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Didattica e Pedagogia Speciale
77問 • 7ヶ月前
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    問題一覧

  • 1

    Circa il concetto di educazione, le definizioni possibili sono:

    molte

  • 2

    I disturbi dello spettro autistico rientrano nell'ambito dei:

    disturbi pervasivi dello sviluppo

  • 3

    La comprensione, sempre presente nei disturbi dello spettro autistico, è quella relativa:

    all'interazione sociale

  • 4

    La classe dell'allievo con disturbi dello spettro autistico può divenire un contesto inclusivo se si adatta facilmente:

    alle sue peculiari modalità di funzionamento

  • 5

    La presenza ed il ruolo dei compagni, per l'allievo con disturbi dello spettro autistico, rappresentano:

    una risorsa

  • 6

    La sfera cognitiva, nella disabilità sensoriale, in genere:

    non è compromessa

  • 7

    I vari livelli di ipoacusia e le loro differenze comportano, per chi ne è affetto, diverse esperienze:

    del mondo

  • 8

    La pluridisabilità sensoriale prevede la presenza simultanea di:

    disabilità visiva e uditiva

  • 9

    Le disabilità sensoriali implicano una serie di difficoltà nella sfera:

    sociale e dell'autonomia personale

  • 10

    Il soggetto sordo percepisce la propria differenza come una propria:

    carenza

  • 11

    L'esposizione ad una lingua dei segni, per il soggetto sordo, produce vantaggi:

    indubbi

  • 12

    Il soggetto sordo presenta una carenza di dati informativi:

    sul mondo

  • 13

    Il soggetto sordo, in ambito didattico, presenta difficoltà nella lingua:

    scritta e parlata

  • 14

    La distanza ottimale nella conversazione con l'allievo sordo non deve mai essere oltre:

    un metro e mezzo

  • 15

    Per utilizzare la lingua dei segni (LIS) occorre ricorrere:

    ad un mediatore linguistico

  • 16

    In assenza della vista, gli altri sensi cooperano tra di loro per sopperire a tale mancanza mediante un processo noto come:

    vicarianza

  • 17

    Nell'ambito della stessa disabilità visiva, molto differente può essere la percezione della realtà a seconda se si sia:

    non vedente o ipovedente

  • 18

    Il disabile visivo, circa l'apprendimento, necessità di:

    tempi più lunghi

  • 19

    Le strategie didattiche più favorevoli ad un alunno con disabilità visiva fanno riferimento a una prospettiva di tipo:

    esperienziale

  • 20

    Nell'intervento didattico a favore dello studente con disabilità visiva, occorre anche ponderare il ruolo di meccanismi:

    di difesa

  • 21

    Tra gli obbiettivi dell'intervento didattico a favore dello studente con disabilità visiva, vi è anche l'acquisizione di una buona competenza:

    relazionale

  • 22

    La sfida della pedagogia speciale, in materia di progettazione didattica, è di riuscire a coniugare la didattica curriculare alle esigenze dettate:

    dall'inclusione

  • 23

    La progettazione dell'insegnamento è l'analisi della situazione da cui prende avvio l'azione:

    didattica

  • 24

    In ottica inclusiva, il curricolo comune va adattato per accogliere le esigenze:

    di ciascuno studente

  • 25

    L'adattamento degli obiettivi didattici e dei materiali do apprendimento è parte integrante:

    del PEI (piano educativo individualizzato) e del PDP (piano educativo personalizzato)

  • 26

    Quale, tra le seguenti, NON è una strategia di adattamento didattico:

    relazione

  • 27

    Nella classe inclusiva le strategie di adattamento:

    tornano utili a tutti gli allievi

  • 28

    Una delle seguenti NON è una strategia di adattamento didattico:

    inversione

  • 29

    La strategia didattica della facilitazione prevede:

    una aggiunta di informazioni per svolgere all'attività

  • 30

    Nella strategia didattica della sostituzione, si vanno a sostituire:

    i materiali

  • 31

    Nel caso di ipoacusia, il banco va posto di fronte:

    alla cattedra

  • 32

    In presenza di deficit uditivo, la compromissione dell'udito si può compensare con:

    la vista

  • 33

    In presenza di deficit visivo si possono utilizzare:

    audiolibri

  • 34

    Per quanto riguarda la comprensione del testo per un allievo ipovedente, di può utilizzare del materiale di lettura:

    in Braille

  • 35

    In caso di disabilità sensoriale, a carico della vista e dell'udito, il PEI suggerisce:

    semplicazioni o facilitazioni

  • 36

    Nell'ambito dei disturbi generalizzati dello sviluppo, la strategia didattica della facilitazione prevede il ricorso al mediatore:

    iconico

  • 37

    In caso di disturbi di attenzione, concentrazione e iperattività, i materiali didattici vanno presentati con:

    semplicità e ordine

  • 38

    Le strategie di facilitazioni nei disturbi oppositivi provocatori e comorbilità con ADHD si possono strutturare mediante la modalità:

    di visual learning

  • 39

    Un esempio di sostituzione, nell'ambito dei disturbi dello spettro autistico, è:

    la comunicazione aumentativa alternativa

  • 40

    La LIM può essere parte del generale processo di semplicazione delle attività didattiche, specialmente per quanto riguarda la semplificazioni:

    della complessità concettuale

  • 41

    Lo schermo della LIM diviene per gli alunni spazio condiviso:

    di elaborazione e azione diretta

  • 42

    La LIM scardina la centralità:

    del testo scritto

  • 43

    Secondo l'approccio dell'Universal Design for Learning, "quello necessario per qualcuno, finisce per diventare utile:

    "per tutti"

  • 44

    L'approccio dell'Universal Design for Learning si fonda sulla consapevolezza che gli allievi hanno:

    abilità e stili di apprendimento differenti

  • 45

    Secondo l'Universal Design for Learning, includere significa promuovere:

    tutte le intelligenze

  • 46

    Secondo il criterio della tolleranza dell'errore, la proposta didattica è tanto più efficace quanto più è pensata per:

    limitare l'insuccesso

  • 47

    I principali dell'Universal Design for Learning sono in tutto:

    tre

  • 48

    Le linee Guida elaborate dal CAST circa l'Universal Design for Learning risalgono al:

    2011

  • 49

    La possibilità di attività coinvolgenti e motivanti per lo studente si può attuare mediante:

    lavori di gruppo

  • 50

    Secondo il principio "fornire molteplici mezzi per manifestare impegno", l'apprendimento in classe è un processo di:

    costruzione di gruppi di lavoro

  • 51

    La direttiva del 27 dicembre 2012 pone alla scuola, per la prima volta, il problema:

    dei bisogni educativi speciali dei suoi allievi anche senza certificazione o diagnosi

  • 52

    La persona con svantaggio socio-economico linguistico culturale, senza alcuna diagnosi:

    rientra nei BES

  • 53

    Come sostiene d'Alonzo, la scuola italiana possiede risorse e una notevole tradizione, sul piano inclusivo:

    che nessun paese nel mondo possiede

  • 54

    La direttiva del 27 dicembre 2012 ha evidenziato che l'area dello svantaggio scolastico:

    è molto più ampia di quella riferibile soltanto alla presenza di deficit certificato

  • 55

    Se si desidera rispondere ai bisogni educativi speciali è necessario attivarsi per sviluppare le risorse:

    degli studenti che ne sono portatori

  • 56

    Nei BES, l'interesse principale dei docenti va rivolto:

    alle potenzialità di ciascun studente

  • 57

    La dislessia è un disturbo specifico:

    della lettura

  • 58

    La diagnosi dei DSA è effettuata:

    degli specialisti di ambito sanitario

  • 59

    I disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) sono stati riconosciuti e definiti:

    dalla legge n. 170 dell'8 ottobre 2010

  • 60

    Nella disortografia, è compromessa la correttezza:

    della scrittura

  • 61

    Gli allievi con dislessia hanno difficoltà:

    nella comprensione del testo

  • 62

    Nella scuola, gli allievi che presentano disturbi specifici dell'apprendimento:

    sono in continua crescita

  • 63

    Le strategie ritenute efficaci per la comprensione del testo degli allievi con DSA si distinguono in:

    strategie singole e strategie multiple

  • 64

    Le misure dispensative sono interventi che consentono all'alunno con DSA di:

    non svolgere alcune prestazioni

  • 65

    Per l'alunno con DSA, gli strumenti compensativi:

    sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta

  • 66

    Gli strumenti compensativi e le misure dispensative, a favore degli studenti con DSA, trovano la loro ragion d'essere:

    nei principi di individualizzazione e personalizzazione didattica

  • 67

    S. Pinnelli (2015) suddivide gli strumenti compensativi a secondo che siano:

    a bassa o alta tecnologia

  • 68

    Il disturbo da deficit di attenzione o iperattività (ADHD) è un disturbo:

    dell'autocontrollo

  • 69

    Diversi autori sostengono che il deficit principale della sindrome da deficit di attenzione è iperattività (ADHD) sia rappresentato da difficoltà che si manifestano:

    sia nelle situazioni scolastiche e lavorative che in quelle sociali

  • 70

    Secondo alcuni autori, la caratteristica distintiva del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è:

    l'impulsività

  • 71

    Il disturbo da deficit di attenzione è iperattività (ADHD) insorge:

    in età evolutiva

  • 72

    L'ipermedialita, secondo Pinnelli, favorisce l'apprendimento degli allievi con sindrome di attenzione e iperattività (ADHD):

    si

  • 73

    Rispetto alla fruizione della televisione da parte dell'alunno con deficit di attenzione e iperattività (ADHD), la differenza fondamentale è data:

    dalla comprensione di ciò che guarda

  • 74

    Gli allievi con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) hanno, tra gli altri aspetti, un deficit:

    motivazionale

  • 75

    Un recente impiego della tecnologia nel campo del disturbo da ADHD viene dall'ultizzo dei sistemi di:

    biofeedback (BF) e neurofeedback (NF)

  • 76

    Le aree privilegiate d'intervento attraverso le TIC (tecnologia dell'informazione e della informazione) sugli alunni ADHD riguardano compiti:

    attentivi, organizzativi, di memoria e autoregolazione

  • 77

    È quel "complesso costrutto dell'attività cognitiva che si riferisce a delle abilità specifiche ben coordinate che, una volta apprese, permettono al soggetto di controllare il proprio comportamento senza la necessità di un supervisore esterno". Stiamo parlando di:

    autoregolazione cognitiva

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    問題一覧

  • 1

    Circa il concetto di educazione, le definizioni possibili sono:

    molte

  • 2

    I disturbi dello spettro autistico rientrano nell'ambito dei:

    disturbi pervasivi dello sviluppo

  • 3

    La comprensione, sempre presente nei disturbi dello spettro autistico, è quella relativa:

    all'interazione sociale

  • 4

    La classe dell'allievo con disturbi dello spettro autistico può divenire un contesto inclusivo se si adatta facilmente:

    alle sue peculiari modalità di funzionamento

  • 5

    La presenza ed il ruolo dei compagni, per l'allievo con disturbi dello spettro autistico, rappresentano:

    una risorsa

  • 6

    La sfera cognitiva, nella disabilità sensoriale, in genere:

    non è compromessa

  • 7

    I vari livelli di ipoacusia e le loro differenze comportano, per chi ne è affetto, diverse esperienze:

    del mondo

  • 8

    La pluridisabilità sensoriale prevede la presenza simultanea di:

    disabilità visiva e uditiva

  • 9

    Le disabilità sensoriali implicano una serie di difficoltà nella sfera:

    sociale e dell'autonomia personale

  • 10

    Il soggetto sordo percepisce la propria differenza come una propria:

    carenza

  • 11

    L'esposizione ad una lingua dei segni, per il soggetto sordo, produce vantaggi:

    indubbi

  • 12

    Il soggetto sordo presenta una carenza di dati informativi:

    sul mondo

  • 13

    Il soggetto sordo, in ambito didattico, presenta difficoltà nella lingua:

    scritta e parlata

  • 14

    La distanza ottimale nella conversazione con l'allievo sordo non deve mai essere oltre:

    un metro e mezzo

  • 15

    Per utilizzare la lingua dei segni (LIS) occorre ricorrere:

    ad un mediatore linguistico

  • 16

    In assenza della vista, gli altri sensi cooperano tra di loro per sopperire a tale mancanza mediante un processo noto come:

    vicarianza

  • 17

    Nell'ambito della stessa disabilità visiva, molto differente può essere la percezione della realtà a seconda se si sia:

    non vedente o ipovedente

  • 18

    Il disabile visivo, circa l'apprendimento, necessità di:

    tempi più lunghi

  • 19

    Le strategie didattiche più favorevoli ad un alunno con disabilità visiva fanno riferimento a una prospettiva di tipo:

    esperienziale

  • 20

    Nell'intervento didattico a favore dello studente con disabilità visiva, occorre anche ponderare il ruolo di meccanismi:

    di difesa

  • 21

    Tra gli obbiettivi dell'intervento didattico a favore dello studente con disabilità visiva, vi è anche l'acquisizione di una buona competenza:

    relazionale

  • 22

    La sfida della pedagogia speciale, in materia di progettazione didattica, è di riuscire a coniugare la didattica curriculare alle esigenze dettate:

    dall'inclusione

  • 23

    La progettazione dell'insegnamento è l'analisi della situazione da cui prende avvio l'azione:

    didattica

  • 24

    In ottica inclusiva, il curricolo comune va adattato per accogliere le esigenze:

    di ciascuno studente

  • 25

    L'adattamento degli obiettivi didattici e dei materiali do apprendimento è parte integrante:

    del PEI (piano educativo individualizzato) e del PDP (piano educativo personalizzato)

  • 26

    Quale, tra le seguenti, NON è una strategia di adattamento didattico:

    relazione

  • 27

    Nella classe inclusiva le strategie di adattamento:

    tornano utili a tutti gli allievi

  • 28

    Una delle seguenti NON è una strategia di adattamento didattico:

    inversione

  • 29

    La strategia didattica della facilitazione prevede:

    una aggiunta di informazioni per svolgere all'attività

  • 30

    Nella strategia didattica della sostituzione, si vanno a sostituire:

    i materiali

  • 31

    Nel caso di ipoacusia, il banco va posto di fronte:

    alla cattedra

  • 32

    In presenza di deficit uditivo, la compromissione dell'udito si può compensare con:

    la vista

  • 33

    In presenza di deficit visivo si possono utilizzare:

    audiolibri

  • 34

    Per quanto riguarda la comprensione del testo per un allievo ipovedente, di può utilizzare del materiale di lettura:

    in Braille

  • 35

    In caso di disabilità sensoriale, a carico della vista e dell'udito, il PEI suggerisce:

    semplicazioni o facilitazioni

  • 36

    Nell'ambito dei disturbi generalizzati dello sviluppo, la strategia didattica della facilitazione prevede il ricorso al mediatore:

    iconico

  • 37

    In caso di disturbi di attenzione, concentrazione e iperattività, i materiali didattici vanno presentati con:

    semplicità e ordine

  • 38

    Le strategie di facilitazioni nei disturbi oppositivi provocatori e comorbilità con ADHD si possono strutturare mediante la modalità:

    di visual learning

  • 39

    Un esempio di sostituzione, nell'ambito dei disturbi dello spettro autistico, è:

    la comunicazione aumentativa alternativa

  • 40

    La LIM può essere parte del generale processo di semplicazione delle attività didattiche, specialmente per quanto riguarda la semplificazioni:

    della complessità concettuale

  • 41

    Lo schermo della LIM diviene per gli alunni spazio condiviso:

    di elaborazione e azione diretta

  • 42

    La LIM scardina la centralità:

    del testo scritto

  • 43

    Secondo l'approccio dell'Universal Design for Learning, "quello necessario per qualcuno, finisce per diventare utile:

    "per tutti"

  • 44

    L'approccio dell'Universal Design for Learning si fonda sulla consapevolezza che gli allievi hanno:

    abilità e stili di apprendimento differenti

  • 45

    Secondo l'Universal Design for Learning, includere significa promuovere:

    tutte le intelligenze

  • 46

    Secondo il criterio della tolleranza dell'errore, la proposta didattica è tanto più efficace quanto più è pensata per:

    limitare l'insuccesso

  • 47

    I principali dell'Universal Design for Learning sono in tutto:

    tre

  • 48

    Le linee Guida elaborate dal CAST circa l'Universal Design for Learning risalgono al:

    2011

  • 49

    La possibilità di attività coinvolgenti e motivanti per lo studente si può attuare mediante:

    lavori di gruppo

  • 50

    Secondo il principio "fornire molteplici mezzi per manifestare impegno", l'apprendimento in classe è un processo di:

    costruzione di gruppi di lavoro

  • 51

    La direttiva del 27 dicembre 2012 pone alla scuola, per la prima volta, il problema:

    dei bisogni educativi speciali dei suoi allievi anche senza certificazione o diagnosi

  • 52

    La persona con svantaggio socio-economico linguistico culturale, senza alcuna diagnosi:

    rientra nei BES

  • 53

    Come sostiene d'Alonzo, la scuola italiana possiede risorse e una notevole tradizione, sul piano inclusivo:

    che nessun paese nel mondo possiede

  • 54

    La direttiva del 27 dicembre 2012 ha evidenziato che l'area dello svantaggio scolastico:

    è molto più ampia di quella riferibile soltanto alla presenza di deficit certificato

  • 55

    Se si desidera rispondere ai bisogni educativi speciali è necessario attivarsi per sviluppare le risorse:

    degli studenti che ne sono portatori

  • 56

    Nei BES, l'interesse principale dei docenti va rivolto:

    alle potenzialità di ciascun studente

  • 57

    La dislessia è un disturbo specifico:

    della lettura

  • 58

    La diagnosi dei DSA è effettuata:

    degli specialisti di ambito sanitario

  • 59

    I disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) sono stati riconosciuti e definiti:

    dalla legge n. 170 dell'8 ottobre 2010

  • 60

    Nella disortografia, è compromessa la correttezza:

    della scrittura

  • 61

    Gli allievi con dislessia hanno difficoltà:

    nella comprensione del testo

  • 62

    Nella scuola, gli allievi che presentano disturbi specifici dell'apprendimento:

    sono in continua crescita

  • 63

    Le strategie ritenute efficaci per la comprensione del testo degli allievi con DSA si distinguono in:

    strategie singole e strategie multiple

  • 64

    Le misure dispensative sono interventi che consentono all'alunno con DSA di:

    non svolgere alcune prestazioni

  • 65

    Per l'alunno con DSA, gli strumenti compensativi:

    sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta

  • 66

    Gli strumenti compensativi e le misure dispensative, a favore degli studenti con DSA, trovano la loro ragion d'essere:

    nei principi di individualizzazione e personalizzazione didattica

  • 67

    S. Pinnelli (2015) suddivide gli strumenti compensativi a secondo che siano:

    a bassa o alta tecnologia

  • 68

    Il disturbo da deficit di attenzione o iperattività (ADHD) è un disturbo:

    dell'autocontrollo

  • 69

    Diversi autori sostengono che il deficit principale della sindrome da deficit di attenzione è iperattività (ADHD) sia rappresentato da difficoltà che si manifestano:

    sia nelle situazioni scolastiche e lavorative che in quelle sociali

  • 70

    Secondo alcuni autori, la caratteristica distintiva del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è:

    l'impulsività

  • 71

    Il disturbo da deficit di attenzione è iperattività (ADHD) insorge:

    in età evolutiva

  • 72

    L'ipermedialita, secondo Pinnelli, favorisce l'apprendimento degli allievi con sindrome di attenzione e iperattività (ADHD):

    si

  • 73

    Rispetto alla fruizione della televisione da parte dell'alunno con deficit di attenzione e iperattività (ADHD), la differenza fondamentale è data:

    dalla comprensione di ciò che guarda

  • 74

    Gli allievi con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) hanno, tra gli altri aspetti, un deficit:

    motivazionale

  • 75

    Un recente impiego della tecnologia nel campo del disturbo da ADHD viene dall'ultizzo dei sistemi di:

    biofeedback (BF) e neurofeedback (NF)

  • 76

    Le aree privilegiate d'intervento attraverso le TIC (tecnologia dell'informazione e della informazione) sugli alunni ADHD riguardano compiti:

    attentivi, organizzativi, di memoria e autoregolazione

  • 77

    È quel "complesso costrutto dell'attività cognitiva che si riferisce a delle abilità specifiche ben coordinate che, una volta apprese, permettono al soggetto di controllare il proprio comportamento senza la necessità di un supervisore esterno". Stiamo parlando di:

    autoregolazione cognitiva