parte che ha violato l’obbligo di agire secondo buona fede

  • 13

    Si definisce contratto preliminare il contratto che ha per oggetto l’obbligo per le parti di concludere un successivo contratto detto definitivo; in riferimento al contratto preliminare quali delle seguenti affermazioni risulta corretta?

    il contratto preliminare deve contenere tutti gli elementi essenziali del contratto che le parti si obbligano a concludere

  • 14

    Il contratto mediante il quale le parti convengono che una di esse si vincoli a mantenere ferma la sua dichiarazione per un determinato periodo di tempo, attribuendo all'altra parte la facoltà di accettare o meno la proposta si definisce:

    opzione

  • 15

    Con il patto di prelazione:

    il proponente riconosce al destinatario della proposta contrattuale il diritto di decidere, entro un lasso di tempo determinato, se concludere o meno il contratto con la certezza di non vedersi modificati i termini della proposta ricevuta

  • 16

    La facoltà di esercitare il recesso può essere concessa a fronte di un corrispettivo costituito di solito da una somma di denaro; tale corrispettivo si definisce caparra penitenziale quando:

    le parti stabiliscono che la somma di denaro dovrà essere versata dal recedente solo se e quando sarà esercitato il diritto di recesso

  • 17

    Il principio della relatività egli effetti del contratto stabilendo l’impossibilità per il contratto di produrre effetti sulla sfera giuridica dei soggetti terzi si riferisce:

    sia agli effetti diretti che indiretti

  • 18

    Ai sensi dell’art. 1370 c.c., le clausole predisposte da uno dei contraenti nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari, nel dubbio:

    si interpretano contro colui che ha predisposto la clausola e a favore dell'altro contraente

  • 19

    Ai sensi dell’art. 1367 c.c., nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi:

    nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno

  • 20

    Quando nonostante l’applicazione delle regole previste nel Codice Civile (artt. 1362-1370 c.c.), il contratto a titolo oneroso rimanga oscuro, esso deve essere interpretato:

    nel senso che realizzi l'equo contemperamento degli interessi delle parti

  • 21

    Si ha cessione del contratto quando una parte di un contratto originario sostituisce a sé stessa un terzo; la cessione si caratterizza per il fatto che:

    oggetto della cessione sono tutti i rapporti attivi e passivi determinati dal contratto ceduto purché si tratti di un contratto a prestazioni corrispettive non ancora eseguite

  • 22

    Nel contratto per persona da nominare, la persona nominata, che ha espressamente accettato la nomina, diviene parte sostanziale del contratto:

    dal momento della sua accettazione

  • 23

    Si definiscono cause di nullità virtuali del contratto:

    le nullità che derivano dalla violazione di norme imperative

  • 24

    In quale caso il contratto è nullo:

    quando l’oggetto del contratto è indeterminato o indeterminabile

  • 25

    E' un carattere tipico della nullità del contratto:

    l’efficacia retroattiva della dichiarazione di nullità

  • 26

    E’ un carattere tipico dell’annullabilità del contratto:

    la sanabilità

  • 27

    Le cause di annullabilità del contratto possono essere:

    solo testuali cioè l’annullabilità sussiste solo nei casi previsti espressamente dal legislatore

  • 28

    Non è causa di annullabilità del contratto:

    la mancanza della volontà

  • 29

    La rescissione per lesione è possibile:

    purché la sproporzione tra prestazione e controprestazione ecceda la metà del valore che la prestazione eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al momento della conclusione del contratto

  • 30

    La sentenza che accerta l’annullabilità del contratto ha:

    natura costitutiva in quanto non si limita ad accertare la situazione giuridica preesistente, ma la modifica

  • 31

    Non rientra nei presupposti per la rescissione del contratto concluso in stato di pericolo

    una situazione, anche temporanea, di grave difficoltà economica tale da mettere in pericolo il contraente o i suoi beni

  • 32

    L’annullabilità del contratto può essere sanata:

    sia con la convalida che con la prescrizione dell’azione di annullamento

  • 33

    La risoluzione del contratto, ossia lo scioglimento del vincolo contrattuale e la cessazione degli effetti da esso derivanti, è un istituto che opera con riferimento:

    ai soli contratti sinallagmatici o a prestazioni corrispettive

  • 34

    La risoluzione contrattuale per inadempimento ha effetto retroattivo

    solo tra le parti lasciando impregiudicati i diritti acquistati dai terzi

  • 35

    Nei contratti a prestazioni corrispettive, se la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile, l’altra parte può:

    ottenere una corrispondente riduzione della prestazione da lei dovuta o recedere dal contratto, qualora non abbia un interesse apprezzabile all’adempimento parziale

  • 36

    Nei contratti a prestazioni corrispettive, cosa può fare una parte contrattuale di fronte all'inadempimento dell’altra?

    può scegliere se chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto

  • 37

    La clausola risolutiva espressa è una clausola con la quale:

    i contraenti prevedono espressamente che il contratto dovrà considerarsi risolto qualora una determinata obbligazione non venga adempiuta o sia adempiuta con modalità diverse da quelle pattuite

  • 38

    Nel contratto di compravendita, di regola, quando si verifica il trasferimento del diritto di proprietà del bene?

    con lo scambio del consenso dal momento che la compravendita è un contratto consensuale

  • 39

    Con il perfezionarsi del contratto di compravendita, sorge in capo al venditore l’obbligo di prestare garanzia al compratore per i vizi della cosa venduta cioè il venditore deve garantire:

    al compratore che la cosa venduta sia immune da imperfezioni o da alterazioni tali da rendere il bene inidoneo all’uso a cui è destinato

  • 40

    La permuta è un contratto:

    a prestazioni corrispettive

  • 41

    Il contratto di locazione è:

    un contratto, di regola, a forma libera

  • 42

    Nel caso del mandato senza rappresentanza qualora il mandatario non adempia l’obbligo di trasferire con successivo negozio giuridico al mandante gli effetti degli atti compiuti per conto di quest’ultimo, il mandante:

    nel caso di acquisto di beni mobili (non registrati), può rivendicare i beni che sono stati acquistati dal mandatario in nome proprio, ma nell'interesse del mandante stesso

  • 43

    Il contratto di comodato è:

    un contratto reale

  • 44

    Il deposito è:

    il contratto col quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e restituirla in natura

  • 45

    Il contratto con il quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo ed un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta, ma senza essere tenuta a pagare alcun corrispettivo è:

    comodato

  • 46

    Il mutuo NON è:

    un contratto a forma libera

  • 47

    I contratti del consumatore sono quelli conclusi tra il consumatore e il professionista; può godere delle tutele specificatamente previste per il consumatore:

    la persona fisica che compra un bene o un servizio al di fuori di una attività professionale eventualmente svolta,ma al solo fine di soddisfare un proprio bisogno personale

  • 48

    La disciplina a tutela del consumatore vieta le pratiche commerciali scorrette cioè quelle pratiche contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in modo apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio; si definiscono aggressive le pratiche commerciali scorrette:

    quando mirano a condizionare il consumatore limitando la sua libertà di scelta e inducendolo ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso

  • 49

    Una clausola contrattuale può definirsi vessatoria quando:

    determina a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto

  • 50

    Al fine di determinare l'ambito di applicazione delle norme dettate dal Codice al Consumo, si definiscono contratti del consumatore quelli conclusi:

    tra il consumatore e il professionista

  • 51

    Nella ipotesi di responsabilità aggravata l’onere della prova grava:

    sul danneggiato che dovrà dimostrare la colpa o il dolo del danneggiante

  • 52

    Nelle ipotesi in cui l’autore risponde del danno cagionato sulla base del solo nesso di causalità tra fatto ed evento dannoso, indipendentemente dall'aver agito con dolo o con colpa, si individua:

    una responsabilità oggettiva

  • 53

    La legge prevede alcune fattispecie in cui posizione del danneggiante risulta comunque “aggravata” dal momento che, per liberarsi dalla responsabilità per fatto illecito, dovrà fornire la cd. prova liberatoria; rientra nell'ipotesi di responsabilità aggravata:

    la responsabilità del proprietario di un animale o di chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso per i danni cagionati dall'animale sia che fosse sotto la sua custodia sia che fosse smarrito o fuggito

  • 54

    Nel caso della responsabilità extracontrattuale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive:

    nel termine di cinque anni

  • 55

    Nella responsabilità extracontrattuale, di regola, il danneggiato:

    ha l’onere di provare non solo l’esistenza del danno, ma anche il dolo o la colpa del danneggiante

  • 56

    Secondo il disposto dell’art. 2043 è illecito il fatto che provoca un danno ingiusto: per l’orientamento giurisprudenziale prevalente e ormai consolidato si qualifica ingiusto il danno:

    quando si traduce nella lesione di un interesse, che seppur non protetto come diritto soggettivo, risulta comunque tutelato dall'ordinamento giuridico

  • 57

    La cambiale è un titolo di credito:

    all'ordine

  • 58

    La cambiale è un titolo di credito:

    all'ordine

  • 59

    La promessa al pubblico è revocabile?

    sì, ma soltanto per giusta causa e purché la revoca sia resa pubblica nella stessa forma della promessa

  • 60

    Non rientra nelle promesse unilaterali:

    l’offerta al pubblico

  • 61

    Come si definisce la cambiale tratta?

    un titolo di credito che contiene l’ordine che una persona dà ad un’altra di pagare in maniera incondizionata ad un terzo una somma di danaro

  • 62

    Si definiscono titoli di credito all'ordine:

    quei titoli nei quali è inserito il nome di una determinata persona-beneficiaria e che si trasferiscono mediante la consegna e la girata

  • 63

    quei titoli che si trasferiscono con la semplice consegna del titolo

    l’interessato non deve essere in condizioni di poter provvedere personalmente alla gestione dell’affare

  • 64

    Si ha indebito soggettivo quando:

    si paga un debito altrui, credendosi debitore per errore scusabile

  • 65

    Le ipotesi di responsabilità per danni all'incolumità delle persone provocati nello svolgimento e nell'organizzazione di attività sportive possono riguardare:

    anche coloro che svolgono compiti di organizzazione e promozione dell’attività sportiva

  • 66

    Ai fini della determinazione della responsabilità dell’atleta per condotte lesive poste in essere durante lo svolgimento di un’attività sportiva, il discrimine tra condotte giustificate e condotte perseguibili sulla base del superamento del limite del “rischio consentito” viene determinato:

    dal giudice di merito caso per caso in relazione alle caratteristiche tecniche e alle finalità dell’attività sportiva praticata

  • 67

    In riferimento agli eventi dannosi causati dall'atleta all'avversario durante una competizione sportiva, quale di queste affermazioni è corretta?

    nessuna responsabilità per i danni subiti dall'avversario può essere addebitata all'atleta se il comportamento tenuto risulta rispettoso delle "regole tecniche dello sport"

  • 68

    Il rispetto delle regole tecniche dello sport quale criterio per la determinazione del confine di liceità della pratica sportiva e quindi dell’antigiuridicità della condotta dell’atleta, presuppone:

    il rispetto sia delle regole di gioco che delle regole di gara

  • 69

    Si considera illecito sportivo:

    qualsiasi comportamento tenuto durante lo svolgimento di un avvenimento sportivo, posto in essere in violazione delle regole previste nei singoli statuti e nei regolamenti federali e dei principi fondamentali dell’ordinamento sportivo

  • 70

    A causa della atipicità delle attività sportive pericolose, spetterà sempre al giudice individuare, volta per volta, quale attività possa essere considerata pericolosa sia per gli atleti che per i soggetti terzi; secondo gli orientamenti giurisprudenziali dominanti sono considerate, di regola pericolose le seguenti pratiche sportive:

    le competizioni motoristiche su strada

  • 71

    Con riferimento all'art. 2050 c.c., per attività pericolose si intendono:

    anche quelle attività che, pur non essendo specificatamente indicate dal legislatore, si caratterizzano per la potenzialità lesiva superiore al normale insita nella loro natura o nei mezzi adoperati

  • 72

    Nel caso delle attività cd. atipiche, al fine di determinare l'applicabilità o meno dell'art.2050 c.c., l’accertamento del grado di pericolosità insito nell'attività svolta viene valutato:

    dal giudice sulla base di un giudizio ex ante sulla loro probabile potenzialità dannosa

  • 73

    Nell'ipotesi di responsabilità civile ai sensi dell’art. 2050 c.c., l’onere della prova grava:

    sul danneggiante che dovrà dimostrare di aver adottato preventivamente ogni cautela o misura atta ad evitare l’evento dannoso.

  • 74

    Ai fini della determinazione dei limiti del rischio consentito e del grado di responsabilità dell’atleta, viene fatto riferimento al concetto di "violenza sportiva di base"; tale concetto individua:

    la violenza ammessa e tollerata in virtù di quanto previsto dal regolamento che disciplina una specifica pratica sportiva

  • 75

    Secondo un’elaborazione dottrinale, basata su un’ampia casistica giurisprudenziale, è uno "sport a violenza eventuale":

    basket

  • 76

    Secondo un’elaborazione dottrinale, basata su un’ampia casistica giurisprudenziale, non è uno sport “a violenza necessaria”:

    basket

  • 77

    Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, per gli eventi dannosi causati all'avversario nell'esercizio di sport a violenza eventuale o necessaria, all'atleta autore della condotta lesiva:

    non può essere addebitata nessuna responsabilità soltanto se il comportamento tenuto risulta rispettoso delle regole tecniche imposte dal regolamento della disciplina pratica

  • 78

    Ai fini della determinazione della colpevolezza dell’atleta per eventi lesivi posti in essere nell'esercizio dell’attività sportiva, si definisce doloso un comportamento quando:

    la gara sia stata soltanto l’occasione in cui viene posta in essere l’azione volta a cagionare l’evento lesivo

  • 79

    Ai fini della determinazione della colpevolezza dell’atleta per eventi lesivi posti in essere nell'esercizio dell’attività sportiva, si ha un comportamento colposo:

    quando la condotta dell’atleta-danneggiante è caratterizzata dal mancato rispetto delle regole o dall'inosservanza dei principi di prudenza, diligenza e perizia commisurati agli standard dell’atleta medio

  • 80

    Per gli eventi dannosi causati all'avversario durante una competizione sportiva non violenta, la condotta lesiva dell’atleta:

    non è riconducibile alla responsabilità ex art 2043 c.c. se sussiste l’esimente sportiva del rischio consentito

  • 81

    E’ ormai pacifico che gli allenatori, gli istruttori e i maestri di sport possano essere equiparati ai precettori e a coloro che insegnano un mestiere o un’arte, pertanto risponderanno, ai sensi dell’art. 2048 c.c., del danno cagionato a soggetti terzi dal fatto illecito dei loro allievi nel periodo in cui erano sottoposti alla loro sorveglianza, se non dimostrano:

    di non aver potuto impedire il fatto pur avendo adottato in via preventiva tutte le misure idonee ad evitarlo

  • 82

    In materia di responsabilità civile, alle società e alle associazioni sportive:

    può essere addebitata una responsabilità indiretta verso i soggetti terzi per fatti posti in essere dai propri tesserati o incaricati

  • 83

    Secondo un orientamento giurisprudenziale consolidato, l’istruttore risponde dei danni cagionati dall'allievo a se stesso:

    solo a titolo di responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 c.c.

  • 84

    I maestri sportivi, gli istruttori e gli allenatori possono essere chiamati a rispondere del danno cagionato a soggetti terzi dall'allievo durante la pratica sportiva:

    ai sensi dell’art. 2048 c.c. anche se nell'illecito compiuto nel periodo di sorveglianza sia coinvolto un minore purché capace di intendere e di volere

  • 85

    La responsabilità del gestore di impianti sportivi per i danni subiti da coloro che a vario titolo vi accedono, può configurarsi:

    anche come responsabilità extracontrattuale speciale ex art. 2051 c.c. per i danni cagionati dalle cose che si hanno in custodia salvo che provi il caso fortuito

  • 86

    Nel caso in cui titolarità della gestione dell’impianto sportivo non coincida con la proprietà:

    il proprietario risponderà comunque dei danni cagionati da un cedimento strutturale dell’impianto ai sensi dell’art. 2053 c.c.

  • 87

    La gestione dell’impianto sportivo deve essere effettuata secondo i canoni di efficienza e funzionalità, al fine di garantirne lo svolgimento dell’attività sportiva in condizioni di sicurezza per tutti gli utenti; la responsabilità del mantenimento delle condizioni di sicurezza dell’impianto sportivo:

    spetta esclusivamente al titolare della gestione

  • 88

    Si definisce gestore dell’impianto sportivo:

    la persona fisica o giuridica che mette a disposizione degli atleti e degli spettatori spazi, locali e impianti destinati allo svolgimento di attività sportive aventi carattere anche non agonistico

  • 89

    Ai sensi dell’art. 2049 c.c. l’organizzatore di eventi sportivi è responsabile anche per i fatti lesivi posti in essere dai suoi ausiliari a danno di soggetti terzi; in tal caso si configura:

    un’imputazione oggettiva della responsabilità in capo all’organizzatore della manifestazione sportiva purché la condotta lesiva sia stata posta in essere dagli ausiliari nell’espletamento delle loro mansioni

  • 90

    Secondo l’orientamento dottrinale fortemente maggioritario, l’organizzatore di manifestazioni sportive quale titolare di tutte responsabilità civili, penali, amministrative può essere:

    anche una persona fisica

  • 91

    L’organizzatore di eventi sportivi risponde dei danni subiti dagli spettatori:

    anche a titolo di responsabilità extracontrattuale o aquiliana

  • 92

    L’organizzatore della manifestazione sportiva è tenuto a tutelare l’atleta; quale di queste affermazioni non è corretta?

    l’organizzatore ha l’obbligo di predisporre gare tra atleti del medesimo tipo in modo da evitare che lo squilibrio tra competitori possa causare eventi lesivi

  • 93

    La posizione di coloro che riconoscono natura autonoma al rapporto di lavoro sportivo, trova fondamento:

    nella considerazione dei diversi scopi cui tendono l’atleta e la società presso la quale lo sportivo presta la sua attività

  • 94

    Secondo il disposto dell’art. 2 della legge n. 91/1981, per riconoscere ad uno sportivo lo status di professionista in primo luogo è necessario che risulti tesserato presso società che svolgono attività sportive professionistiche rappresentate da Federazioni nazionali facenti parte del CONI; attualmente ha optato per tale riconoscimento:

    la Federazione Italiana Nuoto

  • 95

    Ai sensi del secondo comma dell’art. 3, si riconosce al rapporto di lavoro sportivo degli atleti professionisti, natura autonoma:

    qualora l'attività sia svolta nell'ambito di una singola manifestazione sportiva o di più manifestazioni tra loro collegate in un breve periodo di tempo

  • 96

    La legge n. 91 del 23 marzo 1981, recante “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”, qualifica il rapporto di lavoro intercorrente tra gli sportivi professionisti e le società:

    di regola come lavoro subordinato salvo considerarlo come lavoro autonomo in presenza di particolari circostanze

  • 97

    In riferimento all'istituto del vincolo sportivo, quali di queste affermazioni non è corretta:

    la legge 91/81 ha introdotto l'abolizione del cd. vincolo sportivo limitatamente agli sportivi professionisti

  • 98

    La sentenza Bosman ha prodotto un effetto dirompente nell'assetto organizzativo dello sport, così il legislatore interno è dovuto intervenire introducendo:

    l’abolizione dell’obbligo del pagamento dell'indennità di preparazione e promozione seppur limitatamente ai trasferimenti posti in essere tra società appartenenti ad uno stesso Stato membro

  • 99

    Con la sentenza Bosman, la Corte di Giustizia ha sancito:

    l'illegittimità delle “indennità di trasferimento, di formazione o di promozione” nel caso di trasferimento di un calciatore dalla squadra di un Paese comunitario a quello di un altro Paese comunitario

  • 100

    La legge 586/1996, emanata per adeguare la normativa vigente in materia alle novità introdotte dalla sentenza Bosman, ha previsto l’introduzione a favore delle società sportive del cd. premio di addestramento e formazione tecnica; tale premio:

    è dovuto obbligatoriamente, ma soltanto nel caso del primo contratto di lavoro professionistico da parte dell’atleta "non professionista"

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    100問 • 2年前
    Alessandro Bertorotta

    fisiologia umana e dello sport 3

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    Alessandro Bertorotta · 100問 · 2年前

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    100問 • 2年前
    Alessandro Bertorotta

    fisiologia umana e dello sport 4

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    fisiologia umana e dello sport 4

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    100問 • 2年前
    Alessandro Bertorotta

    問題一覧

  • 1

    Quali effetti produce l’apposizione ad un contratto di una condizione risolutiva impossibile?

    nessun effetto, si da per non apposta

  • 2

    Nella pendenza della condizione cioè nel periodo di tempo in cui è incerto il verificarsi dell’evento che costituisce la condizione medesima, la legge disciplina tale fase stabilendo che:

    i diritti sottoposti sia a condizione sospensiva che risolutiva non possono essere oggetto di atti di disposizione

  • 3

    Si ha avveramento della condizione quando la situazione di incertezza che caratterizza il contratto condizionato, cessa perché l’evento dedotto in condizione si è verificato; ai sensi dell’art. 1360 c.c.:

    gli effetti dell’avveramento della condizione retroagiscono al tempo in cui è stato concluso il contratto

  • 4

    Le parti possono incidere sull'efficacia di un contratto mediante l’apposizione del termine; si definisce termine finale:

    un avvenimento futuro e certo al verificarsi del quale cessano gli effetti del contratto

  • 5

    L’onere è un elemento accidentale del negozio giuridico che si può apporre:

    a tutti i negozi giuridici

  • 6

    L’accettazione della proposta può essere revocata?

    l’accettazione può essere revocata purché la revoca giunga a conoscenza del proponente prima che vi giunga l’accettazione

  • 7

    Nel caso di morte o sopravvenuta incapacità del proponente, l’altra parte può ancora comunicare la sua accettazione perfezionando il contratto?

    sì, nel caso di proposta ferma o irrevocabile ed entro il termine di validità della proposta

  • 8

    Ai sensi dell’art. 1341 c.c., le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti hanno efficacia nei confronti dell'altro:

    solo, se al momento della conclusione del contratto l’altro contraente le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza

  • 9

    Ai fini della validità della proposta contrattuale, si richiedono i seguenti requisiti:

    la proposta deve essere completa

  • 10

    La proposta contrattuale può essere revocata?

    si, purché la revoca sia emessa prima che il proponente abbia avuto conoscenza dell’accettazione

  • 11

    Quando, di regola, un contratto si considera concluso?

    nel momento in cui chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell'accettazione dell'altra parte

  • 12

    Nel nostro ordinamento è previsto un tipo di responsabilità a carico dei soggetti coinvolti nel processo di formazione del contratto?

    sì, tale responsabilità si configura a carico della parte che ha violato l’obbligo di agire secondo buona fede

  • 13

    Si definisce contratto preliminare il contratto che ha per oggetto l’obbligo per le parti di concludere un successivo contratto detto definitivo; in riferimento al contratto preliminare quali delle seguenti affermazioni risulta corretta?

    il contratto preliminare deve contenere tutti gli elementi essenziali del contratto che le parti si obbligano a concludere

  • 14

    Il contratto mediante il quale le parti convengono che una di esse si vincoli a mantenere ferma la sua dichiarazione per un determinato periodo di tempo, attribuendo all'altra parte la facoltà di accettare o meno la proposta si definisce:

    opzione

  • 15

    Con il patto di prelazione:

    il proponente riconosce al destinatario della proposta contrattuale il diritto di decidere, entro un lasso di tempo determinato, se concludere o meno il contratto con la certezza di non vedersi modificati i termini della proposta ricevuta

  • 16

    La facoltà di esercitare il recesso può essere concessa a fronte di un corrispettivo costituito di solito da una somma di denaro; tale corrispettivo si definisce caparra penitenziale quando:

    le parti stabiliscono che la somma di denaro dovrà essere versata dal recedente solo se e quando sarà esercitato il diritto di recesso

  • 17

    Il principio della relatività egli effetti del contratto stabilendo l’impossibilità per il contratto di produrre effetti sulla sfera giuridica dei soggetti terzi si riferisce:

    sia agli effetti diretti che indiretti

  • 18

    Ai sensi dell’art. 1370 c.c., le clausole predisposte da uno dei contraenti nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari, nel dubbio:

    si interpretano contro colui che ha predisposto la clausola e a favore dell'altro contraente

  • 19

    Ai sensi dell’art. 1367 c.c., nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi:

    nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno

  • 20

    Quando nonostante l’applicazione delle regole previste nel Codice Civile (artt. 1362-1370 c.c.), il contratto a titolo oneroso rimanga oscuro, esso deve essere interpretato:

    nel senso che realizzi l'equo contemperamento degli interessi delle parti

  • 21

    Si ha cessione del contratto quando una parte di un contratto originario sostituisce a sé stessa un terzo; la cessione si caratterizza per il fatto che:

    oggetto della cessione sono tutti i rapporti attivi e passivi determinati dal contratto ceduto purché si tratti di un contratto a prestazioni corrispettive non ancora eseguite

  • 22

    Nel contratto per persona da nominare, la persona nominata, che ha espressamente accettato la nomina, diviene parte sostanziale del contratto:

    dal momento della sua accettazione

  • 23

    Si definiscono cause di nullità virtuali del contratto:

    le nullità che derivano dalla violazione di norme imperative

  • 24

    In quale caso il contratto è nullo:

    quando l’oggetto del contratto è indeterminato o indeterminabile

  • 25

    E' un carattere tipico della nullità del contratto:

    l’efficacia retroattiva della dichiarazione di nullità

  • 26

    E’ un carattere tipico dell’annullabilità del contratto:

    la sanabilità

  • 27

    Le cause di annullabilità del contratto possono essere:

    solo testuali cioè l’annullabilità sussiste solo nei casi previsti espressamente dal legislatore

  • 28

    Non è causa di annullabilità del contratto:

    la mancanza della volontà

  • 29

    La rescissione per lesione è possibile:

    purché la sproporzione tra prestazione e controprestazione ecceda la metà del valore che la prestazione eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al momento della conclusione del contratto

  • 30

    La sentenza che accerta l’annullabilità del contratto ha:

    natura costitutiva in quanto non si limita ad accertare la situazione giuridica preesistente, ma la modifica

  • 31

    Non rientra nei presupposti per la rescissione del contratto concluso in stato di pericolo

    una situazione, anche temporanea, di grave difficoltà economica tale da mettere in pericolo il contraente o i suoi beni

  • 32

    L’annullabilità del contratto può essere sanata:

    sia con la convalida che con la prescrizione dell’azione di annullamento

  • 33

    La risoluzione del contratto, ossia lo scioglimento del vincolo contrattuale e la cessazione degli effetti da esso derivanti, è un istituto che opera con riferimento:

    ai soli contratti sinallagmatici o a prestazioni corrispettive

  • 34

    La risoluzione contrattuale per inadempimento ha effetto retroattivo

    solo tra le parti lasciando impregiudicati i diritti acquistati dai terzi

  • 35

    Nei contratti a prestazioni corrispettive, se la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile, l’altra parte può:

    ottenere una corrispondente riduzione della prestazione da lei dovuta o recedere dal contratto, qualora non abbia un interesse apprezzabile all’adempimento parziale

  • 36

    Nei contratti a prestazioni corrispettive, cosa può fare una parte contrattuale di fronte all'inadempimento dell’altra?

    può scegliere se chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto

  • 37

    La clausola risolutiva espressa è una clausola con la quale:

    i contraenti prevedono espressamente che il contratto dovrà considerarsi risolto qualora una determinata obbligazione non venga adempiuta o sia adempiuta con modalità diverse da quelle pattuite

  • 38

    Nel contratto di compravendita, di regola, quando si verifica il trasferimento del diritto di proprietà del bene?

    con lo scambio del consenso dal momento che la compravendita è un contratto consensuale

  • 39

    Con il perfezionarsi del contratto di compravendita, sorge in capo al venditore l’obbligo di prestare garanzia al compratore per i vizi della cosa venduta cioè il venditore deve garantire:

    al compratore che la cosa venduta sia immune da imperfezioni o da alterazioni tali da rendere il bene inidoneo all’uso a cui è destinato

  • 40

    La permuta è un contratto:

    a prestazioni corrispettive

  • 41

    Il contratto di locazione è:

    un contratto, di regola, a forma libera

  • 42

    Nel caso del mandato senza rappresentanza qualora il mandatario non adempia l’obbligo di trasferire con successivo negozio giuridico al mandante gli effetti degli atti compiuti per conto di quest’ultimo, il mandante:

    nel caso di acquisto di beni mobili (non registrati), può rivendicare i beni che sono stati acquistati dal mandatario in nome proprio, ma nell'interesse del mandante stesso

  • 43

    Il contratto di comodato è:

    un contratto reale

  • 44

    Il deposito è:

    il contratto col quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e restituirla in natura

  • 45

    Il contratto con il quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo ed un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta, ma senza essere tenuta a pagare alcun corrispettivo è:

    comodato

  • 46

    Il mutuo NON è:

    un contratto a forma libera

  • 47

    I contratti del consumatore sono quelli conclusi tra il consumatore e il professionista; può godere delle tutele specificatamente previste per il consumatore:

    la persona fisica che compra un bene o un servizio al di fuori di una attività professionale eventualmente svolta,ma al solo fine di soddisfare un proprio bisogno personale

  • 48

    La disciplina a tutela del consumatore vieta le pratiche commerciali scorrette cioè quelle pratiche contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in modo apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio; si definiscono aggressive le pratiche commerciali scorrette:

    quando mirano a condizionare il consumatore limitando la sua libertà di scelta e inducendolo ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso

  • 49

    Una clausola contrattuale può definirsi vessatoria quando:

    determina a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto

  • 50

    Al fine di determinare l'ambito di applicazione delle norme dettate dal Codice al Consumo, si definiscono contratti del consumatore quelli conclusi:

    tra il consumatore e il professionista

  • 51

    Nella ipotesi di responsabilità aggravata l’onere della prova grava:

    sul danneggiato che dovrà dimostrare la colpa o il dolo del danneggiante

  • 52

    Nelle ipotesi in cui l’autore risponde del danno cagionato sulla base del solo nesso di causalità tra fatto ed evento dannoso, indipendentemente dall'aver agito con dolo o con colpa, si individua:

    una responsabilità oggettiva

  • 53

    La legge prevede alcune fattispecie in cui posizione del danneggiante risulta comunque “aggravata” dal momento che, per liberarsi dalla responsabilità per fatto illecito, dovrà fornire la cd. prova liberatoria; rientra nell'ipotesi di responsabilità aggravata:

    la responsabilità del proprietario di un animale o di chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso per i danni cagionati dall'animale sia che fosse sotto la sua custodia sia che fosse smarrito o fuggito

  • 54

    Nel caso della responsabilità extracontrattuale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive:

    nel termine di cinque anni

  • 55

    Nella responsabilità extracontrattuale, di regola, il danneggiato:

    ha l’onere di provare non solo l’esistenza del danno, ma anche il dolo o la colpa del danneggiante

  • 56

    Secondo il disposto dell’art. 2043 è illecito il fatto che provoca un danno ingiusto: per l’orientamento giurisprudenziale prevalente e ormai consolidato si qualifica ingiusto il danno:

    quando si traduce nella lesione di un interesse, che seppur non protetto come diritto soggettivo, risulta comunque tutelato dall'ordinamento giuridico

  • 57

    La cambiale è un titolo di credito:

    all'ordine

  • 58

    La cambiale è un titolo di credito:

    all'ordine

  • 59

    La promessa al pubblico è revocabile?

    sì, ma soltanto per giusta causa e purché la revoca sia resa pubblica nella stessa forma della promessa

  • 60

    Non rientra nelle promesse unilaterali:

    l’offerta al pubblico

  • 61

    Come si definisce la cambiale tratta?

    un titolo di credito che contiene l’ordine che una persona dà ad un’altra di pagare in maniera incondizionata ad un terzo una somma di danaro

  • 62

    Si definiscono titoli di credito all'ordine:

    quei titoli nei quali è inserito il nome di una determinata persona-beneficiaria e che si trasferiscono mediante la consegna e la girata

  • 63

    quei titoli che si trasferiscono con la semplice consegna del titolo

    l’interessato non deve essere in condizioni di poter provvedere personalmente alla gestione dell’affare

  • 64

    Si ha indebito soggettivo quando:

    si paga un debito altrui, credendosi debitore per errore scusabile

  • 65

    Le ipotesi di responsabilità per danni all'incolumità delle persone provocati nello svolgimento e nell'organizzazione di attività sportive possono riguardare:

    anche coloro che svolgono compiti di organizzazione e promozione dell’attività sportiva

  • 66

    Ai fini della determinazione della responsabilità dell’atleta per condotte lesive poste in essere durante lo svolgimento di un’attività sportiva, il discrimine tra condotte giustificate e condotte perseguibili sulla base del superamento del limite del “rischio consentito” viene determinato:

    dal giudice di merito caso per caso in relazione alle caratteristiche tecniche e alle finalità dell’attività sportiva praticata

  • 67

    In riferimento agli eventi dannosi causati dall'atleta all'avversario durante una competizione sportiva, quale di queste affermazioni è corretta?

    nessuna responsabilità per i danni subiti dall'avversario può essere addebitata all'atleta se il comportamento tenuto risulta rispettoso delle "regole tecniche dello sport"

  • 68

    Il rispetto delle regole tecniche dello sport quale criterio per la determinazione del confine di liceità della pratica sportiva e quindi dell’antigiuridicità della condotta dell’atleta, presuppone:

    il rispetto sia delle regole di gioco che delle regole di gara

  • 69

    Si considera illecito sportivo:

    qualsiasi comportamento tenuto durante lo svolgimento di un avvenimento sportivo, posto in essere in violazione delle regole previste nei singoli statuti e nei regolamenti federali e dei principi fondamentali dell’ordinamento sportivo

  • 70

    A causa della atipicità delle attività sportive pericolose, spetterà sempre al giudice individuare, volta per volta, quale attività possa essere considerata pericolosa sia per gli atleti che per i soggetti terzi; secondo gli orientamenti giurisprudenziali dominanti sono considerate, di regola pericolose le seguenti pratiche sportive:

    le competizioni motoristiche su strada

  • 71

    Con riferimento all'art. 2050 c.c., per attività pericolose si intendono:

    anche quelle attività che, pur non essendo specificatamente indicate dal legislatore, si caratterizzano per la potenzialità lesiva superiore al normale insita nella loro natura o nei mezzi adoperati

  • 72

    Nel caso delle attività cd. atipiche, al fine di determinare l'applicabilità o meno dell'art.2050 c.c., l’accertamento del grado di pericolosità insito nell'attività svolta viene valutato:

    dal giudice sulla base di un giudizio ex ante sulla loro probabile potenzialità dannosa

  • 73

    Nell'ipotesi di responsabilità civile ai sensi dell’art. 2050 c.c., l’onere della prova grava:

    sul danneggiante che dovrà dimostrare di aver adottato preventivamente ogni cautela o misura atta ad evitare l’evento dannoso.

  • 74

    Ai fini della determinazione dei limiti del rischio consentito e del grado di responsabilità dell’atleta, viene fatto riferimento al concetto di "violenza sportiva di base"; tale concetto individua:

    la violenza ammessa e tollerata in virtù di quanto previsto dal regolamento che disciplina una specifica pratica sportiva

  • 75

    Secondo un’elaborazione dottrinale, basata su un’ampia casistica giurisprudenziale, è uno "sport a violenza eventuale":

    basket

  • 76

    Secondo un’elaborazione dottrinale, basata su un’ampia casistica giurisprudenziale, non è uno sport “a violenza necessaria”:

    basket

  • 77

    Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, per gli eventi dannosi causati all'avversario nell'esercizio di sport a violenza eventuale o necessaria, all'atleta autore della condotta lesiva:

    non può essere addebitata nessuna responsabilità soltanto se il comportamento tenuto risulta rispettoso delle regole tecniche imposte dal regolamento della disciplina pratica

  • 78

    Ai fini della determinazione della colpevolezza dell’atleta per eventi lesivi posti in essere nell'esercizio dell’attività sportiva, si definisce doloso un comportamento quando:

    la gara sia stata soltanto l’occasione in cui viene posta in essere l’azione volta a cagionare l’evento lesivo

  • 79

    Ai fini della determinazione della colpevolezza dell’atleta per eventi lesivi posti in essere nell'esercizio dell’attività sportiva, si ha un comportamento colposo:

    quando la condotta dell’atleta-danneggiante è caratterizzata dal mancato rispetto delle regole o dall'inosservanza dei principi di prudenza, diligenza e perizia commisurati agli standard dell’atleta medio

  • 80

    Per gli eventi dannosi causati all'avversario durante una competizione sportiva non violenta, la condotta lesiva dell’atleta:

    non è riconducibile alla responsabilità ex art 2043 c.c. se sussiste l’esimente sportiva del rischio consentito

  • 81

    E’ ormai pacifico che gli allenatori, gli istruttori e i maestri di sport possano essere equiparati ai precettori e a coloro che insegnano un mestiere o un’arte, pertanto risponderanno, ai sensi dell’art. 2048 c.c., del danno cagionato a soggetti terzi dal fatto illecito dei loro allievi nel periodo in cui erano sottoposti alla loro sorveglianza, se non dimostrano:

    di non aver potuto impedire il fatto pur avendo adottato in via preventiva tutte le misure idonee ad evitarlo

  • 82

    In materia di responsabilità civile, alle società e alle associazioni sportive:

    può essere addebitata una responsabilità indiretta verso i soggetti terzi per fatti posti in essere dai propri tesserati o incaricati

  • 83

    Secondo un orientamento giurisprudenziale consolidato, l’istruttore risponde dei danni cagionati dall'allievo a se stesso:

    solo a titolo di responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 c.c.

  • 84

    I maestri sportivi, gli istruttori e gli allenatori possono essere chiamati a rispondere del danno cagionato a soggetti terzi dall'allievo durante la pratica sportiva:

    ai sensi dell’art. 2048 c.c. anche se nell'illecito compiuto nel periodo di sorveglianza sia coinvolto un minore purché capace di intendere e di volere

  • 85

    La responsabilità del gestore di impianti sportivi per i danni subiti da coloro che a vario titolo vi accedono, può configurarsi:

    anche come responsabilità extracontrattuale speciale ex art. 2051 c.c. per i danni cagionati dalle cose che si hanno in custodia salvo che provi il caso fortuito

  • 86

    Nel caso in cui titolarità della gestione dell’impianto sportivo non coincida con la proprietà:

    il proprietario risponderà comunque dei danni cagionati da un cedimento strutturale dell’impianto ai sensi dell’art. 2053 c.c.

  • 87

    La gestione dell’impianto sportivo deve essere effettuata secondo i canoni di efficienza e funzionalità, al fine di garantirne lo svolgimento dell’attività sportiva in condizioni di sicurezza per tutti gli utenti; la responsabilità del mantenimento delle condizioni di sicurezza dell’impianto sportivo:

    spetta esclusivamente al titolare della gestione

  • 88

    Si definisce gestore dell’impianto sportivo:

    la persona fisica o giuridica che mette a disposizione degli atleti e degli spettatori spazi, locali e impianti destinati allo svolgimento di attività sportive aventi carattere anche non agonistico

  • 89

    Ai sensi dell’art. 2049 c.c. l’organizzatore di eventi sportivi è responsabile anche per i fatti lesivi posti in essere dai suoi ausiliari a danno di soggetti terzi; in tal caso si configura:

    un’imputazione oggettiva della responsabilità in capo all’organizzatore della manifestazione sportiva purché la condotta lesiva sia stata posta in essere dagli ausiliari nell’espletamento delle loro mansioni

  • 90

    Secondo l’orientamento dottrinale fortemente maggioritario, l’organizzatore di manifestazioni sportive quale titolare di tutte responsabilità civili, penali, amministrative può essere:

    anche una persona fisica

  • 91

    L’organizzatore di eventi sportivi risponde dei danni subiti dagli spettatori:

    anche a titolo di responsabilità extracontrattuale o aquiliana

  • 92

    L’organizzatore della manifestazione sportiva è tenuto a tutelare l’atleta; quale di queste affermazioni non è corretta?

    l’organizzatore ha l’obbligo di predisporre gare tra atleti del medesimo tipo in modo da evitare che lo squilibrio tra competitori possa causare eventi lesivi

  • 93

    La posizione di coloro che riconoscono natura autonoma al rapporto di lavoro sportivo, trova fondamento:

    nella considerazione dei diversi scopi cui tendono l’atleta e la società presso la quale lo sportivo presta la sua attività

  • 94

    Secondo il disposto dell’art. 2 della legge n. 91/1981, per riconoscere ad uno sportivo lo status di professionista in primo luogo è necessario che risulti tesserato presso società che svolgono attività sportive professionistiche rappresentate da Federazioni nazionali facenti parte del CONI; attualmente ha optato per tale riconoscimento:

    la Federazione Italiana Nuoto

  • 95

    Ai sensi del secondo comma dell’art. 3, si riconosce al rapporto di lavoro sportivo degli atleti professionisti, natura autonoma:

    qualora l'attività sia svolta nell'ambito di una singola manifestazione sportiva o di più manifestazioni tra loro collegate in un breve periodo di tempo

  • 96

    La legge n. 91 del 23 marzo 1981, recante “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”, qualifica il rapporto di lavoro intercorrente tra gli sportivi professionisti e le società:

    di regola come lavoro subordinato salvo considerarlo come lavoro autonomo in presenza di particolari circostanze

  • 97

    In riferimento all'istituto del vincolo sportivo, quali di queste affermazioni non è corretta:

    la legge 91/81 ha introdotto l'abolizione del cd. vincolo sportivo limitatamente agli sportivi professionisti

  • 98

    La sentenza Bosman ha prodotto un effetto dirompente nell'assetto organizzativo dello sport, così il legislatore interno è dovuto intervenire introducendo:

    l’abolizione dell’obbligo del pagamento dell'indennità di preparazione e promozione seppur limitatamente ai trasferimenti posti in essere tra società appartenenti ad uno stesso Stato membro

  • 99

    Con la sentenza Bosman, la Corte di Giustizia ha sancito:

    l'illegittimità delle “indennità di trasferimento, di formazione o di promozione” nel caso di trasferimento di un calciatore dalla squadra di un Paese comunitario a quello di un altro Paese comunitario

  • 100

    La legge 586/1996, emanata per adeguare la normativa vigente in materia alle novità introdotte dalla sentenza Bosman, ha previsto l’introduzione a favore delle società sportive del cd. premio di addestramento e formazione tecnica; tale premio:

    è dovuto obbligatoriamente, ma soltanto nel caso del primo contratto di lavoro professionistico da parte dell’atleta "non professionista"