test 3

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100問 • 2年前
  • Eleonora Conforti
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    問題一覧

  • 1

    201 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza

    Si, sempre qualora l’illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l’esodo degli occupanti.

  • 2

    202 Negli ambiti ove l’attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali, …) eventuali gradini lungo le vie d’esodo devono essere provvisti di illuminazione

    Si, sempre con idonea illuminazione “segnapasso” dei gradini

  • 3

    203 Il sistema d’esodo in un’attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l’evacuazione dall’incendio, il numero minimo di vie d’esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato

    Si, in funzione del rischio di incendio e dell’affollamento

  • 4

    204 Le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell’attività

    Si, a seconda del profilo di rischio dell’attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri

  • 5

    205 Gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell’attività

    Si, a seconda del profilo di rischio dell’attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri

  • 6

    206 In un luogo con affollamento dell’ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m)

    Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili

  • 7

    207 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm)

    Si, a condizione che l’affollamento dell’ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti

  • 8

    208 In un luogo con affollamento dell’ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m)

    Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili

  • 9

    209 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm)

    Si, a condizione che l’affollamento dell’ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti

  • 10

    210 Le vie di esodo devono avere un’altezza minima di 2 metri

    Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti

  • 11

    211 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell’esodo:

    Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità: spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro

  • 12

    212 La misura antincendio “Rilevazione ed allarme” ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un’attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l’allarme al fine di

    Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti

  • 13

    213 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono

    Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l’allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell’incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …)

  • 14

    214 La rivelazione e la diffusione dell’allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti

    Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza

  • 15

    215 I punti di segnalazione manuale a servizio di un impianto IRAI (rilevazione e allarme incendio

    devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio

  • 16

    216 I punti di segnalazione manuale a servizio di un impianto IRAI (rilevazione e allarme incendio

    devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili

  • 17

    217 i punti di segnalazione manuale a servizio di un impianto IRAI (rilevazione e allarme incendio), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l’allarme d’incendio

    dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio.

  • 18

    218 La progettazione della misura antincendio “Controllo Fumo e Calore” ha come scopo

    l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per consentire il controllo, l’evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio

  • 19

    219 Il “Controllo Fumo e Calore” si attua attraverso la realizzazione di

    aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l’evacuazione di fumo e calore (SEFC)

  • 20

    220 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l’esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell’attività (es. finestre, lucernari, porte,…)

    si

  • 21

    221 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall’ostruzione accidentale durante l’esercizio dell’attività

    Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell’attività

  • 22

    222 Lo smaltimento di fumo e calore d’emergenza ha la sola funzione di facilitare l’opera di estinzione dei soccorritori

    si

  • 23

    223 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d’emergenza possono essere solo di tipo “permanentemente aperte”

    No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente (policarbonato, PMMA,…) o con possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso

  • 24

    224 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d’emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali

    Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi

  • 25

    225 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d’emergenza

    Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l’opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell’incendio

  • 26

    226 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC)

    creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 27

    227 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore

    vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 28

    228 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell’incendio

    Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 29

    229 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell’ambito protetto

    Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 30

    230 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell’ambiente protetto

    Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 31

    231 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC

    si

  • 32

    232 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC

    prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all’altezza di una persona

  • 33

    233 La misura “Controllo dell’incendio”

    ha come scopo l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per fronteggiare gli eventuali incendi

  • 34

    234 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento

    Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti

  • 35

    235 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell’incendio sono

    gli estintori d’incendio e gli impianti di protezione attiva contro l’incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …)

  • 36

    236 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell’incendio hanno come scopo

    Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti

  • 37

    237 Il presidio antincendio “sprinkler” svolge prioritariamente un’azione di controllo dell’incendio, cioè

    riesce a mantenere l’incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute

  • 38

    238 gli estintori

    Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d’incendio

  • 39

    239 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro

    Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d’incendio

  • 40

    240 La prestazione di un estintore, cioè la “grandezza dell’incendio” che è in grado di estinguere

    È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell’incendio è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B)

  • 41

    241 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d’incendio

    Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in “estintori portatili” ed “estintori carrellati”

  • 42

    242 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d’incendio

    Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg

  • 43

    243 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d’incendio

    Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg

  • 44

    244 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico

    Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri

  • 45

    245 Un estintore è caratterizzato dall’agente estinguente che contiene

    Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d’acqua (schiuma) ed a “clean agent”)

  • 46

    246 Gli estintori portatili sono idonei all’utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche

    si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l’agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica)

  • 47

    247 Gli estintori portatili a base d’acqua sono idonei all’utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche

    Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se superano la “prova dielettrica” prevista dalla norma sugli estintori UNI 31 -7

  • 48

    248 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro

    deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, …).

  • 49

    249 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B

    è opportuno l’utilizzo di estintori a base d’acqua (estintori idrici)

  • 50

    250 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l’uso immediato

    Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d’esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico

  • 51

    251 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi

    Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita)

  • 52

    252 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili)

    si

  • 53

    253 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate

    ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio

  • 54

    254 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l’uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza

    Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato)

  • 55

    255 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo

    Il punto di installazione di un estintore portatile

  • 56

    256 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo

    Il punto di installazione di un estintore carrellato

  • 57

    257 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al “controllo dell’incendio

    sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale

  • 58

    258 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all’aperto

    Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all’interno di opere da costruzione, e all’aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all’aperto

  • 59

    259 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali

    alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori

  • 60

    260 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all’interno di opere da costruzione, si dividono in:

    idranti a muro di DN 45 (φ = 45 mm) o naspi di DN 25 (φ = 25 mm)

  • 61

    261 La tubazione flessibile degli “idranti a muro DN 45 (φ = 45 mm)” è in genere lunga

    20 metri

  • 62

    262 La tubazione semirigida dei “naspi DN 25 (φ = 25 mm)” ha una lunghezza massima di

    30 metri

  • 63

    263 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell’incendio adottati nella misura “controllo dell’incendio” possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere …)

    Si, in relazione alla classe dell’incendio e al rischio di incendio presente nell’attività

  • 64

    264 Un impianto automatico a pioggia sprinkler

    serve ad assicurare una pronta risposta all’incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale

  • 65

    265 Gli ugelli regolatori distribuiti sull’area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler

    Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si “rompono” consentendo all’acqua di uscire

  • 66

    266 Un impianto automatico a diluvio

    è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile

  • 67

    267 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori

    si

  • 68

    268 La progettazione della misura antincendio “Operatività Antincendio” ha lo scopo di

    agevolare l’efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività

  • 69

    269 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l’efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco

    Si, l’agevolazione dell’attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi

  • 70

    270 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra l’accessibilità per mezzi di soccorso antincendio

    Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza ≤ 50 m dagli accessi dell’attività

  • 71

    271 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti

    Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell’attività

  • 72

    272 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell’attività, compresi gli impianti di sicurezza

    Si, e si attua, ad esempio, mediante l’ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l’incendio

  • 73

    273 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra l’accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell’attività

    Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell’autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco

  • 74

    274 L’ascensore antincendio é

    un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio

  • 75

    275 L’ascensore di soccorso é

    un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l’evacuazione di emergenza degli occupanti

  • 76

    276 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio

    finalizzata alla gestione di un’attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l’adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure

  • 77

    277 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA)

    È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio

  • 78

    278 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza

    si

  • 79

    279 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere

    Tutte le azioni previste negli altre due punti

  • 80

    280 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda

    l’’attivazione e l’attuazione del piano di emergenza

  • 81

    281 Gli addetti al servizio antincendio

    attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della GSA e nel piano di emergenza

  • 82

    282 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio)

    attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio

  • 83

    283 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza)

    Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l’evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio

  • 84

    284 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro

    Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l’efficacia degli impianti e attrezzature antincendio

  • 85

    285 Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 86

    286 Gli impianti di trasporto e utilizzo di sostanze liquide e gassose infiammabili, impianti rilevanti ai fini dellasicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 87

    287 Gli impianti di processo che comportano un rischio di incendio, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 88

    288 I presidi antincendio devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali presidi, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 89

    289 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 é

    L’organizzazione della risposta all’emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto, …)

  • 90

    290 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio

    Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell’emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell’emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell’evacuazione

  • 91

    291 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere

    le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l’evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali

  • 92

    292 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste

    Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili

  • 93

    293 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio

    Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell’emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell’emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell’evacuazione

  • 94

    294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro

    deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all’incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l’ubicazione dei presidi antincendio

  • 95

    295 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio

    Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare

  • 96

    296 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco

    Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito

  • 97

    297 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati

    Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro

  • 98

    298 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un’emergenza incendio in atto devono

    dare l’allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti

  • 99

    299 I lavoratori, in caso di emergenza incendio

    Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro

  • 100

    300 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d’esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l’evacuazione dell’attività

    si

  • test 2

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    Eleonora Conforti · 100問 · 2年前

    test 2

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    Eleonora Conforti

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    Eleonora Conforti · 45問 · 2年前

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    45問 • 2年前
    Eleonora Conforti

    問題一覧

  • 1

    201 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza

    Si, sempre qualora l’illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l’esodo degli occupanti.

  • 2

    202 Negli ambiti ove l’attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali, …) eventuali gradini lungo le vie d’esodo devono essere provvisti di illuminazione

    Si, sempre con idonea illuminazione “segnapasso” dei gradini

  • 3

    203 Il sistema d’esodo in un’attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l’evacuazione dall’incendio, il numero minimo di vie d’esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato

    Si, in funzione del rischio di incendio e dell’affollamento

  • 4

    204 Le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell’attività

    Si, a seconda del profilo di rischio dell’attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri

  • 5

    205 Gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell’attività

    Si, a seconda del profilo di rischio dell’attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri

  • 6

    206 In un luogo con affollamento dell’ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m)

    Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili

  • 7

    207 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm)

    Si, a condizione che l’affollamento dell’ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti

  • 8

    208 In un luogo con affollamento dell’ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m)

    Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili

  • 9

    209 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm)

    Si, a condizione che l’affollamento dell’ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti

  • 10

    210 Le vie di esodo devono avere un’altezza minima di 2 metri

    Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti

  • 11

    211 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell’esodo:

    Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità: spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro

  • 12

    212 La misura antincendio “Rilevazione ed allarme” ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un’attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l’allarme al fine di

    Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti

  • 13

    213 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono

    Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l’allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell’incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …)

  • 14

    214 La rivelazione e la diffusione dell’allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti

    Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza

  • 15

    215 I punti di segnalazione manuale a servizio di un impianto IRAI (rilevazione e allarme incendio

    devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio

  • 16

    216 I punti di segnalazione manuale a servizio di un impianto IRAI (rilevazione e allarme incendio

    devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili

  • 17

    217 i punti di segnalazione manuale a servizio di un impianto IRAI (rilevazione e allarme incendio), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l’allarme d’incendio

    dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio.

  • 18

    218 La progettazione della misura antincendio “Controllo Fumo e Calore” ha come scopo

    l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per consentire il controllo, l’evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio

  • 19

    219 Il “Controllo Fumo e Calore” si attua attraverso la realizzazione di

    aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l’evacuazione di fumo e calore (SEFC)

  • 20

    220 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l’esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell’attività (es. finestre, lucernari, porte,…)

    si

  • 21

    221 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall’ostruzione accidentale durante l’esercizio dell’attività

    Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell’attività

  • 22

    222 Lo smaltimento di fumo e calore d’emergenza ha la sola funzione di facilitare l’opera di estinzione dei soccorritori

    si

  • 23

    223 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d’emergenza possono essere solo di tipo “permanentemente aperte”

    No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente (policarbonato, PMMA,…) o con possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso

  • 24

    224 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d’emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali

    Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi

  • 25

    225 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d’emergenza

    Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l’opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell’incendio

  • 26

    226 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC)

    creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 27

    227 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore

    vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 28

    228 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell’incendio

    Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 29

    229 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell’ambito protetto

    Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 30

    230 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell’ambiente protetto

    Si, poiché creano e mantengono uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio

  • 31

    231 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC

    si

  • 32

    232 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC

    prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all’altezza di una persona

  • 33

    233 La misura “Controllo dell’incendio”

    ha come scopo l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per fronteggiare gli eventuali incendi

  • 34

    234 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento

    Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti

  • 35

    235 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell’incendio sono

    gli estintori d’incendio e gli impianti di protezione attiva contro l’incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …)

  • 36

    236 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell’incendio hanno come scopo

    Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti

  • 37

    237 Il presidio antincendio “sprinkler” svolge prioritariamente un’azione di controllo dell’incendio, cioè

    riesce a mantenere l’incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute

  • 38

    238 gli estintori

    Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d’incendio

  • 39

    239 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro

    Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d’incendio

  • 40

    240 La prestazione di un estintore, cioè la “grandezza dell’incendio” che è in grado di estinguere

    È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell’incendio è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B)

  • 41

    241 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d’incendio

    Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in “estintori portatili” ed “estintori carrellati”

  • 42

    242 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d’incendio

    Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg

  • 43

    243 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d’incendio

    Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg

  • 44

    244 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico

    Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri

  • 45

    245 Un estintore è caratterizzato dall’agente estinguente che contiene

    Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d’acqua (schiuma) ed a “clean agent”)

  • 46

    246 Gli estintori portatili sono idonei all’utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche

    si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l’agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica)

  • 47

    247 Gli estintori portatili a base d’acqua sono idonei all’utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche

    Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se superano la “prova dielettrica” prevista dalla norma sugli estintori UNI 31 -7

  • 48

    248 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro

    deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, …).

  • 49

    249 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B

    è opportuno l’utilizzo di estintori a base d’acqua (estintori idrici)

  • 50

    250 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l’uso immediato

    Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d’esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico

  • 51

    251 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi

    Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita)

  • 52

    252 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili)

    si

  • 53

    253 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate

    ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio

  • 54

    254 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l’uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza

    Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato)

  • 55

    255 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo

    Il punto di installazione di un estintore portatile

  • 56

    256 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo

    Il punto di installazione di un estintore carrellato

  • 57

    257 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al “controllo dell’incendio

    sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale

  • 58

    258 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all’aperto

    Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all’interno di opere da costruzione, e all’aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all’aperto

  • 59

    259 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali

    alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori

  • 60

    260 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all’interno di opere da costruzione, si dividono in:

    idranti a muro di DN 45 (φ = 45 mm) o naspi di DN 25 (φ = 25 mm)

  • 61

    261 La tubazione flessibile degli “idranti a muro DN 45 (φ = 45 mm)” è in genere lunga

    20 metri

  • 62

    262 La tubazione semirigida dei “naspi DN 25 (φ = 25 mm)” ha una lunghezza massima di

    30 metri

  • 63

    263 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell’incendio adottati nella misura “controllo dell’incendio” possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere …)

    Si, in relazione alla classe dell’incendio e al rischio di incendio presente nell’attività

  • 64

    264 Un impianto automatico a pioggia sprinkler

    serve ad assicurare una pronta risposta all’incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale

  • 65

    265 Gli ugelli regolatori distribuiti sull’area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler

    Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si “rompono” consentendo all’acqua di uscire

  • 66

    266 Un impianto automatico a diluvio

    è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile

  • 67

    267 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori

    si

  • 68

    268 La progettazione della misura antincendio “Operatività Antincendio” ha lo scopo di

    agevolare l’efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività

  • 69

    269 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l’efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco

    Si, l’agevolazione dell’attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi

  • 70

    270 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra l’accessibilità per mezzi di soccorso antincendio

    Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza ≤ 50 m dagli accessi dell’attività

  • 71

    271 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti

    Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell’attività

  • 72

    272 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell’attività, compresi gli impianti di sicurezza

    Si, e si attua, ad esempio, mediante l’ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l’incendio

  • 73

    273 Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra l’accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell’attività

    Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell’autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco

  • 74

    274 L’ascensore antincendio é

    un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio

  • 75

    275 L’ascensore di soccorso é

    un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l’evacuazione di emergenza degli occupanti

  • 76

    276 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio

    finalizzata alla gestione di un’attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l’adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure

  • 77

    277 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA)

    È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio

  • 78

    278 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza

    si

  • 79

    279 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere

    Tutte le azioni previste negli altre due punti

  • 80

    280 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda

    l’’attivazione e l’attuazione del piano di emergenza

  • 81

    281 Gli addetti al servizio antincendio

    attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della GSA e nel piano di emergenza

  • 82

    282 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio)

    attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio

  • 83

    283 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza)

    Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l’evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio

  • 84

    284 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro

    Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l’efficacia degli impianti e attrezzature antincendio

  • 85

    285 Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 86

    286 Gli impianti di trasporto e utilizzo di sostanze liquide e gassose infiammabili, impianti rilevanti ai fini dellasicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 87

    287 Gli impianti di processo che comportano un rischio di incendio, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 88

    288 I presidi antincendio devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

    Si, la manutenzione di tali presidi, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento

  • 89

    289 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 é

    L’organizzazione della risposta all’emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto, …)

  • 90

    290 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio

    Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell’emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell’emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell’evacuazione

  • 91

    291 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere

    le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l’evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali

  • 92

    292 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste

    Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili

  • 93

    293 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio

    Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell’emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell’emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell’evacuazione

  • 94

    294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro

    deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all’incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l’ubicazione dei presidi antincendio

  • 95

    295 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio

    Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare

  • 96

    296 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco

    Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito

  • 97

    297 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati

    Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro

  • 98

    298 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un’emergenza incendio in atto devono

    dare l’allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti

  • 99

    299 I lavoratori, in caso di emergenza incendio

    Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro

  • 100

    300 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d’esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l’evacuazione dell’attività

    si